La Marmolada è destinata a scomparire entro 15 anni
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    La Marmolada è destinata a scomparire entro 15 anni

    La quinta edizione della Carovana dei ghiacciai di Legambiente parla chiaro: il più grande ghiacciaio delle Dolomiti, fino ad oggi, ha perso un’area grande come 98 campi da calcio. I nostri ghiacciai, come quelli di tutto il mondo, stanno cambiando volto, sbiadendosi alla nostra vista sempre di più.

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    23/09/2024Di 3Bee, Lara Vivarelli
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    23/09/2024Di 3Bee, Lara Vivarelli
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    La Marmolada: indicatore del cambiamento climatico

    Gli ambienti montani di alta quota, al di sopra dei 2500 metri, spesso presentano aree con ghiacciai perenni. Questi ecosistemi si sono rivelati molto sensibili al cambiamento climatico in corso, che imperterrito determina in modo particolarmente rapido dei cambiamenti nella temperatura media globale. I ghiacciai si sono dimostrati tra i migliori indicatori terrestri del cambiamento climatico poiché riflettono la risposta al riscaldamento tramite dei segnali evidenti. Infatti, è sbalorditivo che il ritiro e l’assottigliamento dei ghiacciai, avvenuto negli ultimi anni, si possa vedere ad occhio nudo.

    Marmolada: indicatore dei cambiamenti climatici

    Le variazioni del volume dei ghiacciai

    La massa dei ghiacciai cambia continuamente, influenzata da variabili atmosferiche su scale temporali che vanno da ore a millenni. Fuori dai tropici, i ghiacciai tendono a guadagnare massa in inverno, principalmente grazie all'accumulo di neve, mentre in estate perdono massa a causa della fusione. Quando il bilancio di massa resta equilibrato per un anno, il ghiacciaio è considerato in sintonia con il clima. Se questa condizione persiste negli anni, in cui la forma e l'area del ghiacciaio rimangono stabili, esso ha raggiunto uno stato stazionario. Dati i cambiamenti climatici in corso, è fondamentale monitorare le variazioni di massa dei ghiacciai per comprendere come essi rispondano a queste variazioni e, quindi, per valutare le conseguenze su ecosistemi e società.

    Variazione del volume dei ghiacciai
    XNatura

    La Carovana dei Ghiacciai

    Ogni anno, la “Carovana dei Ghiacciai”, pornta avanti una campagna nazionale in collaborazione con CIPRA Italia e con il supporto scientifico del Comitato Glaciologico Italiano e Legambiente. Questa iniziativa mira a monitorare la condizione dei ghiacciai alpini e a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla rapida diminuzione di questi massi di ghiaccio a causa dei cambiamenti climatici. La quinta edizione, da poco conclusa, ha compiuto sette tappe lungo l'arco alpino, analizzando 12 ghiacciai: 10 in Italia e 2 all'estero.

    Ghiacciai

    La situazione della Marmolada

    La Carovana dei Ghiacciai ha rilevato dati allarmanti sulla Marmolada, il maggiore ghiacciaio delle Dolomiti. Negli ultimi cinque anni ha perso un'area pari a 98 campi da calcio, ovvero 70 ettari di superficie. Dal 1888 ha subito un arretramento di 1.200 metri, con oltre l'80% della sua superficie e oltre il 94% del suo volume scomparsi. Sembra impossibile per la nostra mente immaginare una dimensione del genere, ma è realtà, è la condanna a morte della Regina delle Dolomiti. A questo ritmo, il ghiacciaio sarà estinto entro il 2040, trasformandosi in un deserto di roccia bianca, mentre nuovi ecosistemi iniziano a prendere forma e ad avanzare.

    Marmolada
    XNatura

    Si sta fondendo, ed è anche ricoperta da microplastiche

    I monitoraggi che sono stati eseguiti sulla Marmolada hanno destato preoccupazioni anche per quanto riguarda l’inquinamento da parte di microplastiche e di rifiuti abbandonati in quota. Per provare a limitare il ritiro spaventoso che i giganti bianchi stanno subendo, si utilizzano dei teli geotermici, che però degradandosi disperdono grandi quantità di microplastiche. È stato infatti rilevato da un primo campionamento dell’acqua fusa del ghiacciaio da parte dell’università di Padova. Attualmente, infatti, ci sono quattro ettari di teli sul ghiacciaio, un numero che è raddoppiato rispetto all’inizio.

