Clima: il mondo affronta la settimana più calda di sempre

    Il nostro pianeta sta affrontando la settimana più calda mai registrata, un segnale allarmante del cambiamento climatico in corso. Scopri quali sono le conseguenze sulla biodiversità e quali misure dobbiamo adottare per preservarla di fronte al cambiamento climatico.
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    Il ritorno di El Niño

    Il ritorno di El Niño

    Il mondo intero sta affrontando un periodo di caldo estremo. Siccità in Europa e in Nord Africa, incendi in Australia, inondazioni in Pakistan sono, purtroppo, solo alcuni degli effetti di El Niño, un fenomeno che consiste nel riscaldamento delle acque nell’Oceano Pacifico meridionale, provocando così effetti di surriscaldamento aggiuntivi in tutto il mondo. Nello specifico, la parte centrale della superficie dell’Oceano Pacifico registra un aumento di temperatura di almeno 0,5°C per almeno cinque mesi e questo causa eventi meteorologici molto intensi su scala planetaria. L’ultima comparsa di El Niño si è verificata nel 2016, definito come l’anno con l’estate più calda di sempre e con conseguenze disastrose a livello mondiale. Ma ora El Niño è tornato e il 2023 potrebbe rubare il primato, diventando l’anno più caldo di sempre.

    Temperature da record

    Temperature da record: situazione allarmante in Europa

    Il Copernicus Climate Change Service - il programma di monitoraggio della crisi climatica dell’UE - ha raccolto dei dati allarmanti: giugno 2023 è stato il più caldo di sempre, dopo un maggio che si è rivelato il secondo per temperature a livello mondiale. Oltre a El Niño, anche il surriscaldamento del nostro pianeta causato dall’aumento delle concentrazioni di gas serra in atmosfera contribuisce a rendere il 2023 un anno da record a livello di temperature. L’Accordo di Parigi ha fissato i limiti di 1,5°C e 2°C come obiettivi per la temperatura media del pianeta entro la fine del secolo, ma li abbiamo già raggiunti. L’Europa, in particolare, si sta surriscaldando a velocità doppia rispetto alle medie globali. Nel 2022 ha infatti superato il limite superiore fissato dall’Accordo di Parigi, con una temperatura media di 2,3°C più alta rispetto ai livelli pre-industriali, con una serie di conseguenze ben visibili in termini di salute, risorse idriche, sicurezza alimentare e non solo.

    Organizzazione Meteorologica Mondiale

    Il rapporto dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale

    Nel rapporto dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale di maggio si evince che c’è una probabilità del 98% che almeno uno dei cinque anni tra il 2023 e il 2027 sarà il più caldo di sempre. E una probabilità del 66% che la temperatura globale media, nello stesso periodo, superi di oltre 1,5°C i livelli preindustriali per almeno un anno. “Questo rapporto non significa che supereremo permanentemente il livello di 1,5°C specificato nell’Accordo di Parigi. Tuttavia, l’Omm sta lanciando l’allarme che supereremo temporaneamente il livello di 1,5°C con frequenza crescente”, ha affermato il Segretario Generale dell’Organizzazione meteorologica mondiale Petteri Taalas. “Si prevede che nei prossimi mesi si svilupperà un riscaldamento di El Niño e questo si combinerà con il cambiamento climatico indotto dall’uomo per spingere le temperature globali in un territorio inesplorato. Ciò avrà ripercussioni di vasta portata per la salute, la sicurezza alimentare, la gestione dell’acqua e l’ambiente.”

    alte temperature Italia

    Alte temperature: la situazione in Italia

    In Italia, l’ondata di caldo record sta mettendo in pericolo il paese. I termometri stanno raggiungendo punte di 36°C, fino ad arrivare a 40°C nelle giornate più calde e prevalentemente nelle zone del sud. Le previsioni indicano che le temperature aumenteranno ulteriormente, fino a raggiungere i 45°C in alcune zone. Questa ondata di calore potrebbe diventare una delle più intense mai sperimentate in Italia. “Le temperature da record sulla terraferma e negli oceani hanno impatti potenzialmente devastanti sugli ecosistemi e sull’ambiente”, afferma l'ONU, e “evidenziano i cambiamenti di vasta portata che si stanno verificando nel sistema terrestre come risultato del cambiamento climatico indotto dall’uomo”. Stiamo vivendo la settimana più calda mai registrata ed è importante riflettere su questo tema: dobbiamo agire rapidamente per preservare il nostro pianeta e mitigare gli effetti del cambiamento climatico, proteggendo l’ambiente e gli ecosistemi globali.

    Le conseguenza sulla biodiversità

    Le conseguenza sulla biodiversità

    In questo contesto, gli effetti sulla biodiversità sono molteplici e preoccupanti. La siccità e le temperature elevate influiscono sulla biodiversità alterando i fiori, con un impatto diretto sugli insetti impollinatori e un conseguente calo delle popolazioni, fino ad arrivare a una riduzione della riproduzione delle piante: una vera e propria minaccia per la biodiversità e gli ecosistemi. Uno studio scientifico ha dimostrato che la siccità porta a una riduzione delle risorse floreali disponibili per gli impollinatori, con un minor numero di fiori contenenti nettare. Questi effetti a cascata sottolineano l'importanza di adottare misure per preservare la biodiversità di fronte al cambiamento climatico e alla siccità.

