Contributi Regionali Per L’apicoltura, Annata 2020/2021

Contributi Regionali Per L’apicoltura, Annata 2020/2021. Regione per regione, puoi trovare informazioni utili per i contributi regionali per l'apicoltura 2020/2021 e tutti i dettagli per presentare la domanda.

PROTEGGIAMO LE API

Contributi regionali per l’apicoltura in Abruzzo

Fino a fine novembre sono aperti i contributi per l’apicoltura in Abruzzo. Gli apicoltori abruzzesi potranno quindi presentare le loro domande di finanziamento per il sostegno della loro attività apistica. Il bando di contributo copre diverse azioni di intervento, alcune rivolte ad apicoltori, altre ad associazioni, enti e istituti di ricerca. Nel dettaglio, le misure che interessano gli apicoltori sono: Attrezzatura per la conduzione dell’apiario, per la lavorazione, il confezionamento e la conservazione dei prodotti dell’apicoltura (azione a6) Attrezzature varie, es. acquisto di arnie con fondo a rete o modifica arnie esistenti, acquisto attrezzature specifiche per lotta aggressori e malattie alveari (azione b3) Acquisto arnie (azione c2.1) e di macchine, attrezzature e materiali vari specifici per l’esercizio del nomadismo (azione c2.2) Acquisto di sciami, nuclei, pacchi d’api e api regine (azione e1)

Assistenza tecnica agli apicoltori e alle organizzazioni

La Misura A comprende l’assistenza tecnica agli apicoltori e alle organizzazioni di apicoltori. L’azione a6, relativa all’acquisto di attrezzatura per la conduzione dell’apiario e la lavorazione, il confezionamenti e la conservazione dei prodotti dell’apicoltura si rivolge ad apicoltori e imprenditori apistici con più di 10 alveari regolarmente denunciati in BDA, residenza in Abruzzo e fascicolo aziendale SIAN. In base al numero di alveari denunciati, si hanno diverse soglie di spesa massima, da 1.500€ a 10.000€. Il contributo copre il 50% della spesa ammissibile.

Lotta contro gli aggressori e le malattie dell’alveare

Nell’ambito della lotta contro gli aggressori e le malattie dell’alveare, in particolare la varroasi (Misura B), è compreso l’acquisto di arnie con fondo a rete e materiali e attrezzature specifiche (azione b3). Il 70% del finanziamento disponibile è destinato agli apicoltori stanziali per l’acquisto di arnie con fondo a rete. Il restante 30% spetta ad apicoltori stanziali e nomadi per l’acquisto di attrezzatura specifica. Anche in questo caso, gli apicoltori devono possedere minimo 10 alveari regolarmente denunciati presso la BDA, essere residenti in Abruzzo e avere il fascicolo azienda SIAN. Il finanziamento copra il 60% delle spese per questa azione. In base al numero di alveari denunciati in BDA, sono previsti limiti di spesa specifici per singolo beneficiario.

Razionalizzazione della transumanza

La misura C si occupa in generale della razionalizzazione della transumanza. Il nomadismo è visto come una risorsa importante per il settore apistico e la regione mira a un suo potenziamento per un miglior sfruttamento delle risorse nettarifere e per una maggiore e più variegata produzioni di miele. In questa misura, sono compresi acquisto di arnie per il nomadismo, ma anche di attrezzatura di vario genere. I beneficiari dell’azione c2.2 sono tutti gli apicoltori nomadisti, in forma singola o associata, in possesso alla data di invio della domanda di almeno 10 alveari regolarmente denunciati presso la BDA, devono essere residenti in Abruzzo e avere un fascicolo aziendale sul SIAN. In base al numero di alveari denunciati, ci sono diverse soglie di spesa massima ammissibile, che va dai 5.000€ ai 25.000€. Il contributo copre il 50% della spesa complessiva.

