Il legame tra le monocolture e la moria degli insetti

    La mancanza di biodiversità colturale, dovuta dall’utilizzo delle monocolture come sistema agricolo e dall’abuso di agrofarmaci è diventata negli ultimi anni una reale minaccia per gli insetti, tra cui i principali impollinatori.
    Il legame tra le monocolture e la moria degli insetti

    PROTEGGIAMO LE API

    monocolture

    Il danno delle monocolture

    E’ ormai risaputo e documentato il declino di diverse specie di insetti che per secoli hanno beneficiato delle colture agricole come area di pascolo. Anche le api, fondamentali per garantire il processo di naturale impollinazione, fanno parte di questo gruppo. Tra le motivazioni che hanno portato a questa moria c’è il massiccio utilizzo delle monocolture, che porta quindi ad una mancanza di biodiversità colturale.Le monocolture non solo indeboliscono la fertilità del terreno, ma impediscono anche alle piante selvatiche, quindi non esclusivamente a scopo alimentare, di crescere e di conseguenza di fiorire. Le monocolture di oggi sono studiate quindi per soddisfare i bisogni degli esseri umani e del settore zootecnico. Le fioriture delle monocolture non riescono a rispondere integralmente al fabbisogno di nutrimento delle api.

    Ape morta su fiore

    Mancanza di nettare

    Nello specifico, l’ape si nutre soprattutto con il nettare chiamato nuziale o floreale, prodotto dalle angiosperme. Proprio come per i nostri alimenti, che contengono sostanze nutritive diverse e tutte fondamentali per la nostra sopravvivenza, anche i tipi di nettare non sono tutti uguali. Il nettare è composto per la maggior parte da acqua (60-65%) e zucchero (saccarosio, glucosio, maltosio e fruttosio). Al suo interno si trovano anche, in piccola parte, enzimi, sali minerali, fosfati acidi organici, oli essenziali e vitamine (soprattutto la B). Questi elementi possono variare da pianta a pianta, ma sono tutti fondamentali per mantenerle forti e in salute. Se le api hanno come unica fonte di nettare sempre e solo la stessa tipologia di piante (una coltivazione di pomodori o legumi ad esempio) incorreranno inevitabilmente a carenze alimentari. Uno dei problemi fondanti, insieme alle conseguenze del riscaldamento globale, è quindi la mancanza di biodiversità colturale.

    Agrofarmaci

    Le conseguenze degli agrofarmaci

    Un elemento che incide fortemente sulla salute delle api e che viene largamente utilizzato sono i prodotti fitosanitari, ovvero quei prodotti, sintetici o naturali, utilizzati per la cura delle malattie delle piante o che ne favoriscano i processi vitali. I prodotti fitosanitari comprendono erbicidi, fungicidi, insetticidi, acaricidi, fitoregolatori e repellenti. L’ente europeo che si occupa di catalogare e valutare il rischio di determinati pesticidi è l’EFSA. É poi l’insieme degli stati membri dell'Unione Europea a regolamentare l’utilizzo.

    Ape su alveare con miele

    Bioaccumulo: una minaccia per le api.

    Tra tutti gli agrofarmaci le api sono sensibili in particolare ai neonicotinoidi, solfossimina e il flupyradifurone , i quali hanno un effetto indiretto sull’impollinatore in quanto non sono stati realizzati per contrastarlo direttamente. Tuttavia alcune classi di prodotti fitosanitari si accumulano negli alveari attraverso il polline e il nettare utilizzato per nutrire la covata. Tutto ciò comporta degli effetti collaterali sia sulle larve che sulla regina, tra cui la mancata nascita di adulti e un indebolimento generale della colonia che può portare alla perdita della famiglia. Non solo, i neonicotinoidi hanno un effetto sul sistema nervoso che contrasta l’attività di raccolta di polline e nettare.

    Farfalla

    Perdità di biodiversità

    Le attuali pratiche, ovvero l’utilizzo di monocolture e di sostanze fitoterapiche sono dannose non solo per le api, ma per l’intera biodiversità, quindi anche per le piante e per gli altri animali. E’ stato infatti registrato un forte declino del numero di varietà di specie che per secoli hanno vissuto all’interno o nelle vicinanze dei terreni agricoli. Tra gli animali più colpiti, oltre alle api, ci sono anche farfalle, specie di uccelli e piccoli mammiferi come topi e conigli. In Europa, la Corte dei Conti ha rilevato una diminuzione di biodiversità del 30% dal 1990 ad oggi. Una riduzione delle specie vegetali nei terreni agricoli ha portato quindi a una grossa perdita di biodiversità. Le attività svolte fino ad oggi dalla Politica Agricola Comune (PAC), fondata negli anni ‘60, non si stanno rivelando sufficienti. Per invertire o almeno cercare di ridurre questa perdita di biodiversità è necessario provare nuove strade.

    Agroforestry 3Bee

    Agroforestry, una sguardo al futuro.

    Una delle opzioni più adatte alla protezione e alla rigeneraione delle biodiversità è l’innovativa Agroforestry, ovvero un sistema di piantumazione che prevede la combinazione di diverse tipologie di piante: alberi, arbusti, erbacee, da pascolo. Questa tecnica riduce fortemente l’erosione del suolo e costituisce per gli agricoltori una maggiore stabilità economica, non dovendo contare su una sola coltura in un unico periodo dell’anno. Per gli apicoltori non può che essere un vantaggio per fornire alle api un ricco e completo nutrimento. In questo modo le api, per parità di terreno di una monocoltura, potranno nutrirsi del nettare di diverse specie di piante e quindi ottenere un’alimentazione completa che le manterrà forti e in salute. Non bisogna dimenticare che gli alberi sono in grado di sottrarre C02, ed è quindi necessario aumentare la loro presenza sulla Terra, sempre più minacciata dalla deforestazione e dall'estrema urbanizzazione.

    Di Elena Fraccaro24 novembre 2022
    Visualizzazioni273Visualizzazioni
    Condividi

    Gli ultimi articoli

    PROTEGGIAMO LE API