Cosa sono le Liste Rosse IUCN

    Cosa sono le Liste Rosse IUCN? A cosa servono e come funzionano? Scopri in questo articolo perché le Liste Rosse sono importanti e come possono aiutarci a scoprire e proteggere le specie a rischio di estinzione.
    Cosa sono le Liste Rosse IUCN

    PROTEGGIAMO LE API

    orango

    Che cosa sono le Liste Rosse IUCN

    Nel 1964 vengono istituite, grazie al lavoro dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN, International Union for Conservation of Nature), le Liste Rosse. IUCN è un ente che conta la partecipazione di decine di organizzazioni statali e di oltre 10.000 ricercatori, il cui scopo è "influenzare, incoraggiare e assistere le società in tutto il mondo a conservare l'integrità e diversità della natura e di assicurare che ogni utilizzo delle risorse naturali sia equo e ecologicamente sostenibile". In poche parole, l’obiettivo di IUCN è cercare di sensibilizzare persone ed enti verso la tutela delle specie e della biodiversità (e sappiamo bene quanto sia importante), quindi dei loro habitat, in modo che anche le generazioni future possano beneficiarne.

    Parnassius

    Le categorie e il loro significato

    Dal 2001 le specie sono classificate secondo il sistema che utilizziamo ancora oggi, in cui le varie categorie sono stilate secondo criteri che permettono di inserire le specie in 3 macrocategorie, ognuna delle quali con alcune sottocategorie. La prima è la categoria di rischio minimo e racchiude le specie valutate il cui numero di individui è rilevante, divise in “Minor Preoccupazione”, LC (Least Concern) e “Quasi Minacciata”, NT (Near-Threatened), cioè quando una specie è prossima alla minaccia, ma ancora non seriamente in pericolo. La successiva categoria include le specie più minacciate, raggruppate in “Vulnerabile” VU, “In Pericolo” EN (Endangered) e “In Pericolo Critico” CE (Critically Endangered) a seconda della gravità della minaccia, del numero di esemplari e dello stato del loro habitat. L'ultima categoria racchiude le specie estinte, raggruppate in “Estinta in Ambiente Selvatico” (EW, exctinct in the wild) ed infine "Estinta" EX.

    panda rosso

    Come funzionano e perché sono utili

    Queste categorie ci danno indicazioni sullo stato delle specie e in base a questo si possono attuare provvedimenti che permetteranno, auspicabilmente, di preservare le specie minacciate. Questi provvedimenti saranno poi studiati in base alle ulteriori indicazioni fornite dall’IUCN sulle esigenze della specie, che generalmente vanno dai divieti di caccia e raccolta alla creazione di zone di ripopolamento e, soprattutto, alla tutela dell’habitat. Prendiamo il caso di specie estremamente localizzate: la tutela dell’habitat è un elemento fondamentale per preservare l’areale dove queste specie vivono. Tuttavia, la tutela dell’habitat è sempre importante e progetti come le Oasi della Biodiversità di 3Bee permettono a tutte le specie, più o meno a rischio, di trovare sempre un habitat conservato al meglio per le loro esigenze.

    Leopardo delle Nevi

    Quali specie si trovano nelle Liste?

    Nelle Liste Rosse alcuni potrebbero aspettarsi di trovare quegli animali iconici e carismatici che conosciamo bene, come il panda, il leopardo delle nevi o la civetta delle nevi. Sebbene siano ovviamente presenti, non sono inclusi soltanto i grandi vertebrati: infatti le Liste includono anche uccelli, rettili, pesci, molluschi, insetti e piante. Per quello che riguarda gli insetti, in Italia ci sono sezioni della lista specifiche per i coleotteri saproxilici, cioè quelli che si nutrono di legno morto, per le farfalle (della loro importanza ne abbiamo parlato qui), le libellule e per le api selvatiche.