Modalità e termini di presentazione della domanda

Le domande di aiuto possono essere scaricate online sul sito www.sian.it nella sezione Utilità>Download. In caso non fosse possibile procedere in questo modo, i moduli possono essere richiesti anche presso il Dipartimento Agricoltura dei Centri di Assistenza Agricola o presso le Organizzazioni degli apicoltori. Allegato alla domanda di finanziamento deve essere sempre presente il Fascicolo aziendale attivato presso la CAA di riferimento. Le domande di contributo devono essere indirizzate a ORGANISMO PAGATORE AGEA e inviate entro e non oltre il 30 novembre 2020 a Regione Abruzzo – Dipartimento Agricoltura – Ufficio Sostegno zootecnia e regimi di qualità. È necessario procedere all’invio delle domande con tutta la documentazione necessaria e una copia fronte/retro di un documento di identità in corso di validità del sottoscrittore della domanda tramite PEC all’indirizzo dpd019@pec.regione.abruzzo.it entro il 30 novembre 2020.

Contributi regionali per l’apicoltura in Campania

Il 29 settembre è stato pubblicato il bando di finanziamento per i contributi per l’apicoltura in Campania per l’acquisto di arnie per il controllo della varroasi e di attrezzatura e materiali specifici per l’esercizio del nomadismo. Le spese coperte dal bando Nello specifico, il bando prevede due misure. Misura B: lotta contro gli aggressori e le malattie dell’alveare, in particolare la varroasi. All’interno di questa misura è compresa l’azione b.3, specifica per l’acquisto di attrezzatura di vario genere. Misura C: razionalizzazione della transumanza. Queste misura prevede l’azione c.2, relativa all’acquisto di attrezzatura, e la sottoazione c.2.2 per l’acquisto di macchine, attrezzatura e materiali vari specifici per l’esercizio del nomadismo. La spesa minima consentita è 2.000,00€, mentre la massima non può superare la soglia di 10.000,00€ (iva esclusa). In base al numero di alveari.

Soggetti beneficiari

I soggetti beneficiari che possono presentare domanda di contributo sono gli apicoltori, gli imprenditori apistici e gli apicoltori professionisti con residenza o sede legale in Campania. Gli apicoltori devono possedere almeno 50 alveari, un Codice Identificativo Univoco e devono aver provveduto alla registrazione degli alveari presso la Banca Dati Apistica Regionale. Devono inoltre avere il proprio fascicolo aziendale nella Banca Dati SIAN ed essere iscritti al registro delle imprese della Camera di Commercio. Di regola, per poter accedere al finanziamento l’apicoltore deve aver regolarmente denunciato un numero di alveari almeno pari a quello delle arnie complessivamente finanziate negli anni 2018, 2019 e 2020.

Presentazione delle domande

Le domande di aiuto devono essere indirizzate all’Organismo Pagatore AGEA. Nello specifico, devono essere consegnate agli uffici territoriali della Regione Campania sulla base del criterio di competenza provinciale. Le domande, a meno che non siano trasmesse via PEC, devono essere presentati in un plico debitamente sigillato e controfirmato. Il plico deve riportare la seguente dicitura: “DOMANDA DI COFINANZIAMENTO Reg. (UE) n. 1308/2013 MIELE – Anno apistico 2021” e deve essere completo in tutte le sue parti. Le domande possono quindi essere presentate a mano, inviate tramite raccomandata A.R. oppure tramite PEC agli indirizzi specifici per ogni sede di competenza. Le domande devono essere consegnate entro il 4/11/2020, ovvero 30 giorni dopo la pubblicazione del bando sul BUR Campania. È possibile reperire la documentazione sul sito sian nella sezione Download.

