Perdita di biodiversità: quali sono le principali cause?

    La perdita di biodiversità è causata principalmente dall'attività umana. Scopri le principali cause del declino della biodiversità e come 3Bee, attraverso soluzioni tecnologiche innovative, sta combattendo questa emergenza globale.
    Perdita di biodiversità: quali sono le principali cause?

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    Allarme biodiversità: un declino esponenziale

    Un mattino d'aprile, una brezza tiepida soffia sulle colline. Il mondo si sta lentamente risvegliando: le gemme sugli alberi stanno iniziando a sbocciare e la natura sembra pronta ad accogliere una nuova stagione. Tuttavia, l'ascolto più attento rivela un silenzio inquietante. Il ronzio familiare delle api non riempie più l'aria e il canto melodioso degli uccelli è un assordante ricordo. La primavera, una volta segnata da un'esplosione di vita, sembra aver perso la sua vivacità. Questo non è un futuro lontano ma una prospettiva che sta diventando sempre più reale. Nel 2020, il Rapporto Globale sulla Biodiversità e i Servizi Ecosistemici ha lanciato un allarme agghiacciante: si prevede che, se non si adotta un intervento tempestivo, circa un milione di specie animali e vegetali potrebbero essere a rischio di estinzione nei prossimi decenni. Un angosciante scenario causato da minacce derivanti dall'attività umana, che stanno contribuendo alla perdita di biodiversità in modo esponenziale.

    orango del borneo

    La distruzione degli habitat naturali

    Uno dei principali pericoli è la distruzione degli habitat naturali, spesso conseguenza della deforestazione, dell'urbanizzazione, dell'agricoltura intensiva e dell'estrazione mineraria. Le foreste pluviali, che forniscono l'habitat a oltre la metà delle specie terrestri del mondo, stanno scomparendo ad un ritmo allarmante. Ad esempio, l'Orango del Borneo è a rischio di estinzione a causa della deforestazione per la produzione di olio di palma, con una perdita stimata del 50% della popolazione negli ultimi 60 anni. Similmente, le specie che vivono nelle foreste primarie, come il gorilla di montagna, sono in forte declino: dal 2001 al 2020 sono scomparsi 43 milioni di ettari di foresta primaria, una superficie più grande dell'intera Germania.

    colibrì

    I cambiamenti climatici

    I cambiamenti climatici stanno esercitando una pressione senza precedenti sugli ecosistemi. Ma cosa sono nel dettaglio? Parliamo di una varietà di fenomeni tra cui l'aumento delle temperature medie globali, noto come riscaldamento globale, e le modifiche nei cicli delle precipitazioni, che possono portare a eventi estremi come siccità, tempeste, ondate di calore e inondazioni. I cambiamenti climatici includono anche l'acidificazione degli oceani, causata dall'assorbimento dell'anidride carbonica atmosferica: una grave minaccia per la vita marina, in particolare per i coralli e i molluschi. Ad esempio, l'alterazione dei modelli climatici sta influenzando la vita dei Colibrì. Noti per la loro dipendenza da specifici fiori e per il loro importante ruolo di impollinatori, stanno subendo cambiamenti nei loro pattern migratori. Il cambiamento climatico potrebbe spostare verso nord l'habitat ideale per i colibrì, a causa delle modifiche nei periodi di fioritura delle piante di cui si nutrono.

    Pinguini di Adelia

    Conseguenze sulle specie marine e inquinamento dell'acqua

    Oltre alla fauna terrestre, anche le specie marine stanno risentendo dei cambiamenti climatici. La popolazione di Pinguini di Adelia, che vive nella Penisola Antartica occidentale, ha subito un calo del 50% negli ultimi 30 anni. Questo è stato causato dalla riduzione del ghiaccio marino e dal cambiamento delle catene alimentari marine. L'aumento della temperatura ha causato una carenza di krill, l'alimento principale di questi pinguini, portandoli ad una drastico calo. Parallelamente, l'inquinamento rappresenta un'altra grande sfida per la biodiversità. Le sostanze inquinanti possono alterare e danneggiare gli ecosistemi, minacciando la sopravvivenza di molte specie. Per esempio, i fertilizzanti e i pesticidi utilizzati in agricoltura possono finire nei corsi d'acqua attraverso il deflusso superficiale, portando all'eutrofizzazione delle acque, ossia un'eccessiva crescita di alghe e vegetazione acquatica che può privare l'acqua di ossigeno, causando la morte di specie acquatiche.