    Carabus clathratus

    Liste rosse regionali e in Italia

    Se a livello mondiale una specie è presente in grande numero, non è detto che a livello regionale stia altrettanto bene. Questo è un problema perché a lungo andare il rischio è che si riduca il pool genetico di una specie e, a sua volta, questo potrebbe rappresentare un problema per il futuro della specie stessa. Possono inoltre essere presenti delle sottospecie, che però devono essere valutate a sé stanti e può accadere che le sottospecie siano in pericolo, nonostante globalmente la specie non sia minacciata. Per citare un caso tristemente noto agli esperti, Carabus clatratus è una specie di coleottero carabide legata ad ambienti acquatici presente in buona parte d'Europa, ma la sottospecie italiana, Carabus clatratus antonellii, è purtroppo estinta. Una specie che fortunatamente è ancora presente è Rosalia alpina, un bellissimo cerambicide azzurro, il cui numero è piuttosto consistente soprattutto nei boschi dell’Est Europa, ma nella Lista Rossa italiana è classificata NT.

    ape selvatica

    Le api in pericolo in Italia

    Una cosa che molti sanno è che le api selvatiche sono minacciate e il loro numero è in declino ormai da anni, nonostante siano enormemente importanti come impollinatori. La Lista Rossa Italiana dell’IUCN ci aiuta a capire quali siano le specie più minacciate e, allo stesso tempo, grazie alle indicazioni fornite dagli esperti, quali sono le azioni da intraprendere per la loro salvaguardia. Nella Lista Rossa delle Api Italiane Minacciate, sono state valutate 151 specie, di cui ben 34 sono risultate a rischio di estinzione o prossime alla minaccia: 7 sono a rischio critico (CE) o presunte estinte, 10 in pericolo (EN), 4 vulnerabili (VU) e le restanti 13 prossime alla minaccia (NT).

    Bombus confusus

    Bombus confusus

    Bombus confusus è uno di quei casi classificato nella Lista Rossa delle Api Italiane Minacciate come a rischio critico di estinzione e addirittura presunto estinto: ci sono pochissime segnalazioni della presenza di questa specie e si fermano intorno agli anni 50. La specie era presente sulle Alpi, tra Veneto, Alto Adige e una sola segnalazione in Lombardia, ma da allora non vi sono più state segnalazioni. Tra le cause della probabile scomparsa sono indicate l’urbanizzazione e il rimboschimento delle radure a bassa quota, lo sfruttamento eccessivo delle praterie e il cambio delle pratiche agricole. La buona notizia è che la specie a livello europeo se la passa meglio: è presente in molti stati al di là delle Alpi, dalla Spagna all’Est Europa, ma resta purtroppo classificata come VU nella Lista Rossa Europea.

    Halictus sp.

    Halictus carinthiacus

    Halictus carinthiacus è classificata EN sia nella Lista Rossa Italiana che in quella Europea. Si tratta di una specie alpina, come nel caso precedente, con una distribuzione molto frammentata su un territorio complessivamente molto limitato, quindi con poche possibilità di interscambio tra le popolazioni e i dati più recenti riguardano solamente il Piemonte. Anche a livello europeo la situazione è molto simile, con popolazioni presenti grossomodo su tutto l’arco alpino, ma sempre piuttosto frammentate e minacciate dallo sviluppo urbano, dall’agricoltura, ma soprattutto dal cambiamento climatico e dalla variazione di temperatura ad esso collegato, che modificano direttamente lo sviluppo della specie e indirettamente causano variazioni del periodo di fioritura delle piante che impollina.

    Lasioglossum sp

    Lasioglossum podolicum

    Lasioglossum podolicum è presente nella Lista Rossa come NT sia in Italia che in Europa . Questa specie ha un comportamento molto interessante, in quanto è cleptoparassita di altre specie: significa che invade nidi di altre specie per rubare le risorse alimentari. L. podolicum è presente in molti stati europei e non solo, il suo areale si estende dalla Spagna, passando per Svizzera, Croazia e Grecia, fino a Turchia, Iran e Afghanistan. In Italia è stata segnalata soltanto nella zona dell’Etna, in Sicilia. Il problema è la distribuzione frammentata di questa specie in tutti questi stati, distribuzione che non permette un adeguato scambio di individui e quindi di geni, lasciando piccole popolazioni isolate tra loro e potenzialmente esposte a pericoli di varia natura, dalla perdita di habitat agli effetti del cambiamento climatico.

    Megachile sp.