Contributi regionali per l’apicoltura in Emilia-Romagna

È ora possibile presentare la propria domanda di aiuto per usufruire dei contributi per l’apicoltura in Emilia-Romagna. Possono fare richiesta apicoltori, forme associate ed enti di ricerca e si ha tempo fino al 19 novembre. Il 28 luglio 2020, la Giunta regionale ha approvato il bando per l’annata 2020/2021, stanziando i 554.497,41€ assegnati dal Mipaaf sulla base del patrimonio apistico della regione, che al 31 dicembre 2019 contava 122.590 alveari. Le misure finanziate Sono state approvate diverse misure di azione, ognuna con diversi beneficiari. Nello specifico, le forme riservate agli apicoltori sono la A.6, che prevede le spese per le attrezzature per la conduzione dell’apiario, per la lavorazione, il confezionamento e la conservazione dei prodotti dell’apicoltura, la B.3 per l’acquisto di attrezzature varie per la lotta agli aggressori e alle malattie dell’alveare, la C.2.2 per l’acquisto di macchine, attrezzature e materiali vari specifici.

I beneficiari

I beneficiari di queste sovvenzioni sono apicoltori, imprenditori apistici e apicoltori professionisti, anche in forma associata. È necessario essere in regola con la registrazione e la denuncia degli alveari presso l’Anagrafe Apistica Nazionale e avere partita iva agricola o combinata. Gli apicoltori devono essere iscritti all’anagrafe regionale delle aziende agricole e devono possedere almeno 20 alveari correttamente censiti. Inoltre, tutti i prodotti dell’alveare devono essere lavorati nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia che si lavori in locali propri che in strutture terze.

Limiti di spesa ammissibili

La spesa massima ammissibile per l’acquisto di questi sistemi è di 2000€. Per l’intera misura A.6, le spese da effettuare devono essere comprese da un minimo di 800€ e un massimo di 3.500€. Il contributo copre il 50% delle spese totali. Non sono ammesse a contributo le spese di manutenzione e riparazione attrezzatura, quelle di trasporto e materiale d’imballo e quelle per l’acquisto di attrezzatura usata. È possibile presentare domanda fino al 19 novembre 2020 utilizzando il Sistema Operativo Pratiche (S.O.P.) dell’Agenzia Regionale per le Erogazioni in Agricoltura per l’Emilia-Romagna (AGREA). Apicoltori, imprenditori apistici, apicoltori professionisti singoli e forme associate devono presentare le loro domande di finanziamento direttamente al Servizio Territoriale Agricoltura, Caccia e Pesca – Direzione Generale Agricoltura, Caccia e Pesca dell’Emilia-Romagna. Devono essere allegati almeno 2 preventivi di spesa con specifica spiegazione della scelta del fornitore.

Contributi regionali per l’apicoltura in Piemonte

Sono aperti i contributi per l’apicoltura in regione Piemonte. Fino al 15 ottobre gli apicoltori piemontesi hanno la possibilità di presentare domanda di finanziamento per la propria attività. Il bando fa parte del programma regionale per l’apicoltura in Piemonte e copre il periodo di attività dal 1 agosto 2020 al 31 luglio 2021. Nello specifico, gli investimenti che rientrano nella spese finanziate dal contributo sono l’acquisto delle attrezzature per la conduzione dell’apiario e quelle per la lavorazione, il confezionamento e la conservazione dei prodotti dell’apicoltura e, infine, le attrezzature per la conduzione del nomadismo. A queste misure rivolte direttamente alle realtà apistiche, si aggiungono quelle specifiche per associazioni, cooperative e istituti di ricerca. La copertura finanziare totale per l’annata apistica 2020/21 è di 934.318,40€. Nello specifico, la misura A6 e C2.2 riguardano rispettivamente le attrezzature a le attrezzature per nomadismo.

Chi può beneficiare dei contributi apicoltura Piemonte

Possono accedere ai contributi gli apicoltori singoli o associati con sede legale in Piemonte. Devono aver obbligatoriamente presentato denuncia annuale di possesso di alveare per l’anno 2019 o 2020 tramite registrazione sull’anagrafe apistica nazionale. La soglia minima di alveari regolarmente denunciati è di 52 unità. È obbligatorio il possesso di regolare partita iva (apistica o agricola) ed essere iscritto al registro delle imprese della Camera di Commercio. A ciò si aggiunge l’obbligo del fascicolo aziendale presso CAA e di rispettare la norme igienico-sanitarie per la lavorazione del miele, sia in caso di possesso di locali di smielatura sia in caso di attività presso terzi.

