L’inquinamento sta cancellando il profumo dei fiori

    Tutti sanno che l'inquinamento atmosferico mette a rischio la salute umana, ma può minare anche l'armonia naturale tra impollinatori e piante cancellando il profumo dei fiori. Approfondisci in questo articolo lo studio effettuato e come questo fenomeno influisce sulla biodiversità.
    L’inquinamento sta cancellando il profumo dei fiori

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    primule della sera

    L’impatto dell’inquinamento su fiori e impollinatori

    Un recente studio pubblicato su Science ha dimostrato che gli inquinanti chimici non solo influiscono sulla capacità di riproduzione degli animali e sulla loro sopravvivenza, ma anche sui loro sensi, andandone a modificare sia il comportamento sia le interazioni con altre specie. L'inquinamento riduce gradualmente il profumo dei fiori, rendendoli difficili da individuare per gli insetti impollinatori e compromettendo di conseguenza l'impollinazione. I ricercatori dell'Università di Washington hanno studiato l'impatto dell'inquinamento sulle primule della sera, fiori impollinati dalle falene che si aprono al crepuscolo. Le primule della sera sono state esposte all'ozono e al radicale nitrato, due tipi di inquinanti atmosferici comuni, ed è stato osservato come molte aree urbane abbiano un livello di inquinamento sufficiente da ridurre significativamente la distanza a cui gli impollinatori possono percepire il profumo dei fiori.

    falena

    I risultati dello studio

    L'analisi condotta ha rivelato che i suddetti inquinanti compromettono i composti chimici che costituiscono il profumo dei fiori, rendendo così le primule non rintracciabili dalle falene. Di conseguenza, si è osservata una drastica diminuzione delle visite di questi insetti ai fiori registrando in media un calo del 70% per quelli esposti all'inquinamento. La riduzione delle interazioni falena-fiore si è tradotta in un effetto negativo sulla capacità riproduttiva delle primule, con una stima che indica una contrazione fino al 30% della produzione di frutti, a causa dell'esposizione agli agenti inquinanti atmosferici.

    ape antenne

    Profumo dei fiori e impollinazione

    Il profumo dei fiori attira gli insetti pronubi, ovvero tutti quegli insetti che favoriscono la fecondazione dei fiori, tra cui le falene, le farfalle, ma anche le api. Questi insetti riescono a riconoscere il colore dei fiori da grandi distanze, ma è poi il profumo a consentire loro il riconoscimento definitivo dei fiori stessi. Apis mellifera in particolare, ha gli organi olfattivi (placche porose) sulle antenne: su quelle dei fuchi (maschio dell’ape da miele) sono presenti circa 30000 di questi organi, un numero ben maggiore rispetto ai 6000 situati sulle antenne delle operaie (femmine non feconde) . Il motivo? Probabilmente perché il maschio ha necessità di individuare la regina durante il volo nuziale e quindi deve essere molto più sensibile a determinati stimoli odorosi caratteristici di quest’ultima.

    ape fiore giallo

    Particolarità olfattive: api VS umani

    Un altro aspetto interessante riguarda il confronto con l’essere umano, i cui recettori olfattivi sono situati all’interno della cavità nasale che consente di percepire gli odori attraverso l’aria convogliata dall’inspirazione. Nelle api invece, questi recettori di senso si trovano all’esterno, sulle antenne: queste sono strutture anatomiche provviste anche di recettori tattili, gustativi, termici e di umidità. Come osservò uno dei più grandi scienziati di Apis mellifera, le api spesso correlano l’impronta odorosa alla forma degli oggetti: “nell’uomo non ci può essere alcuna correlazione tra la forma di un oggetto e l’odore che da esso emana, a un’ape l’odore emesso da un oggetto circolare può dare una sensazione completamente diversa rispetto a quello emesso da un oggetto dotato di spigoli” (Von Frisch, 1976).