    Come poter rimediare?

    Le Liste Rosse sono uno strumento fondamentale per la conservazione delle specie, perché identificano quelle il cui rischio di estinzione, globale o locale, è imminente. L’estinzione è un fenomeno irreversibile, che comporta la scomparsa del patrimonio genetico di una specie, adattato nel corso dell’evoluzione a una nicchia ecologica unica. Tuttavia, anche l’estinzione locale è un fenomeno difficilmente reversibile perché rende necessari interventi di reintroduzione dagli esiti incerti. Sei a conoscenza di qualche specie di ape a rischio di estinzione? Ti piacerebbe fare qualcosa per aiutarle? 3Bee lavora dal 2017 per proteggere e tutelare le specie di impollinatori e anche tu puoi contribuire attraverso il progetto Adotta un'ape gentile Polly. Anche le imprese possono fare la loro parte aderendo al progetto Oasi della Biodiversità: un’opportunità per chi, con il proprio business, ha già avviato un percorso in ambito sostenibilità e vuole consolidarlo con un ulteriore tassello.

    Di Niccolò Patelli15 settembre 2023
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    Domande Frequenti

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    Che cosa sono le Liste Rosse IUCN?

    Nel 1964 vengono istituite, grazie al lavoro dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN, International Union for Conservation of Nature), le Liste Rosse. IUCN è un ente che conta la partecipazione di decine di organizzazioni statali e di oltre 10.000 ricercatori, il cui scopo è "influenzare, incoraggiare e assistere le società in tutto il mondo a conservare l'integrità e diversità della natura e di assicurare che ogni utilizzo delle risorse naturali sia equo e ecologicamente sostenibile". In poche parole, l’obiettivo di IUCN è cercare di sensibilizzare persone ed enti verso la tutela delle specie e della biodiversità.

    Come funzionano e perché sono utili?

    Le specie vengono classificate in 3 macrocategorie, ognuna con alcune sottocategorie, che ci danno indicazioni sullo stato delle specie. La prima è la categoria di rischio minimo, divisa in “Minor Preoccupazione”, LC (Least Concern) e “Quasi Minacciata” (NT, Near-Threatened). La successiva categoria include le specie più minacciate, raggruppate in “Vulnerabile” (VU), “In Pericolo” (EN, Endangered) e “In Pericolo Critico” (CE, Critically Endangered). L'ultima categoria racchiude le specie estinte, raggruppate in “Estinta in Ambiente Selvatico” (EW, exctinct in the wild) ed “Estinta” (EX, exctinct). Queste categorie ci danno indicazioni sullo stato delle specie e in base a questo si possono attuare provvedimenti che permetteranno, auspicabilmente, di preservare le specie minacciate.

    Quali specie si trovano nelle liste?

    Nelle Liste Rosse alcuni potrebbero aspettarsi di trovare quegli animali iconici e carismatici che conosciamo bene, come il panda, il leopardo delle nevi o la civetta delle nevi. Sebbene siano ovviamente presenti, non sono inclusi soltanto i grandi vertebrati: infatti le Liste includono anche uccelli, rettili, pesci, molluschi, insetti e piante. Inoltre, le liste possono essere globali e tenere conto dello stato delle specie in tutto il pianeta, o regionali, legate quindi a specifiche e ristrette zone geografiche.

    Quali sono le Liste Rosse in Italia?

    Se a livello mondiale una specie è presente in grande numero, non è detto che a livello regionale stia altrettanto bene. Questo è un problema perché a lungo andare il rischio è che si riduca il pool genetico di una specie e, a sua volta, questo potrebbe rappresentare un problema per il futuro della specie stessa. Possono inoltre essere presenti delle sottospecie, che però devono essere valutate a sé stanti e può accadere che le sottospecie siano in pericolo, nonostante globalmente la specie non sia minacciata. Per quello che riguarda gli insetti, in Italia ci sono sezioni della lista specifiche per i coleotteri saproxilici, le farfalle, le libellule e per le api selvatiche. Nella Lista Rossa delle Api Italiane Minacciate, sono state valutate 151 specie, di cui ben 34 sono risultate a rischio di estinzione o prossime alla minaccia.

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