    inquinamento plastica

    L'inquinamento da plastica

    Tuttavia, l'esempio più noto è probabilmente rappresentato dalla plastica. Questo materiale onnipresente ha invaso ogni angolo del pianeta, dal fondo degli oceani alla cima delle montagne. Si stima che ogni anno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscano negli oceani, creando enormi isole di rifiuti come il Great Pacific Garbage Patch, un tappeto di detriti di plastica galleggiante che è tre volte la dimensione della Francia. Questo inquinamento ha effetti devastanti sulla fauna marina. Ogni anno, si stima che 1 milione di uccelli marini e 100.000 mammiferi marini muoiano a causa dell'ingestione di plastica o dell'annegamento dopo esserne rimasti intrappolati.

    api inquinamento aria

    L'inquinamento dell'aria

    L'inquinamento dell'aria non solo contribuisce ai cambiamenti climatici, ma può anche avere impatti diretti sulla fauna selvatica. Un esempio particolarmente preoccupante riguarda le api, gli impollinatori per eccellenza. Questi piccoli insetti sono particolarmente sensibili agli inquinanti atmosferici, come il biossido di zolfo e l'ozono, che possono interferire con il loro senso dell'orientamento e la loro capacità di trovare fiori da cui raccogliere nettare. Alla lista delle minacce si aggiungono le specie invasive. Si tratta di specie straniere che vengono introdotte in un nuovo ambiente, sia volontariamente che involontariamente, e che si adattano rapidamente, proliferano e turbano l'equilibrio dell'ecosistema locale. Queste specie possono sostituire quelle autoctone, alterare gli habitat, interrompere le reti trofiche e causare la perdita di biodiversità. Questo fenomeno è stato osservato in tutto il mondo.

    pappagallo grigio africano

    Bracconaggio e commercio illegale di fauna e flora selvatica

    Infine, ma non meno importante, il bracconaggio e il commercio illegale di fauna e flora selvatica. Questa attività criminale ha un impatto enorme sulla conservazione delle specie, sia direttamente, causando una diminuzione degli individui in natura, sia indirettamente, alterando gli equilibri ecologici e creando pressioni demografiche. Ad esempio, il Pappagallo grigio Africano, famoso per le sue abilità vocali, è uno degli uccelli più commercializzati illegalmente al mondo. La cattura e il commercio di questi uccelli ha portato a un forte declino della popolazione in natura, rendendo questa specie vulnerabile all'estinzione. Una situazione simile anche per il Rinoceronte Nero. In Africa, la popolazione di questo mammifero è diminuita del 97,6% tra il 1960 e il 1995 a causa del bracconaggio per le sue preziose corna, molto richieste sul mercato nero per le supposte proprietà curative.

    alberi nettariferi ecosistemi resilienti

    Alberi nettariferi per la creazione di ecosistemi resilienti

    Gli alberi nettariferi sono fondamentali per la creazione di ecosistemi resilienti e portano con sé una serie di benefici. Oltre a garantire nutrimento agli insetti impollinatori, contribuiscono alla rigenerazione degli habitat naturali nel territorio nazionale, contrastando la perdita causata dall'espansione delle coltivazioni intensive e dall'urbanizzazione. Inoltre, favoriscono il miglioramento della struttura e della composizione del suolo e creano nuovi rifugi e siti di alimentazione per la fauna selvatica, in particolare gli impollinatori selvatici. Gli alberi nettariferi contribuiscono anche alla riduzione del cosiddetto fenomeno "isole di calore", che determina un microclima più caldo all'interno delle aree urbane cittadine, rispetto alle circostanti zone periferiche e rurali. Infine, migliorano la qualità dell'aria grazie all'assorbimento di CO2.

    3Bee tecnologia biodiversità

    3Bee: tecnologia per la tutela della biodiversità

    3Bee è l’azienda climate-tech leader nella tutela della biodiversità tramite la tecnologia, con una missione fondamentale: proteggere gli impollinatori, veri eroi e custodi degli ecosistemi e della varietà biologica, e ripristinare i loro habitat. L'approccio di 3Bee nella conservazione della biodiversità è rivoluzionario. Grazie all'uso di tecnologie uniche e innovative, 3Bee è in grado di ascoltare gli impollinatori e intervenire quando necessario. I sensori e algoritmi sviluppati permettono di raccogliere dati quantificabili sulla salute delle api domestiche e selvatiche, e sull'habitat che le ospita, rendendoli accessibili a tutti. Questa trasparenza non solo migliora la comprensione e sensibilizzazione sullo stato degli impollinatori, ma favorisce anche lo sviluppo di soluzioni mirate e l'implementazione di azioni di conservazione efficaci a cui tutti possono contribuire. Vuoi saperne di più? Contattaci per iniziare il tuo percorso verso la biodiversità.

    Di Elena Fraccaro4 settembre 2023
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    Domande Frequenti

    Hai dei dubbi o altre curiosità su questo articolo? Qui troverai spunti

    Qual è uno dei principali pericoli per la biodiversità?

