La primavera in un’istantanea
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    La primavera in un’istantanea

    Con l’arrivo della primavera e lo sbocciare dei primi fiori tornano anche gli insetti impollinatori. Quali specie di api, farfalle e sirfidi possiamo incontrare tra marzo e aprile? Impariamo ad osservare e riconoscerne alcune.

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    03/05/2024Di Anna Beretta
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    03/05/2024Di Anna Beretta
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    I segnali d’inizio della primavera

    Camminando per le colline del centro Italia a inizio marzo notiamo che qualcosa sta cambiando: il sole è più avvolgente, il verde dei prati più brillante e l’aria, ancora frizzante, si tinge di profumi che il naso credeva di aver scordato. La conferma che la primavera sta cominciando arriva quando, sul marrone delle colline, compaiono evidenti punteggiature bianche e rosate: sono le piante del genere Prunus, le prime specie arboree a fiorire dopo il lungo riposo invernale. La più nota è certamente il ciliegio, Prunus avium, con i suoi maestosi e fragili fiori bianchi, ma non è solo: sono molte le specie in questo genere che popolano le nostre colline e i nostri giardini. Il mandorlo, l’albicocco fino al lauroceraso, Prunus laurocerasus, di cui sono fatte molte delle siepi che circondano le nostre case. Sono tante le specie di impollinatori che si attivano con la comparsa di queste fioriture, prime preziose fonti di nettare e polline, scopriamole!

    Prunus_amygdalus

    Ecce bombo!

    Tra gli impollinatori più famosi che possiamo trovare tra le fronde dei Prunus in fiore i bombi, genere Bombus, sono certamente i più noti. Caratterizzati da un corpo tondeggiante e una folta peluria, i bombi sono apoidei sociali e, come le api da miele Apis mellifera, vivono in colonie organizzate in caste comprendenti sia individui riproduttori, regina e maschi, sia numerosi individui lavoratori rappresentati dalle operaie. Tra le specie più note abbiamo Bombus terrestris riconoscibile dalla caratteristica livrea a bande nere e gialle con la punta dell’addome bianca. Il principio della primavera coincide con il momento in cui le regine, fecondate l’anno precedente, escono dall’ibernazione invernale e cominciano a cercare instancabilmente un sito dove fondare una nuova colonia. Potrete incontrarle mentre perlustrano il terreno in cerca di cavità sicure dove stabilirsi e le riconoscerete dalle grandi dimensioni (20-22 mm) e dal loro profondo ronzio.

    Bombus_terrestris
    3Bee

    Sembra bombo ma non è: Mallota fuciformis

    Quando, in una foresta, su un Prunus, il vostro occhio viene catturato da un bombo troppo piccolo per essere una regina, può darsi che stiate osservando qualcosa di diverso. Mallota fuciformis, nonostante il suo aspetto, è un dittero come mosche e zanzare e appartiene alla famiglia dei Sirfidi. È un insetto saproxilico in quanto in fase larvale si nutre di legno morto, ma da adulto ama nutrirsi proprio sui fiori di Prunus. Come suggerito dal suo aspetto è un abile mimo, capacità che gli permette di difendersi dai predatori quando questi, scambiandolo per un insetto pungitore come il bombo, preferiscono stare alla larga. Tale tecnica è detta mimetismo batesiano e consiste nell’imitazione da parte di una specie innocua di una specie pericolosa. Le caratteristiche che sbugiardano il travestimento di questo sirfide sono le antenne corte, gli occhi da mosca e le ali, un paio invece di due e dotate di vena spuria caratteristica comune a tutti i sirfidi.

    Mallota_fuciformis

    È un uccello? È un aereo? È un’osmia!

    Osmia cornuta ama tanto i Prunus, da essere impiegata nell’impollinazione artificiale di mandorli e rosacee più in generale. Questa specie di ape solitaria è caratterizzata da un capo massiccio, mandibole prominenti e una livrea bicolore: nero nella prima metà del corpo e rosso mattone nella seconda metà. I maschi sfarfallano per primi, tra la fine di febbraio e i primi di marzo e li riconosciamo da un ciuffo di peli chiari sul clipeo (faccia). Poche settimane dopo compaiono anche le femmine, più grandi dei maschi e con il clipeo nero: potrai osservarle in accoppiamento e poi con la scopa ventrale cosparsa di polline intente a procurare cibo per la propria prole. Osmia viene chiamata anche ape muraiola perché nidifica in cavità preesistenti da cui ricava una serie di celle rivestite e separate da fango, utilizzato come cemento. In ciascuna camera depone un uovo e stocca una generosa quantità di polline che fungerà di nutrimento alla sua discendenza.