    Microplastiche e rifiuti
    3Bee

    Anche gli altri ghiacciai italiani sono in sofferenza

    Le Alpi rappresentano un hotspot di biodiversità cruciale a livello nazionale ed europeo, ma sono sempre più vulnerabili all'impatto umano e al riscaldamento globale. I ghiacciai dell’Adamello, tra Lombardia e Trentino, e quello dei Forni, in Valtellina in Lombardia, sono i due più grandi ghiacciai delle nostre Alpi. Anch’essi, come la Marmolada, condividono la stessa condanna a morte. Situati a meno di 3500 metri, mostrano significative perdite di spessore: la Marmolada e i Forni perdono rispettivamente sette e dieci centimetri al giorno, mentre l’Adamello evidenzia una fusione tale da permettere oggi di camminare su ghiaccio risalente agli anni ‘80.

    Ghiacciai alpini italiani

    Il ruolo dei ghiacciai

    ll rapporto "World Heritage Glaciers – Sentinels of climate change" (2022), realizzato dall'UNESCO in collaborazione con la IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura), sottolinea l'importanza dei ghiacciai come risorsa fondamentale per la popolazione globale, grazie alla loro ricca biodiversità. In effetti, i ghiacciai montani forniscono servizi ecosistemici essenziali, tra cui la conservazione di acqua dolce per uso domestico, l'irrigazione agricola, e per la produzione industriale e di energia idroelettrica. Inoltre, i ghiacciai presenti in tutto il pianeta svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione della temperatura del sistema terrestre, aiutando a raffreddare l'atmosfera.

    Ruolo dei ghiacciai risorsa importante

    Le conseguenze del ritiro dei ghiacciai

    I ghiacciai offrono servizi fondamentali e la loro attuale trasformazione, ad un ritmo sempre più alto, ha effetti sia diretti che indiretti sugli ecosistemi e sulla nostra vita. Le ripercussioni non si limitano agli ecosistemi montani ad alta quota, ma si estendono anche a quelli delle vallate, ripercuotendosi sulla loro capacità di fornire i cosiddetti servizi ecosistemici. Questi ultimi non sono altro che tutti quei beni ambientali che supportano le attività umane. Anche se i ghiacciai nel loro complesso costituiscono meno dell'1% del volume totale dei ghiacci, sono stati riconosciuti come uno dei principali fattori del recente innalzamento del livello medio del mare. La loro fusione provoca cambiamenti nel paesaggio, influenzando il deflusso dei fiumi, il che diventa un rischio concreto per la sussistenza umana.

    Ritiro dei ghiacciai conseguenze su servizi esosistemici

    Prospettive future

    Il rapporto "European State of the Climate 2022" della World Meteorological Organization (WMO) segnala che molti ghiacciai, Patrimonio dell'Umanità, potrebbero scomparire entro il 2050 a causa del riscaldamento globale. Dallo studio emerge che dal 2000, lo scioglimento dei ghiacciai è accelerato a causa delle crescenti emissioni di CO2, con una perdita annuale di quasi 58 miliardi di tonnellate di ghiaccio, equivalente al consumo idrico di Francia e Spagna insieme. In Europa, dal 1997 al 2022, i ghiacciai hanno perso oltre 800 chilometri cubi di ghiaccio, con le Alpi tra le aree più colpite, mostrando una riduzione media dello spessore di oltre 30 metri. La tutela dei giganti bianchi è essenziale per preservare le risorse da essi provenienti, ma è necessario intervenire al più presto con misure efficaci come politiche di adattamento e mitigazione, e con interventi su scala nazionale e locale.

    Prospettive future ghiacciai
    23/09/2024Di 3Bee, Lara Vivarelli
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