Città e spazi urbani per gli insetti impollinatori

    Città e natura possono fondersi in armonia grazie alla creazione di spazi urbani biodiversi e all'adozione di soluzioni innovative per supportare api e farfalle a prosperare negli ambienti urbani. Scopri in questo articolo come le città possono trasformarsi in rifugi vitali per gli impollinatori.
    Città e spazi urbani per gli insetti impollinatori

    PROTEGGIAMO LE API

    città parco verde

    Le città come luoghi di biodiversità per gli impollinatori

    Molte specie di insetti impollinatori come api, farfalle e sirfidi sono in declino, in gran parte a causa della distruzione dell’habitat causata dalla conversione dei terreni naturali in campi agricoli e dall’urbanizzazione. Sebbene le città siano generalmente considerate meno ricche di biodiversità rispetto alle aree rurali, una nuova ricerca rileva che le aree urbane potrebbero effettivamente svolgere un ruolo chiave nel preservare le comunità di impollinatori. Esse infatti sono ricche di luoghi abbandonati in cui non vi è alcuna gestione del verde e che, negli anni, sono stati riconquistati dalla natura. Questi luoghi possono diventare un rifugio per molti animali per cui viene a crearsi un habitat eterogeneo con svariate essenze vegetali che forniscono loro il nutrimento di cui hanno bisogno. Queste aree rinaturalizzate oltre a fungere da riparo per gli impollinatori, possono essere utilizzate dalle persone per rilassarsi, osservare la natura e perché no, giocare con i bambini.

    lavanda

    Tetti e balconi per gli impollinatori

    Ma allora quali sono i luoghi più adatti per ospitare gli impollinatori in città? Partiamo dai luoghi privati, in cui ogni singolo cittadino può contribuire a rendere la propria città e la propria casa un luogo più attrattivo ed ospitale per gli impollinatori. Alcuni esempi possono essere i tetti verdi o i balconi con fioriture ad alta capacità nettarifera e pollinifera. A molti piace avere tanti bei fiori colorati e profumati sul balcone, ma allora perché non sfruttare questa passione per aumentare la biodiversità in città? Questa ricetta, ad esempio, consiste nel piantare piante idonee allo scopo come lavanda, rosmarino e calendula, evitando le specie vegetali prettamente ornamentali, come i famosi gerani o i tulipani.

    corridoio verde

    Corridoi verdi per gli impollinatori in città

    In ambito pubblico, invece, i comuni possono aumentare i corridoi verdi, come i viali alberati e le fasce di fiori selvatici tra un giardino e l’altro o lungo i cigli stradali. Questi luoghi sono fondamentali per creare una rete tra le aree verdi, mettendole in comunicazione e permettendo agli impollinatori di potersi spostare, evitando il confinamento in un solo luogo. Altre aree urbane che ben si prestano alla creazione di habitat per molti impollinatori sono i grandi spazi verdi più o meno estesi quali parchi, giardini pubblici o addirittura orti.

    prato con fiori

    I diversi habitat che si possono ricreare nelle aree urbane

    Gli impollinatori sono tantissimi e appartengono ad altrettante specie diverse, ognuna delle quali ha determinate esigenze di habitat. In aggiunta, per molti di essi, sono necessari habitat diversi per completare il ciclo vitale. Per questo motivo nella progettazione di un’area dedicata a questo scopo è importante inserire strutture e zone anche molto diverse fra loro. I prati fioriti sono sicuramente uno dei luoghi maggiormente visitati dagli insetti. La loro ricchezza di specie vegetali costituisce una fondamentale fonte di nutrimento. Tuttavia, il prato fiorito è poco utile se nelle vicinanze non ci sono strutture idonee alla loro nidificazione. Queste possono essere costituite da cumuli di rami secchi e pietre, muretti a secco non intonacati, tronchi di legno morto e terreni sabbiosi o friabili. In questo contesto gli impollinatori hanno la possibilità di nidificare in estate, proteggersi dai predatori e svernare.

    papaveri

    Quali piante utilizzare

    Le piante da preferire sono quelle nettarifere/pollinifere, in grado cioè, di produrre un’elevata quantità di nettare e polline, alimenti essenziali per adulti e larve. Qui possiamo impiegare piante erbacee annuali o perenni, come i papaveri, rampicanti, come l’edera, arbustive, come il rosmarino e alberi di grandi dimensioni come il castagno. L’importante è la diversificazione: avere fiori di colori, dimensioni e forme diverse per permettere a tutti gli impollinatori di nutrirsi. Infatti, molte api selvatiche sono specialiste, cioè, sono in grado di nutrirsi solamente su una o limitate specie di piante. Garantire a tutti la possibilità di trovare le risorse nutritive è dunque fondamentale per evitare l’estinzione di alcune specie. Un altro aspetto da valutare è il periodo di fioritura. Alcuni impollinatori sono attivi già da marzo, mentre altri solamente a fine estate. È dunque importante mettere a dimora piante con fioriture scalari che si alternano durante i vari periodi dell’anno.