    farfalla

    3Bee: tecnologia per la tutela della biodiversità

    L'inquinamento rappresenta una grande sfida per la biodiversità. Come abbiamo visto, le sostanze inquinanti possono alterare e danneggiare gli ecosistemi, minacciando la sopravvivenza di molte specie. 3Bee, azienda nature tech leader nella tutela della biodiversità tramite la tecnologia ha una missione fondamentale: proteggere gli impollinatori, veri eroi e custodi degli ecosistemi e della varietà biologica, e ripristinare i loro habitat. Grazie all'uso di tecnologie uniche e innovative, 3Bee è in grado di ascoltare gli impollinatori: i sensori e gli algoritmi sviluppati permettono di raccogliere ed analizzare dati quantificabili sulla salute degli impollinatori e sui loro habitat, rendendoli accessibili a tutti. Questo permette di individuare azioni mirate ed efficaci di conservazione a cui cittadini e imprese possono contribuire. Vuoi saperne di più? Contattaci per iniziare il tuo percorso verso la biodiversità.

    Di 19 febbraio 2024
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    Domande Frequenti

    Hai dei dubbi o altre curiosità su questo articolo? Qui troverai spunti

    Qual è l'impatto dell'inquinamento su fiori e impollinatori?

    Un recente studio pubblicato su Science ha dimostrato che gli inquinanti chimici non solo influiscono sulla capacità di riproduzione degli animali e sulla loro sopravvivenza, ma anche sui loro sensi, andandone a modificare sia il comportamento sia le interazioni con altre specie. L'inquinamento riduce gradualmente il profumo dei fiori, rendendoli difficili da individuare per gli insetti impollinatori e compromettendo di conseguenza l'impollinazione. I ricercatori dell'Università di Washington hanno studiato l'impatto dell'inquinamento sulle primule della sera, fiori impollinati dalle falene che si aprono al crepuscolo. Le primule della sera sono state esposte all'ozono e al radicale nitrato, due tipi di inquinanti atmosferici comuni, ed è stato osservato come molte aree urbane abbiano un livello di inquinamento sufficiente da ridurre significativamente la distanza a cui gli impollinatori possono percepire il profumo dei fiori.

    Il profumo dei fiori attira gli insetti?

    Il profumo dei fiori attira gli insetti pronubi, ovvero tutti quegli insetti che favoriscono la fecondazione dei fiori, tra cui le falene, le farfalle, ma anche le api. Questi insetti riescono a riconoscere il colore dei fiori da grandi distanze, ma è poi il profumo a consentire loro il riconoscimento definitivo dei fiori stessi. Apis mellifera in particolare, ha gli organi olfattivi (placche porose) sulle antenne: su quelle dei fuchi (maschio dell’ape da miele) sono presenti circa 30000 di questi organi, un numero ben maggiore rispetto ai 6000 situati sulle antenne delle operaie (femmine non feconde) . Il motivo? Probabilmente perché il maschio ha necessità di individuare la regina durante il volo nuziale e quindi deve essere molto più sensibile a determinati stimoli odorosi caratteristici di quest’ultima.

    Qual è la differenza tra ape e uomo in termini di olfatto?

    I recettori olfattivi dell'essere umano sono situati all’interno della cavità nasale che consente di percepire gli odori attraverso l’aria convogliata dall’inspirazione. Nelle api invece, questi recettori di senso si trovano all’esterno, sulle antenne: queste sono strutture anatomiche provviste anche di recettori tattili, gustativi, termici e di umidità. Come osservò uno dei più grandi scienziati di Apis mellifera, le api spesso correlano l’impronta odorosa alla forma degli oggetti: “nell’uomo non ci può essere alcuna correlazione tra la forma di un oggetto e l’odore che da esso emana, a un’ape l’odore emesso da un oggetto circolare può dare una sensazione completamente diversa rispetto a quello emesso da un oggetto dotato di spigoli” (Von Frisch, 1976).

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