Gli effetti del cambiamento climatico sugli impollinatori

    Gli insetti impollinatori sono seriamente minacciati dal cambiamento climatico e, in alcuni casi, rischiano l’estinzione. Le cause sono molteplici e possono coinvolgere direttamente gli insetti o indirettamente le piante che visitano. Ma quali sono gli effetti? Scopriamolo in questo articolo.
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    ape

    Gli insetti impollinatori

    Quali sono gli animali che più vi affascinano? Probabilmente ce ne sono tantissimi, ma alcuni di questi sono sicuramente api e farfalle. Questi insetti sono impollinatori, creature fondamentali per la salute del nostro pianeta. Infatti, grazie al loro ininterrotto volare da un fiore all’altro, sono in grado di trasferire polline, aiutando così le piante a riprodursi e a crescere assorbendo anidride carbonica. L’impollinazione è un servizio ecosistemico essenziale che mantiene e promuove la biodiversità. La maggior parte degli insetti, infatti, sono considerati fondamentali per la riproduzione di circa il 75% delle piante che l’uomo coltiva per il suo fabbisogno alimentare. Ma vi è un problema: con il cambiamento climatico questi insetti, fondamentali per gli ecosistemi e per l’uomo, sono seriamente minacciati rischiando, in alcuni casi, l'estinzione. Le cause sono molteplici e possono coinvolgere direttamente gli insetti o indirettamente le piante che visitano. Vediamo come.

    farfalle

    Effetti diretti: velocità di sviluppo organismi

    I primi effetti del cambiamento climatico sugli impollinatori sono legati al cambiamento sia fisiologico che morfologico degli insetti. Ad esempio, per alcuni impollinatori, temperature alte oltre la media velocizzano lo sviluppo delle larve. Questo potrebbe portare all’uscita prematura degli adulti dal nido in un periodo dove non trovano di che nutrirsi portandole, inevitabilmente, alla morte. Il risultato è un netto calo degli individui di quella specie minandone direttamente la prosperità in un dato areale.

    ape su fiore

    Effetti diretti: riduzione delle dimensioni corporee

    Un’altra conseguenza dell’aumento delle temperature medie stagionali è la riduzione delle dimensioni del corpo. Questo aspetto deriva dal fatto che in queste condizioni il tasso metabolico aumenta, consumando più energie. In aggiunta, avere corpi piccoli con temperature elevate aiuta a disperdere più velocemente il calore corporeo, evitando il loro surriscaldamento. Infatti, durante il volo la maggior parte degli insetti è in grado di regolare la temperatura del torace per ottimizzare la prestazione muscolare. Tuttavia, se le temperature dell’ambiente circostante sono particolarmente elevate, gli insetti potrebbero non essere in grado di diminuire la temperatura corporea velocemente e potrebbero morire.

    falena colibrì

    Effetti diretti: mutamento nell’apparato boccale

    L’apparato boccale succhiatore degli insetti impollinatori è fondamentale per attingere al nettare dei fiori. A seconda della morfologia del fiore, gli impollinatori hanno sviluppato in lunghezza questo apparato così da riuscire ad arrivare fino al prezioso nettare: un articolo scientifico recente ha tuttavia evidenziato come, con l’aumento delle temperature, negli ultimi 40 anni la lunghezza media di questo sia diminuita. Questo potrebbe causare una mancata corrispondenza morfologica tra impollinatori e fiori con una determinata conformazione, con ovvie conseguenze sugli insetti che avranno sempre più difficoltà a nutrirsi e a riprodursi minando la prosperità della propria specie.

    ape solitaria

    Effetti diretti: cambiamenti nel comportamento

    Tra gli effetti diretti del cambiamento climatico sugli insetti, abbiamo l’alterazione del comportamento. La temperatura ottimale di volo di molti insetti si attesta intorno ai 25°C, tuttavia se si dovesse spostare e stabilizzare oltre la media, sia le distanze percorse che il numero di voli diminuirebbe riducendo il numero di fiori visitati e, di conseguenza, il prezioso servizio di impollinazione. L’aumento delle temperature, spinge questi insetti a spostarsi verso habitat più confortevoli, prediligendo zone climatiche compatibili con il loro ciclo vitale. Si osserva quindi una migrazione verso ambienti più freschi come le montagne. Questo li porta spesso a sovrapporre il proprio areale di diffusione con quello di altre specie andando a competere per le fonti nutritive. Non sempre spostarsi è possibile: chi già vive in ambiente montano non sempre riesce a rifugiarsi a quote più elevate. La conseguenza peggiore all’impossibilità di far fronte a queste nuove condizioni, è l’estinzione.