    Oasi 3Bee

    Rigenerazione urbana: alcuni esempi

    Alcuni esempi positivi di rigenerazione urbana sono le Oasi della biodiversità di 3Bee in cui gli impollinatori trovano sia nutrimento che siti di nidificazione. A Milano ne sono state collocate dieci differenti all’interno di terreni privati e comunali con l’obiettivo di aumentare la biodiversità e il verde in città. Queste sono vere e proprie nicchie ecologiche, ambienti ospitali per gli impollinatori dalle dimensioni comprese tra i 0.5 e i 5 ettari in cui sono stati piantati circa diecimila nuovi alberi e piante. Inoltre la particolarità delle Oasi di 3Bee sono le strutture tecnologiche che vengono inserite al loro interno. Attraverso rilevazioni satellitari e sensori acustici è infatti possibile monitorare lo stato di salute dell’area vegetale e dei suoi ospiti: gli impollinatori.

    Articolo curato da Caterina Massa

    Di Elena Fraccaro6 dicembre 2023
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    Domande Frequenti

    Hai dei dubbi o altre curiosità su questo articolo? Qui troverai spunti

    Perché le città sono importanti per gli impollinatori?

    Molte specie di insetti impollinatori come api, farfalle e sirfidi sono in declino, in gran parte a causa della distruzione dell’habitat causata dalla conversione dei terreni naturali in campi agricoli e dall’urbanizzazione. Sebbene le città siano generalmente considerate meno ricche di biodiversità rispetto alle aree rurali, una nuova ricerca rileva che le aree urbane potrebbero effettivamente svolgere un ruolo chiave nel preservare le comunità di impollinatori. Esse infatti sono ricche di luoghi abbandonati in cui non vi è alcuna gestione del verde e che, negli anni, sono stati riconquistati dalla natura. Questi luoghi possono diventare un rifugio per molti animali per cui viene a crearsi un habitat eterogeneo con svariate essenze vegetali che forniscono loro il nutrimento di cui hanno bisogno. Queste aree rinaturalizzate oltre a fungere da riparo per gli impollinatori, possono essere utilizzate dalle persone per rilassarsi, osservare la natura e perché no, giocare con i bambini.

    Dove si possono ospitare gli impollinatori in città?

    Ma allora quali sono i luoghi più adatti per ospitare gli impollinatori in città? Partiamo dai luoghi privati, in cui ogni singolo cittadino può contribuire a rendere la propria città e la propria casa un luogo più attrattivo ed ospitale per gli impollinatori. Alcuni esempi possono essere i tetti verdi o i balconi con fioriture ad alta capacità nettarifera e pollinifera. A molti piace avere tanti bei fiori colorati e profumati sul balcone, ma allora perché non sfruttare questa passione per aumentare la biodiversità in città? Questa ricetta, ad esempio, consiste nel piantare piante idonee allo scopo come lavanda, rosmarino e calendula, evitando le specie vegetali prettamente ornamentali, come i famosi gerani o i tulipani.

    Quali habitat si possono ricreare nelle aree urbane?

    Gli impollinatori sono tantissimi e appartengono ad altrettante specie diverse, ognuna delle quali ha determinate esigenze di habitat. In aggiunta, per molti di essi, sono necessari habitat diversi per completare il ciclo vitale. Per questo motivo nella progettazione di un’area dedicata a questo scopo è importante inserire strutture e zone anche molto diverse fra loro. I prati fioriti sono sicuramente uno dei luoghi maggiormente visitati dagli insetti. La loro ricchezza di specie vegetali costituisce una fondamentale fonte di nutrimento. Tuttavia, il prato fiorito è poco utile se nelle vicinanze non ci sono strutture idonee alla loro nidificazione. Queste possono essere costituite da cumuli di rami secchi e pietre, muretti a secco non intonacati, tronchi di legno morto e terreni sabbiosi o friabili. In questo contesto gli impollinatori hanno la possibilità di nidificare in estate, proteggersi dai predatori e svernare.

    Quali sono gli esempi positivi di rigenerazione urbana?

    Alcuni esempi positivi di rigenerazione urbana sono le Oasi della biodiversità di 3Bee in cui gli impollinatori trovano sia nutrimento che siti di nidificazione. A Milano ne sono state collocate dieci differenti all’interno di terreni privati e comunali con l’obiettivo di aumentare la biodiversità e il verde in città. Queste sono vere e proprie nicchie ecologiche, ambienti ospitali per gli impollinatori dalle dimensioni comprese tra i 0.5 e i 5 ettari in cui sono stati piantati circa diecimila nuovi alberi e piante. Inoltre la particolarità delle Oasi di 3Bee sono le strutture tecnologiche che vengono inserite al loro interno. Attraverso rilevazioni satellitari e sensori acustici è infatti possibile monitorare lo stato di salute dell’area vegetale e dei suoi ospiti: gli impollinatori.

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