Le zone costiere: ecosistemi tanto belli quanto fragili
    Ambienti dunaliPianteAdattamentiAnimali

    Le zone costiere: ecosistemi tanto belli quanto fragili

    Attualmente il pianeta è sottoposto a diversi stress dovuti alla presenza dell’uomo e a tutti i danni che i disturbi antropici causano da diversi anni. Le spiagge, in particolare, sono tra gli ecosistemi più danneggiati, motivo per il quale la biodiversità a esse associata è gravemente a rischio.

    Leggi l'articolo
    08/08/2024Di 3Bee, Alessia Mircoli
    1009 Visualizzazioni
    08/08/2024Di 3Bee, Alessia Mircoli
    1009 Visualizzazioni

    Le caratteristiche ambientali dunali

    L'ambiente dunale costiero rappresenta una zona di transizione tra terra e mare, caratterizzata da un ecosistema altamente diversificato con vari habitat che si differenziano a seconda della distanza dal mare. Questa peculiarità prende il nome di zonazione ed è una caratteristica correlata anche alla biodiversità che possiamo trovare in questi ambienti. Ogni "zona" corrisponde a un habitat specifico, popolato da determinate specie animali e vegetali. In particolare, il collegamento delle dune costiere con la riva del mare si traduce nell’aumento della vegetazione e nella creazione di microambienti che aumentano la biodiversità man mano che ci si sposta verso la zona terrestre. A tale gradiente vegetale corrisponde quello faunistico: i crostacei marini diminuiscono verso la terra, al contrario di insetti, fauna interstiziale (insieme di organismi che vivono negli spazi tra i granelli di sabbia o di sedimenti) e vertebrati.

    dune

    Le piante delle sabbie costiere

    Le piante che vivono sulle spiagge vengono definite psammofile (dal greco psammos=sabbia, filé=amico). Tra queste, una delle specie più emblematiche in Italia e nel Mediterraneo è Ammophila arenaria, fondamentale per il processo e il mantenimento delle dune. Per resistere in questi ambienti, ha sviluppato adattamenti speciali,uno dei quali riguarda gli stomi, piccole aperture che consentano lo scambio di gas, ma che, allo stesso tempo, permettono anche l’uscita di vapore acqueo. Ecco perché quelli di questa specie si trovano in fondo a delle cavità che sono coperte da peli sottilissimi, utili per ridurre la traspirazione fogliare. Una delle specie più belle è Cakile maritima, pianta annuale che presenta una splendida fioritura estiva viola tenue, purtroppo oggi in forte diminuzione. Tra le specie più diffuse, invece, rientra Anthemis maritima che spicca per la sontuosa fioritura primaverile che adorna i nostri litorali.

    ammophila
    XNatura

    Gli adattamenti delle piante delle sabbie costiere

    Vivere nei pressi del mare non è una passeggiata in quanto gli esseri viventi devono fronteggiare una lunga serie di problematiche. Prima tra tutte: la salinità, tanto più forte quanto più si è vicini alla costa. Per proteggersi dall’elevata presenza di sale (cloruro di sodio), alcune specie vegetali hanno fatto affidamento sull’osmosi: producono molecole che funzionano come sali innocui per l’organismo. In questo modo, riescono ad assorbire l’acqua ed i nutrienti senza problemi. Anche la succulenza, ovvero la presenza di una certa riserva d’acqua all’interno di fusti e foglie, è un adattamento contro la disidratazione. Un'altra sfida è la scarsa stabilità del substrato. Per affrontare questa condizione, le piante hanno sviluppato estesi apparati radicali che consentono loro di ancorarsi in un ambiente instabile. Questo processo non solo aiuta le piante a stabilizzarsi, ma contribuisce anche a compattare le spiagge, migliorando così la stabilità dell'intero ecosistema.

    dune sabbiose

    Gli animali delle sabbie costiere

    Il numero di specie e la complessità delle comunità animali costiere aumenta lungo il gradiente mare-terra. L’area della battigia, ad esempio, è popolata dagli anfipodi talitridi o pulci di mare, che trovano rifugio tra i detriti trasportati a riva dal mare. Questi sono minacciati da Eurynebria complanata, un predatore vorace che di giorno si nasconde sotto i materiali spiaggiati e di notte diventa particolarmente attivo. Le spiagge ospitano anche specie di vertebrati generalisti. Tra questi, Bufotes viridis, un rospo che in primavera si può osservare negli stagni costieri di acqua dolce o leggermente salmastra, impegnato in comportamenti riproduttivi. Tra i rettili, è comune incontrare la lucertola campestre e alcune specie di serpenti, come il biacco. Inoltre, sono presenti diverse specie di uccelli, tra cui il fratino, che è ormai a un passo dall’estinzione, e mammiferi come la volpe, il riccio e il coniglio selvatico.

    rospo smeraldino
    XNatura

    Gli adattamenti degli animali delle sabbie costiere

    In ambienti sabbiosi, la capacità di volare non è particolarmente vantaggiosa, motivo per cui molti insetti hanno modificato le loro ali. Ad esempio, nei Tenebrionidi, una famiglia di coleotteri, le elitre (il primo paio di ali indurite) si sono fuse a formare una corazza protettiva che riduce la perdita di acqua e offre protezione dal vento. Altri invertebrati hanno sviluppato organi di scavo per costruire gallerie nella sabbia e proteggersi dall'esposizione diretta al sole durante le ore più calde. Altri ancora, invece, hanno arti sottili e allungati che permettono loro di muoversi più velocemente e di minimizzare il contatto con il substrato sabbioso. A causa della scarsa copertura vegetale, molti animali hanno evoluto colorazioni criptiche che li aiutano a mimetizzarsi con l'ambiente circostante. I loro disegni, che spesso ricordano la sabbia, consentono loro di sfuggire agli occhi di predatori come rettili e uccelli.