Presentazione delle domande

Le domande possono essere presentate fino alle 23.59 del 15 ottobre 2020 presso l’Assessorato Regionale Agricoltura, Cibo, Caccia e Pesca – Direzione Agricoltura e Cibo – Settore Produzioni Agrarie e Zootecniche, corso Stati Uniti, 21 – 10128 Torino. È necessario utilizzare il modello predisposto da AGEA con codice a barre disponibile sul sito SIAN. Il modello dovrà essere corredata da tutta la documentazione richiesta dal bando, debitamente firmato e accompagnato da documento d’identità in corso di validità. La presentazione delle domande può avvere: Tramite PEC all’indirizzo agricole@cert.regione.piemonte.it Per mezzo di posta elettronica certificata con firma digitale all’indirizzo agricole@cert.regione.piemonte.it Tramite posta elettronica certificata secondo le modalità di cui all’articolo 65, comma 1 lettera c) bis del d.lgs. 82/2005, all’indirizzo agricole@cert.regione.piemonte.it

Spese ammesse al contributo

Non sono ammessi al finanziamento acquisti effettuati prima della presentazione della domanda, spese per attrezzature usate, spese di trasporto e immatricolazione e IVA, imposta o tasse. Sono invece ammessi gli acquisti di attrezzature per la lavorazione, il confezionamento e la conservazione dei prodotti dell’apicoltura e di macchine, attrezzature e materiali specifici per il nomadismo, arnie comprese. Importo minimo e massimo da inserire in domanda Le spese ammesse a contributo possono essere pagate solo tramite bonifico, Ri.Ba. o carta di credito collegata al conto corrente indicato in domanda. L’importo minimo finanziabile è di 2.400,00€ e non può superare la soglia di 10.000,00€. Il contributo concedibile è pari al 50% della spesa ammessa. Per poter leggere per intero il testo del bando e recuperare i moduli, consulta il sito della Regione Piemonte Contattati a info@3bee.it per avere informazioni dettagliate e per ricevere un preventivo personalizzato.

Contributi regionali per l’apicoltura in Toscana

Anche in Toscana è finalmente possibile presentare domanda per partecipare al bando di finanziamento dell’apicoltura. Le misure specifiche sono rivolte ad apicoltori e organizzazioni di apicoltori sia per l’assistenza tecnica sia per la lotta contro la varroasi (misura A e B). Parallelamente, è aperta anche la misura C per quanto concerne la razionalizzazione della transumanza. Lo scopo del bando è migliorare la produzione e la commercializzazione del miele toscano, andando a raggiungere anche i produttori più piccoli che possono avere più difficoltà a reperire informazioni aggiornate sulle metodologie di conduzione e di lotta integrata contro malattie e parassitosi.

Beneficiari

Possono presentare domanda di finanziamento gli apicoltori in possesso di partita IVA che praticano nomadismo e ne hanno fatto regolare comunicazione presso la USL di riferimento territoriale. Può presentare domanda anche chi non detiene alveari (nuovo apicoltore o già in attività con denuncia a zero), in possesso di partita Iva, ma che si impegna allo svolgimento dell’attività apistica per almeno 5 anni. Chi presenta domanda deve essere in regola con il pagamento degli oneri previdenziali e non deve avere riportato condanne nei dieci anni precedenti alla presentazione della domanda. È inoltre necessario non essere in stato di fallimento, non aver ricevuto altri finanziamenti per le voci di spesa indicate ed essere in regola con le norme in materia di anagrafe apistica. Per chi presenta domanda per l’acquisto di alcuni materiali inclusi in misura c2.2 e c2.3, è anche obbligatorio possedere almeno 25 alveari regolarmente denunciati.

