Le climate litigations: un diritto umano
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    Le climate litigations: un diritto umano

    La climate litigation è una forma di azione legale attraverso la quale individui, gruppi, organizzazioni non governative e altre parti interessate cercano di affrontare il cambiamento climatico attraverso i tribunali. Coinvolge il perseguimento di responsabilità per danni ambientali e climatici.

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    18/05/2024Di 3Bee, Sara Moraca
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    18/05/2024Di 3Bee, Sara Moraca
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    Un giorno storico per la storia del clima

    Il 9 aprile 2024 è stata una giornata di rilevanza storica per la giustizia climatica, con la Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu) che ha emesso tre sentenze cruciali durante un'udienza pubblica a Strasburgo. Queste sentenze hanno rappresentato un importante passo avanti nella lotta contro la crisi climatica, spingendo i governi a assumersi maggiori responsabilità e ad agire in modo più deciso per affrontare questo problema globale. Nonostante due delle tre cause, quella francese e quella portoghese, siano state esaminate e respinte dalla Cedu, tutte le vicende hanno avuto un impatto significativo, poiché hanno posto in luce l'urgenza di affrontare la crisi climatica non solo come una questione ambientale, ma anche come una questione di diritti umani fondamentali.

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    Il caso svizzero: Anziane per il clima

    Oltre 2.300 donne anziane dell’organizzazione no profit “Anziane per il clima”, con il supporto dell'organizzazione non governativa Greenpeace, hanno intrapreso un'azione legale senza precedenti di fronte alla Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) contro lo stato in cui risiedono, la Svizzera. La loro causa mira a mettere in discussione la politica climatica svizzera, sostenendo che gli attuali obiettivi e misure non sono sufficienti per contrastare efficacemente il surriscaldamento del pianeta. La decisione di queste donne anziane di prendere posizione è radicata nella consapevolezza dei rischi significativi che la crisi climatica rappresenta per la loro salute e il loro benessere. Di fronte a questa realtà preoccupante, le attiviste hanno deciso di agire, sostenendo che lo Stato abbia l'obbligo di proteggere il loro diritto alla vita e al benessere, come sancito dagli articoli 2 e 8 della Convenzione europea sui diritti dell'uomo.

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    Il caso francese di Grande-Synthe

    Il secondo caso prende avvio a Grande-Synthe, un comune della regione dell’Alta Francia con circa 20.000 abitanti. L'ex sindaco Damien Carême, ha sollevato un'azione legale contro lo stato francese accusandolo di non aver adottato tutte le misure necessarie per rimanere entro i livelli massimi di gas serra precedentemente stabiliti. Come nel caso precedente, questa mancanza d'azione costituirebbe una violazione di due articoli della Convenzione europea sui diritti dell'uomo. L'articolo 2, che riguarda il diritto alla vita, imporrebbe agli stati di fare tutto il possibile per proteggere la vita delle persone sotto la loro giurisdizione, incluso preservarle dai disastri ambientali. Rispetto all'articolo 8, che riguarda il rispetto della propria vita privata e familiare, la violazione coinvolgerebbe direttamente Carême. Egli sostiene che la sua stessa abitazione rischia di subire danni a causa delle future inondazioni che colpiranno la zona, rendendo impossibile fare piani per il futuro.

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    Il caso portoghese dei sei giovani

    L'ultima azione legale sul clima rappresenta la più ampia mai intrapresa fino ad oggi. Da una parte, ci sono sei giovani portoghesi nati tra il 1999 e il 2012; dall'altra, ben 32 paesi europei sono stati accusati di aver adottato politiche climatiche ampiamente inadeguate. Oltre agli articoli 2 e 8 della Convenzione europea, questa azione legale richiama anche l'articolo 14 sul divieto di discriminazione. I giovani citano in particolare le ondate di calore, gli incendi boschivi e i fumi tossici emanati da questi ultimi, sostenendo che tali fenomeni, esacerbati dal riscaldamento globale, li costringano a modificare le loro abitudini di vita (per esempio, trascorrendo più tempo al chiuso). Questi cambiamenti, sostengono, minacciano il loro benessere fisico e mentale. Il fatto che i ricorrenti siano giovani non è casuale, poiché le nuove generazioni sono destinate a subire le conseguenze più gravi dei cambiamenti climatici, pur non avendo contribuito significativamente a innescarli.

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    Le tipologie di climate litigations

    La climate litigation, sia pubblica che privata, può essere considerata come un mezzo attraverso il quale si cerca di colmare il divario tra gli obiettivi ambientali e le azioni effettivamente intraprese dai governi e dalle aziende. La public climate litigation si concentra sul responsabilizzare gli enti pubblici per adottare politiche più ambiziose e efficaci per affrontare il cambiamento climatico, mentre la private climate litigation cerca di rendere le aziende responsabili per le loro emissioni di gas serra e il loro impatto sull'ambiente. Entrambi i tipi di azioni legali mirano a promuovere la sostenibilità ambientale e a garantire che vengano adottate misure concrete per mitigare i cambiamenti climatici.

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    Le climate litigations: un trend crescente

    Il contenzioso climatico rappresenta una soluzione di frontiera per cambiare le dinamiche della lotta contro il cambiamento climatico. Il Global Climate Litigation Report 2023 Status Review prodotto dall’UNEP mostra che sempre più persone si stanno rivolgendo ai tribunali per contrastare la crisi climatica. Fino a dicembre 2022, sono stati presentati 2.180 casi legati al clima in 65 giurisdizioni, compresi tribunali internazionali e regionali, tribunali, organismi quasi giudiziari o altri organismi di giudizio, come le Procedure Speciali presso le Nazioni Unite e tribunali di arbitrato. Questo rappresenta un costante aumento rispetto ai 884 casi del 2017 e ai 1.550 casi del 2020. Bambini e giovani, gruppi di donne, comunità locali e popoli indigeni, tra gli altri, stanno assumendo un ruolo di primo piano nel portare avanti questi casi e nel promuovere la riforma della governance del cambiamento climatico in sempre più paesi di tutto il mondo.

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    Giustizia climatica significa giustizia sociale

    Il rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP- United Nations Environment Programme) dimostra l'importanza di uno stato di diritto ambientale nella lotta contro le triplice crisi planetaria del cambiamento climatico, della perdita di biodiversità e dell'inquinamento. L'accesso alla giustizia consente la tutela del diritto ambientale e dei diritti umani e promuove la responsabilità nelle istituzioni pubbliche. Il rapporto è stato lanciato lo scorso anno in concomitanza con l'anniversario del riconoscimento da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite del diritto umano a un ambiente pulito, sano e sostenibile, poiché la maggior parte dei casi portati davanti ai tribunali dimostra collegamenti concreti tra i diritti umani e il cambiamento climatico.

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    18/05/2024Di 3Bee, Sara Moraca
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