    uccello
    3Bee

    La Posidonia Oceanica: il polmone verde del Mediterraneo

    Uno degli endemismi del Mar Mediterraneo e la Posidonia Oceanica. Questa, spesso scambiata per un’alga, è una pianta superiore dotata di radici, fusti e foglie che forma estese praterie estremamente importanti. Quest’ultime, infatti, stabilizzano il fondale marino, producono grandissime quantità di ossigeno, offrono rifugio a diverse specie marine e proteggono la linea di costa dall’erosione. Fungono, inoltre, da sostentamente nel momento in cui, sotto forma di detriti organici, giungono sulla spiaggia offrendo nutrienti ad organismi come gli isopodi nominati in precedenza. Tali residui piano piano si accumulano e creano le cosiddette “banquette di posidonia” le quali, oltre a fornire nutrimento e protezione per molti organismi, contribuiscono alla fertilità delle dune, garantendo una migliore ritenzione idrica del substrato, oltre a limitare gli effetti dell’erosione costiera.

    posidonia

    Cosa minaccia gli ambienti costieri?

    Le spiagge e le dune sabbiose suscitano un forte interesse dal punto di vista ecologico e paesaggistico, ma purtroppo attualmente sono ecosistemi estremamente minacciati. Molto impattante, infatti, è il turismo di massa, cresciuto a dismisura a causa della presenza di stabilimenti balneari o attrazioni legate all’utilizzo di diverse tipologie di veicoli utilizzati per intrattenere i turisti. Un’ altra questione da tenere in considerazione è la presenza di strade costiere utilizzate per collegare le spiagge con le località turistiche, le quali, molto spesso, sono provviste di estesi parcheggi che invadono ancora di più le aree costiere aumentando la perdita di habitat e alterando la fornitura di sabbia. Tutto ciò, ovviamente, influisce sulla diminuzione della biodiversità.

    pallavolo

    E non è finita qui

    Da non sottovalutare è il fenomeno del calpestio, conseguenza inevitabile della presenza dei turisti. Questi, camminando sia su zone rocciose che sabbiose, spostano massi e rocce causando impatti all’ambiente. Uno studio, infatti, ha dimostrato che anche il solo passeggiare nell’intertidale roccioso (zona compresa tra i livelli di bassa e alta marea) è dannoso per l’ecosistema, in quanto causa la diminuzione di cirripedi e alghe. Anche la “pulizia” delle spiagge effettuata per rendere quest’ultime più attraenti agli occhi dei bagnanti provoca diversi disagi. È stato dimostrato che a seguito della rimozione dei detriti vegetali depositati naturalmente si verifica una diminuzione della biodiversità. In particolare, è stato osservato che le spiagge sabbiose frequentate dai turisti in alcune aree del Mediterraneo presentano densità e diversità di invertebrati inferiori rispetto alla norma e concentrazioni più basse di materia organica rispetto alle spiagge non turistiche vicine.

    gioco

    Anche le specie invasive rappresentano un problema

    In uno dei precedenti articoli abbiamo analizzato nello specifico la pericolosità e gli impatti che causano le specie aliene invasive sulla biodiversità e gli ecosistemi. Ebbene, le zone costiere non sono esenti dalla loro presenza. In Italia è stata riscontrata la presenza di numerose piante esotiche, ma una delle più diffuse è indubbiamente il fico degli ottentotti (Carpobrotus spp.). Si tratta di una pianta perenne utilizzata a scopo ornamentale per via dei suoi incantevoli fiori. Il problema sta nel fatto che questa pianta, una volta insediata sulle dune, crea densi tappeti erbacei che possono raggiungere valori di copertura altissimi in un lasso di tempo estremamente breve. Per questo motivo tende a soffocare le piante native, situazione che si ripercuote ovviamente anche sulla biodiversità animale.

    carpobrotus

    Misure per la protezione delle aree costiere

    Molti danni causati alle aree costiere sono ormai irreversibili. Per migliorare la situazione, è necessario controllare maggiormente gli accessi alle aree turistiche e implementare una manutenzione efficace per garantire la giusta attenzione a queste zone. È buona pratica limitare l’accesso alle aree particolarmente vulnerabili e informare l’opinione pubblica sull’elevato valore di questi ambienti, spesso poco conosciuti e sottovalutati. Si può ricorrere anche alla Gestione Integrata della Fascia Costiera (GIZC), strumento chiave per la protezione e lo sviluppo sostenibile delle zone costiere, sia a livello europeo che regionale, supportato dal "Protocollo sulla Gestione Integrata delle Zone Costiere del Mediterraneo" del 2009. Questo stabilisce principi fondamentali per la protezione degli ecosistemi marini, la tutela dei paesaggi costieri, la difesa del patrimonio culturale e lo sviluppo sostenibile delle attività economiche.

    tramonto
    08/08/2024Di 3Bee, Alessia Mircoli
    1009 Visualizzazioni
    Newsletter
    newsletter
    Iscriviti alla newsletter "Gossip biodiverso"

    Domande Frequenti

    Hai dei dubbi o altre curiosità su questo articolo? Qui troverai spunti