Spese ammissibili e finanziabili

Per ogni sottomisura, sono indicare specifiche spese ammissibili a contributo. Nello specifico, è indicato l’acquisto di arnie (c2.1), di macchine, attrezzature e materiali vari specifici per l’esercizio del nomadismo (c2.2) e di autocarri (c2.3). Sono previsti voci di spesa massima per singola sottomisura, ognuna delle quali ha anche una diversa soglia di finanziamento. Per l’acquisto di arnie e componenti, il contributo copre il 60% della spesa. Materiali e attrezzature sono coperti per il 50%, mentre l’acquisto di autocarri solo per il 20%. Per la sottomisura c2.1, sono inclusi materiali come arnie complete e non, portasciami, telaini, fogli cerei e trappole per il polline. Nell’attrezzatura finanziata dalla sottomisura c2.2 troviamo affumicatori, escludi regine, apiscampo, nutritori, soffiatori, carriole, muletti, gru, sistemi di monitoraggio da remoto e antifurto. La sottomisura c2.3, infine, si riferisce esclusivamente ad autocarri con portato superiore ai 35 q.li.

Modalità di presentazione della domanda

Le domande di contributo devono essere presentate solo per via telematica impiegando la modulistica resa disponibile sul sito ARTEA. Gli apicoltori hanno tempo fino alle ore 24:00 del 18 dicembre 2020. Tutte le domande presentate oltre quella data saranno considerate inammissibili al finanziamento. Ai fine della considerazione della ricevibilità o meno delle domanda fa fede la data di ricezione. La protocollazione in anagrafe ARTEA è automatizzata e associata alla registrazione delle ricezione. In testo completo del bando sarà pubblicato sul sito della regione Toscana.

Contributi regionali per l’apicoltura in Lazio

Le misure finanziate Per la regione Lazio sono aperte 3 misure: a) Assistenza tecnica agli apicoltori e alle organizzazioni di apicoltori (MISURA A) Corsi di aggiornamento e formazione rivolti a privati (Sottoazione A.1.2) – finanziata all’80% Seminari e convegni tematici (Azione A.2) – finanziata al 100% b) Razionalizzazione della transumanza (MISURA C) Acquisto arnie (Sottoazione C.2.1) – finanziata al 60% Acquisto macchine, attrezzature e materiali vari per l’esercizio del nomadismo (Sottoazione C.2.2) – finanziata al 50% c) Misure di sostegno per il ripopolamento del patrimonio apicolo dell’Unione (MISURA E) Acquisto di sciami, nuclei, pacchi d’api e api regine (Azione E.1) – finanziata al 60% Acquisto materiale per la conduzione dell’azienda apistica da riproduzione (Azione E.2) – finanziata al 60%

Soggetti beneficiari

Per quanto riguarda le azioni C.2 e E.1 ed E.2, i soggetti beneficiari sono gli apicoltori in regola con gli obblighi di identificazione e registrazione degli alveari. La misura relativa alla razionalizzazione della transumanza è ovviamente rivolta esclusivamente a chi pratica nomadismo. Inoltre, è necessario per tutti avere un fascicolo aziendale regolarmente costituito e aggiornato nel Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN). Gli apicoltori devono avere regolare partita IVA, essere iscritti alla CCIAA di riferimento, codice aziendale rilasciato dall’ASL in seguito all’iscrizione all’Anagrafe apistica, a cui corrisponde anche regolare denuncia degli alveari. È necessario, inoltre, condurre almeno 5 alveari. Solo per chi presenta domanda per l’azione C.2, nella denuncia degli alveari deve esserci chiara evidenza dell’esercizio del nomadismo.

Razionalizzazione della transumanza

Nella misura relativa alla razionalizzazione della transumanza, sono previste due sottoazioni differenti. La sottoazione C.2.1 prevede l’acquisto di arnie, arniette e telai, da nido e da melario. Il contributo copre il 60% della spesa sostenuta. Parallelamente, la sottoazione C.2.2 copre il 50% delle spese sostenute per l’acquisto di macchine, attrezzature e materiali vari di stretta pertinenza all’esercizio del nomadismo. Per ogni tipologia di spesa è indicato un costo massimo e per alcune di esse è previsto anche il possesso di un certo numero di alveari regolarmente denunciati, come ad esempio per l’acquisto di carriole, rimorchi, sponde idrauliche e muletti. Tutto il materiale non consumabile deve essere conservato in azienda per minimo 5 anni (arnie e attrezzature simili) o 10 anni (macchinari a uso specifico).