    sirfide fiore

    Effetti indiretti: anche le piante soffrono

    Anche le piante soffrono per il cambiamento climatico. Ad esempio, in periodi di siccità elevata, la produzione di nettare ed il contenuto di zuccheri in esso presenti, si riducono a discapito degli impollinatori. Inoltre, gli stessi vengono attirati dai fiori grazie a complessi segnali “odorosi” consistenti in miscele di composti chimici volatili che spesso anche l’uomo riesce a cogliere: con l’aumento delle temperature la loro produzione e qualità può ridursi inficiando il potere attrattivo del fiore che rischia così di non ricevere più visite. Con temperature sopra la media molte piante tendono ad anticipare la fioritura, soprattutto in primavera. Per alcuni insetti vi è il rischio reale che vi sia uno sfasamento tra fioritura e l’inizio della loro attività biologica ritrovandosi così senza fonti alimentari nel momento di maggiore necessità. Alcuni studi ipotizzano che il 17-50% degli impollinatori sperimenterà lunghi periodi di carestia, portando al declino delle loro popolazioni.

    Oasi 3Bee

    Il futuro che ci aspetta

    Come abbiamo detto, gli insetti impollinatori sono fondamentali: senza di loro, moltissime piante perderebbero il prezioso servizio di impollinazione, cruciale per la loro riproduzione. Da ciò si origina una gravissima perdita di biodiversità a più livelli che colpisce piante, impollinatori e tutti gli organismi che si alimentano dei prodotti da essi generati. Identificare e affrontare prontamente queste sfide aiuterà a mitigare gli impatti negativi e ad evitare lo scenario catastrofico del punto di non ritorno. É quindi fondamentale promuovere progetti a sostegno di queste specie, come le Oasi della Biodiversità di 3Bee che aiutano a mantenere le popolazioni di impollinatori, fornendo loro risorse nutritive. Un altro effetto positivo è la mitigazione del cambiamento climatico: nelle grandi città, avere più verde aiuta a diminuire le isole di calore, riducendo i picchi delle alte temperature estive oltre a rendere l’aria più pulita e respirabile.

    Articolo di Caterina Massa

    Di Elena Fraccaro27 dicembre 2023
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    Domande Frequenti

    Hai dei dubbi o altre curiosità su questo articolo? Qui troverai spunti

    Perché gli insetti impollinatori sono importanti?

    Gli insetti impollinatori sono creature fondamentali per la salute del nostro pianeta. Infatti, grazie al loro ininterrotto volare da un fiore all’altro, sono in grado di trasferire polline, aiutando così le piante a riprodursi, a crescere assorbendo anidride carbonica. L’impollinazione è un servizio ecosistemico essenziale che mantiene e promuove la biodiversità. La maggior parte degli insetti, infatti, sono considerati fondamentali per la riproduzione di circa il 75% delle piante che l’uomo coltiva per il suo fabbisogno alimentare. Ma vi è un problema: con il cambiamento climatico questi insetti, fondamentali per gli ecosistemi e per l’uomo, sono seriamente minacciati rischiando, in alcuni casi, l'estinzione. Le cause sono molteplici e possono coinvolgere direttamente gli insetti o indirettamente le piante che visitano.

    Come incide il cambiamento climatico sugli impollinatori?

    I primi effetti del cambiamento climatico sugli impollinatori sono legati al cambiamento sia fisiologico che morfologico degli insetti. Ad esempio, per alcuni impollinatori, temperature alte oltre la media velocizzano lo sviluppo delle larve. Questo potrebbe portare all’uscita prematura degli adulti dal nido in un periodo dove non trovano di che nutrirsi portandole, inevitabilmente, alla morte. Il risultato è un netto calo degli individui di quella specie minandone direttamente la prosperità in un dato areale.

    Quali sono gli effetti indiretti?

    Anche le piante soffrono per il cambiamento climatico. Ad esempio, in periodi di siccità elevata, la produzione di nettare ed il contenuto di zuccheri in esso presenti, si riducono a discapito degli impollinatori. Inoltre, gli stessi vengono attirati dai fiori grazie a complessi segnali “odorosi” consistenti in miscele di composti chimici volatili che spesso anche l’uomo riesce a cogliere: con l’aumento delle temperature la loro produzione e qualità può ridursi inficiando il potere attrattivo del fiore che rischia così di non ricevere più visite. Con temperature sopra la media molte piante tendono ad anticipare la fioritura, soprattutto in primavera. Per alcuni insetti vi è il rischio reale che vi sia uno sfasamento tra fioritura e l’inizio della loro attività biologica ritrovandosi così senza fonti alimentari nel momento di maggiore necessità. Alcuni studi ipotizzano che il 17-50% degli impollinatori sperimenterà lunghi periodi di carestia, portando al declino delle loro popolazioni.

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