    Oasi 3Bee

    Oasi 3Bee per mitigare gli effetti del cambiamento climatico

    In quest'ottica, 3Bee sta promuovendo la creazione del primo corridoio ecologico di privati visibile dallo spazio: le Oasi della Biodiversità. L'obiettivo è creare habitat di biodiversità urbana e agroforestale che forniscano rifugi per gli impollinatori e flora autoctona. Luoghi certificati e monitorati grazie alla tecnologia 3Bee, il cui impatto è costantemente tracciabile e supportato da importanti partner di ricerca che sostengono il progetto di rigenerazione. Le Oasi della Biodiversità prevedono anche la messa a dimora di alberi nettariferi, che contribuiscono a mitigare gli effetti del cambiamento climatico assorbendo parte della CO2 presente in atmosfera e promuovendo la rigenerazione del suolo. Vuoi saperne di più? Contattaci per approfondire il progetto Oasi e iniziare il tuo percorso verso la biodiversità.

    Di Elena Fraccaro13 luglio 2023
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    Domande Frequenti

    Hai dei dubbi o altre curiosità su questo articolo? Qui troverai spunti

    Che cos'è El Niño?

    El Niño è un fenomeno che consiste nel riscaldamento delle acque nell’Oceano Pacifico meridionale, provocando così effetti di surriscaldamento aggiuntivi in tutto il mondo. Nello specifico, la parte centrale della superficie dell’Oceano Pacifico registra un aumento di temperatura di almeno 0,5°C per almeno cinque mesi e questo causa eventi meteorologici molto intensi su scala planetaria. L’ultima comparsa di El Niño si è verificata nel 2016, definito come l’anno con l’estate più calda di sempre e con conseguenze disastrose a livello mondiale. Ma ora El Niño è tornato e il 2023 potrebbe rubare il primato, diventando l’anno più caldo di sempre.

    Cos'ha riscontrato il Copernicus Climate Change Service?

    Il Copernicus Climate Change Service - il programma di monitoraggio della crisi climatica dell’UE - ha raccolto dei dati allarmanti: giugno 2023 è stato il più caldo di sempre, dopo un maggio che si è rivelato il secondo per temperature a livello mondiale. Oltre a El Niño, anche il surriscaldamento del nostro pianeta causato dall’aumento delle concentrazioni di gas serra in atmosfera contribuisce a rendere il 2023 un anno da record a livello di temperature. L’Accordo di Parigi ha fissato i limiti di 1,5°C e 2°C come obiettivi per la temperatura media del pianeta entro la fine del secolo, ma li abbiamo già raggiunti. L’Europa, in particolare, si sta surriscaldando a velocità doppia rispetto alle medie globali. Nel 2022 ha infatti superato il limite superiore fissato dall’accordo di Parigi, con una temperatura media di 2,3°C più alta rispetto ai livelli pre-industriali, con una serie di conseguenze ben visibili in termini di salute, risorse idriche, sicurezza alimentare e non solo.

    Caldo record: qual è la situazione in Italia?

    In Italia, l’ondata di caldo record sta mettendo in pericolo il paese. I termometri stanno raggiungendo punte di 36°C, fino ad arrivare a 40°C nelle giornate più calde e prevalentemente nelle zone del sud. Le previsioni indicano che le temperature aumenteranno ulteriormente, fino a raggiungere i 45°C in alcune zone. Questa ondata di calore potrebbe diventare una delle più intense mai sperimentate in Italia. “Le temperature da record sulla terraferma e negli oceani hanno impatti potenzialmente devastanti sugli ecosistemi e sull’ambiente”, afferma l'ONU, e “evidenziano i cambiamenti di vasta portata che si stanno verificando nel sistema terrestre come risultato del cambiamento climatico indotto dall’uomo”. Stiamo vivendo la settimana più calda mai registrata ed è importante riflettere su questo tema: dobbiamo agire rapidamente per preservare il nostro pianeta e mitigare gli effetti del cambiamento climatico, proteggendo l’ambiente e gli ecosistemi globali.

    Quali sono le conseguenze sulla biodiversità?

    In questo contesto, gli effetti sulla biodiversità sono molteplici e preoccupanti. La siccità e le temperature elevate influiscono sulla biodiversità alterando i fiori, con un impatto diretto sugli insetti impollinatori e un conseguente calo delle popolazioni, fino ad arrivare a una riduzione della riproduzione delle piante: una vera e propria minaccia per la biodiversità e gli ecosistemi. Uno studio scientifico ha dimostrato che la siccità porta a una riduzione delle risorse floreali disponibili per gli impollinatori, con un minor numero di fiori contenenti nettare. Questi effetti a cascata sottolineano l'importanza di adottare misure per preservare la biodiversità di fronte al cambiamento climatico e alla siccità.

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