    Osmia_cornuta
    3Bee

    Farfalle che dopo l’inverno si sgranchiscono le ali

    Le farfalle sono certamente gli impollinatori più appariscenti ed è facile accorgersi del loro svolazzare. Vanessa atalanta, anche detta vulcano, è un ninfalide e compare presto sulla scena primaverile, ma in realtà non è mai andata via: gli individui di questa specie svernano da adulti trovando riparo nella vegetazione. Non è raro scorgerle a gennaio durante giornate particolarmente terse e tiepide. A primavera vulcano cerca la sua pianta nutrice, l’ortica, vi depone le uova da cui nasceranno i bruchi che, alimentandosi della pianta, si accresceranno fino ad impuparsi e diventare farfalle adulte. Anche cleopatra supera l’inverno in fase adulta. Gonepteryx cleopatra è una grande farfalla della famiglia dei pieridi dalle ali simili a foglie sottili con marcati aloni arancioni nei maschi e sfumature pesca nelle femmine. Vive molto, perché sfarfalla a giugno, ma l’adulto sopr

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    Aprile: la tavolozza della primavera si amplia

    Con il passare dei giorni le temperature aumentano e l’equinozio ufficializza la primavera. Le giornate si allungano ed arriva aprile. I fiori sui Prunus lasciano il posto alle foglie, nuovi alberi e arbusti si prendono la scena sfoggiando maestosi fiori e intensi profumi mentre i prati si tingono di mille colori. Gli ippocastani sfoderano i loro fiori a pannocchia nei viali delle città mentre le querce e i noci si esprimono più sommessamente con fiori unisessuali sia maschili che femminili, poco appariscenti ad uno sguardo non allenato. L’albero di Giuda spicca con il suo fucsia intenso e il glicine esplode, lilla e profumato. Nei prati il tarassaco Taraxacum officinale, i fiori di Crepis e il ranuncolo Ranunculus acris apportano una nota di giallo, la piccola veronica Veronica persica porta il blu e Salvia pratensis aggiunge un tocco di viola. E nuovi impollinatori entrano in campo…

    Glicine

    Un’osmia che ama le querce

    Se la comparsa di Osmia cornuta coincide con la fioritura di Prunus, quella di Osmia bicornis è marcata dalla fioritura delle piante del genere Quercus. Il polline prodotto dai fiori maschili di questi alberi, in forma di amenti filiformi può passare inosservato all’occhio umano, ma rappresenta una risorsa abbondante e particolarmente apprezzata da queste api solitarie. Per distinguere le due specie di Osmia che appaiono estremamente simili sia nell’aspetto che nelle abitudini (entrambe sono dette api muraiole), dobbiamo considerare il periodo di sfarfallamento (variabile a seconda della latitudine) e possiamo osservare il colore del corpo: Osmia bicornis, infatti, appare più bionda nella parte posteriore del corpo pur mantenendo una colorazione fulva.

    Osmia_bicornis

    La gigante carpentiera: Xylocopa

    Sembra di percepire un piccolo elicottero quando un’ape legnaiola si avvicina, tanto intenso e persistente è il suo ronzio. Le api del genere Xylocopa, tre specie in Italia, sono grossi insetti dalla colorazione nero-brillante con riflessi dal marrone al violaceo e ali scure. Hanno una dieta molto ampia e in questo periodo vanno pazze per il glicine e i fiori dell’albero di Giuda, dove le possiamo osservare intente a nutrirsi di nettare o a raccogliere polline. L’ape carpentiera o legnaiola è chiamata in questo modo perché scava gallerie nel legno che utilizza come nidi. È considerata un’ape solitaria, ma presenta forme di presocialità in cui la prole dell’ape fondatrice, una volta diventata adulta, rimane nel nido e aiuta a tenerlo in ordine lasciando alla matriarca i compiti di foraggiamento. È chiamata erroneamente “calabrone nero”, ma non ha nulla a che vedere con i calabroni del genere Vespa: Xylocopa è un apoideo come bombi e osmie.

    Xylocopa

    Comincia una nuova generazione di farfalle

    L’aurora, Anthocharis cardamines è una farfalla iconica del mese di aprile. Di colore bianco, spicca chiaramente sul verde acceso dell’erba grazie alle macchie arancione acceso che i maschi presentano sulla punta delle ali anteriori (caratteristica assente nelle femmine). La troviamo solamente in questo periodo dell’anno perché è una specie univoltina, ovvero che fa una sola generazione l’anno, e vola proprio da aprile a maggio. Sono bianche le farfalle del genere Pieris, come la cavolaia minore Pieris rapae, che cominciano ad abbondare tra prati e radure già a partire da marzo. Diversamente dall’aurora le cavolaie, chiamate così perché usano i cavoli come piante nutrici, sono polivoltine perché fanno da tre a cinque generazioni l’anno risultando tra le specie più frequenti da osservare.

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    Conservare gli impollinatori per conservare la bellezza

    La primavera è una stagione magica, perfetta per stupirsi della numerosità e varietà di specie di piante ed impollinatori che abbiamo la fortuna di apprezzare nel nostro paese. La biodiversità è fondamentale non solo in quanto fonte di bellezza, ma anche perché rappresenta la base della resilienza degli ecosistemi. Purtroppo, però, sono tanti i fattori che minano la diversità biologica in generale e la sopravvivenza degli impollinatori in particolare: la degradazione degli habitat, il sovrasfruttamento delle risorse, le specie invasive, il cambiamento climatico e l’inquinamento sono i principali. Il contributo umano può essere fondamentale, per questo è importante predisporre siti protetti per la tutela degli insetti pronubi. A tale necessità rispondono le Oasi della Biodiversità di 3Bee: habitat urbani e agroforestali progettati per permettere agli impollinatori di disporre di rifugi e di flora autoctona.

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    03/05/2024Di Anna Beretta
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