    Uno dei principali pericoli è la distruzione degli habitat naturali, spesso conseguenza della deforestazione, dell'urbanizzazione, dell'agricoltura intensiva e dell'estrazione mineraria. Le foreste pluviali, che forniscono l'habitat a oltre la metà delle specie terrestri del mondo, stanno scomparendo ad un ritmo allarmante. Ad esempio, l'Orango del Borneo è a rischio di estinzione a causa della deforestazione per la produzione di olio di palma, con una perdita stimata del 50% della popolazione negli ultimi 60 anni. Similmente, le specie che vivono nelle foreste primarie, come il gorilla di montagna, sono in forte declino: dal 2001 al 2020 sono scomparsi 43 milioni di ettari di foresta primaria, una superficie più grande dell'intera Germania.

    Come incidono i cambiamenti climatici sulla biodiversità?

    I cambiamenti climatici stanno esercitando una pressione senza precedenti sugli ecosistemi. Ma cosa sono nel dettaglio? Parliamo di una varietà di fenomeni tra cui l'aumento delle temperature medie globali, noto come riscaldamento globale, e le modifiche nei cicli delle precipitazioni, che possono portare a eventi estremi come siccità, tempeste, ondate di calore e inondazioni. I cambiamenti climatici includono anche l'acidificazione degli oceani, causata dall'assorbimento dell'anidride carbonica atmosferica: una grave minaccia per la vita marina, in particolare per i coralli e i molluschi. Ad esempio, l'alterazione dei modelli climatici sta influenzando la vita dei Colibrì. Noti per la loro dipendenza da specifici fiori e per il loro importante ruolo di impollinatori, stanno subendo cambiamenti nei loro pattern migratori. Il cambiamento climatico potrebbe spostare verso nord l'habitat ideale per i colibrì, a causa delle modifiche nei periodi di fioritura delle piante di cui si nutrono.

    Come incide l'inquinamento sulla biodiversità?

    Oltre alla fauna terrestre, anche le specie marine stanno risentendo dei cambiamenti climatici. La popolazione di Pinguini di Adelia, che vive nella Penisola Antartica occidentale, ha subito un calo del 50% negli ultimi 30 anni. Questo è stato causato dalla riduzione del ghiaccio marino e dal cambiamento delle catene alimentari marine. L'aumento della temperatura ha causato una carenza di krill, l'alimento principale di questi pinguini, portandoli ad una drastico calo. Parallelamente, l'inquinamento rappresenta un'altra grande sfida per la biodiversità. Le sostanze inquinanti possono alterare e danneggiare gli ecosistemi, minacciando la sopravvivenza di molte specie. Per esempio, i fertilizzanti e i pesticidi utilizzati in agricoltura possono finire nei corsi d'acqua attraverso il deflusso superficiale, portando all'eutrofizzazione delle acque, ossia un'eccessiva crescita di alghe e vegetazione acquatica che può privare l'acqua di ossigeno, causando la morte di specie acquatiche.

    Quali danni causa la plastica alla biodiversità?

    La plastica è un materiale onnipresente che ha invaso ogni angolo del pianeta, dal fondo degli oceani alla cima delle montagne. Si stima che ogni anno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscano negli oceani, creando enormi isole di rifiuti come il Great Pacific Garbage Patch, un tappeto di detriti di plastica galleggiante che è tre volte la dimensione della Francia. Questo inquinamento ha effetti devastanti sulla fauna marina. Ogni anno, si stima che 1 milione di uccelli marini e 100.000 mammiferi marini muoiano a causa dell'ingestione di plastica o dell'annegamento dopo esserne rimasti intrappolati.

    Come impatta l'inquinamento dell'aria sulla biodiversità?

    L'inquinamento dell'aria non solo contribuisce ai cambiamenti climatici, ma può anche avere impatti diretti sulla fauna selvatica. Un esempio particolarmente preoccupante riguarda le api, gli impollinatori per eccellenza. Questi piccoli insetti sono particolarmente sensibili agli inquinanti atmosferici, come il biossido di zolfo e l'ozono, che possono interferire con il loro senso dell'orientamento e la loro capacità di trovare fiori da cui raccogliere nettare. Alla lista delle minacce si aggiungono le specie invasive. Si tratta di specie straniere che vengono introdotte in un nuovo ambiente, sia volontariamente che involontariamente, e che si adattano rapidamente, proliferano e turbano l'equilibrio dell'ecosistema locale. Queste specie possono sostituire quelle autoctone, alterare gli habitat, interrompere le reti trofiche e causare la perdita di biodiversità. Questo fenomeno è stato osservato in tutto il mondo.

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