Documenti da allegare alla domanda di finanziamento

La documentazione che deve essere allegata alla domanda di finanziamento è la seguente: Copia ultima denuncia di detenzione degli alveari Elenco attrezzature e macchinari da acquistare, con relative schede tecniche e relativi prezzi al netto dell’IVA., con confronto di almeno 3 preventivi di fornitori differenti Idonea documentazione per chi desidera usufruire del punteggio per l’esercizio di attività di impollinazione Dichiarazione relativa alle priorità, conforme al modello Allegato 2 del Bando – Priorità azioni C.2/E.1/E.2 Autocertificazione relativa alla provenienza e alla destinazione delle api da acquistare Modalità presentazione della domanda Chi desidera presentare domanda di finanziamento deve utilizzare il modello predisposto da AGEA e reperibile sul portale del SIAN www.sian.it.

OCM Miele Lombardia: finanziamenti per l’apicoltura

Il bando per i contributi per l’apicoltura in Lombardia è ora aperto. Il 4 novembre, infatti, è stato pubblicato ufficialmente il bando OCM Miele per la regione Lombardia. Gli apicoltori lombardi potranno quindi presentare, nel corso delle prossime settimane, le loro domande di finanziamento. Le misure finanziate sono rivolte sia a produttori apistici singoli sia ad associazioni di produttori apistici. Assistenza tecnica e formazione professionale La misura A è relativa all’assistenza tecnica e alla formazione professionale degli apicoltori. In questa misura sono comprese le spese per aggiornamento dei tecnici seminari sussidi didattici, abbonamenti, schede ed opuscoli informativi assistenza tecnica alle aziende I beneficiari di questa misura sono esclusivamente le associazioni apistiche, che ottengono un diverso finanziamento in base alle azioni considerate.

I Beneficiari

I beneficiari delle misure B e C sono i produttori apistici con sede legale in Lombardia. Devono possedere regolare partita iva e avere alveari registrati secondo la normativa vigente. Se possiedono la sede legale nelle Aree Svantaggiate di Montagna, è sufficiente possedere almeno 40 alveari regolarmente denunciati. Per tutti gli altri, la soglia minima di alveari è 80. Questi apicoltori devono anche avere un fascicolo aziendale aperto e aggiornato in Sis.Co. Nel caso specifico della misura C, è ovviamente necessario praticare nomadismo. Presentazione della domanda Condizione necessaria per poter presentare la propria domanda di contributo è avere costituito e aver aggiornato il proprio fascicolo aziendale presso l’Organismo Pagatore della Lombardia. La domanda deve essere presentata esclusivamente per via telematica compilando la domanda informatizzata, disponibile nel Sistema Informatico delle Conoscenze della Regione Lombardia (SisCo).

Acquisto di strumenti per la gestione degli alveari

Nelle spese per la razionalizzazione della transumanza sono compresi anche i nostri sistemi di monitoraggio da remoto. Le nostre bilance e i nostri antifurto consentono una migliore e più razionale gestione dell’attività apistica, soprattutto in caso di nomadismo. Avendo sempre sotto controllo le proprie api, si possono programmare visite e interventi mirati, evitando viaggi a vuoto e risparmiando tempo. I dispositivi di monitoraggio ti permetteranno anche di avere preziose informazioni sulla produzione e sul consumo delle scorte, oltre allo stato della colonia. Sul tuo profilo potrai organizzare il tuo lavoro, inserire note, programmare attività e impostare anche soglie di avviso. Con i dispositivi antifurto è poi possibile proteggere le proprie casse e monitorarle in caso di furto. Non appena il sistema rileva un movimento o una vibrazione anomala, ti vengono inviati allarmi specifici tramite SMS e email. Entrando nell’app, potrai direttamente seguire gli spostamenti della casa.

Di Elena 3BeeSeptember 15th, 2020Condividi

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