Quello che c’è da sapere su vespe e calabroni in Italia
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    Quello che c’è da sapere su vespe e calabroni in Italia

    Calabroni e vespe sono spesso temuti, ma essenziali per l'equilibrio ecologico. Ecco la loro biologia, il ruolo negli ecosistemi italiani e alcune curiosità. Conoscerli meglio ci può aiutare a gestirne la presenza in modo consapevole e a proteggere la biodiversità.

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    04/10/2024Di 3Bee, Anna Beretta
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    04/10/2024Di 3Bee, Anna Beretta
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    Calabroni: abitanti delle città

    Roma. Agosto. È un caldo e pacifico pomeriggio estivo quando un ronzio intenso e persistente turba il silenzio. È un calabrone: allarme! Scene simili sono all’ordine del giorno in diverse città italiane durante il periodo tardo estivo quando le popolazioni dei calabroni raggiungono il loro picco ed è frequente imbattercisi. Certamente non sono tra i più amabili vicini di casa essendo insetti pungitori che difendono attivamente il loro nido quando potenziali intrusi vi si avvicinano, ma svolgono anche ruoli importanti a livello ecosistemico. I calabroni sono insetti dell’ordine degli imenotteri appartenenti al genere Vespa e sono animali sociali, come api da miele e formiche. Vivono in colonie annuali e, a seconda della specie, costruiscono nidi in cavità naturali o artificiali, su alberi o pali della luce, nei giardini o negli edifici. Quindi le città, con le loro numerose nicchie, sono un luogo di residenza ideale per tali organismi.

    nido di calabrone europeo

    Tipi di Vespa in Italia

    Attualmente in Italia vivono 3 specie di calabroni: il calabrone europeo, Vespa crabro, è la specie nativa della nostra area geografica, esclusa la Sardegna dove è annoverata come specie aliena. Il calabrone orientale, Vespa orientalis, endemica del sud Italia e dell’area mediterranea, è una specie neonativa perché negli ultimi anni sta espandendo il suo areale verso nord, colonizzando aree in cui prima non era presente. E infine, l’ultima arrivata: il calabrone asiatico dalle zampe gialle, Vespa velutina; si tratta di una specie aliena invasiva proveniente dal sud est asiatico. Introdotta accidentalmente in Francia nel 2004, è presente in Italia dal 2012 e rappresenta un flagello per l’apicoltura essendo una vorace predatrice di api da miele. Le tre specie pur presentando caratteristiche comuni, nel ciclo vitale come nella dieta, si differenziano per morfologia e tratti comportamentali che ne determinano il diverso impatto sull’ecosistema e sulle attività umane.

    calabrone europeo
    XNatura

    Il ciclo biologico dei calabroni

    Le colonie di tutti i calabroni sono formate da individui suddivisi in 2 caste: operaie e riproduttori. Le prima è la più numerosa e comprende sole femmine sterili; mentre i secondi, maschi e femmine, compaiono in gran numero solo nel periodo riproduttivo. Per la maggior parte del ciclo coloniale nel nido si trova una sola regina fertile, madre e fondatrice della colonia. In autunno la giovane regina appena fecondata va in letargo ed emerge solo con l’arrivo dei primi tepori primaverili quando è il momento di fondare un nuovo nido. Con polpa di legno e acqua, la fondatrice realizza un involucro di carta grande quanto una pallina da ping pong che protegge le cellette dove depone le uova. Le prime operaie sfarfallano e il nido si ingrandisce fino a raggiugere notevoli dimensioni: quasi un metro di diametro, a seconda della specie. A fine estate, vengono allevati i nuovi riproduttori e dal loro accoppiamento avrà inizio un nuovo ciclo.

    nido vespa velutina

    Cosa mangiano i calabroni

    Una dieta bilanciata è importante per gli umani come per i calabroni. Tutti gli imenotteri, come api, formiche e vespe, hanno una dieta a base di proteine durante le fasi di sviluppo larvale, mentre da adulte si nutrono di zuccheri per soddisfare il loro fabbisogno energetico. Se per le api l’alimentazione proteica delle larve è a base di polline, per le vespe, tra cui i calabroni, l’apporto proteico larvale è soddisfatto da proteine animali. Tali insetti sono infatti predatori di altri invertebrati pur non disdegnando, a volte, il prosciutto di panini lasciati incustoditi. I calabroni sono predatori generalisti e hanno un ruolo fondamentale nell’ecosistema: contribuiscono a mantenere sotto controllo le popolazioni degli altri insetti, inclusi quelli dannosi. D’altro canto però, anche gli insetti utili sono potenziali prede.

    cibo di vespe e calabroni
    XNatura

    Perché i calabroni attaccano le api

    I calabroni amano nutrirsi delle api da miele perché gli alveari, popolati da decine di migliaia di individui, rappresentano dei supermercati ricchi di proteine da cui poter facilmente attingere. Tuttavia, l’efficacia predatoria varia a seconda delle specie. Se V. crabro e V. orientalis sono considerati predatori miti, lo stesso non si può dire di V. velutina che esercita su Apis mellifera un’intensa pressione predatoria. V. velutina, nel suo nuovo areale di distribuzione ha trovato nell’ape europea una facile preda poiché non avendo una storia evolutiva condivisa l’ape non è in grado di difendersi. Il calabrone dalle zampe gialle caccia mantenendosi in volo librato davanti alle arnie, acciuffando le api operaie di ritorno dai voli di foraggiamento e le api, non riuscendo a sfuggirgli, presto smettono di uscire dall’alveare portando la colonia ad un blocco dell'attività.

    calabrone zampe gialle in caccia
    3Bee

    Il calabrone dalle zampe gialle nel suo ambiente naturale

    In Asia, al contrario, le api native della specie Apis cerana si difendono efficacemente dagli attacchi di V. velutina esibendo comportamenti intimidatori collettivi risultato di millenni di coevoluzione tra preda e predatore. Quando il calabrone è in caccia mantenendosi in volo librato davanti all’arnia, decine di api sul predellino dell’alveare scuotono ali e addome in maniera coordinata emettendo un forte ronzio e allontanando il predatore. Quando questi, malgrado l‘avvertimento, prova ad avvicinarsi viene ricoperto da una palla di api che fanno vibrare i muscoli delle ali generando un calore tale da cuocere il calabrone. Questo comportamento è chiamato heat-balling e sebbene sia stato osservato anche in A.mellifera, nella specie europea non ha la medesima efficacia che nel caso delle cugine asiatiche.

    vespa velutina

    Come contrastare Vespa velutina

    V. velutina, come tutte le specie esotiche invasive va contenuta perché rappresenta una minaccia per la biodiversità, oltre che per l’apicoltura e la salute. Le pratiche di gestione di tali specie sono regolamentate a livello europeo e prevedono il monitoraggio della presenza della specie, il contenimento e, quando possibile l’eradicazione. Nel nostro paese è attiva una rete di monitoraggio nazionale rappresentata da StopVelutina, che lavora in sinergia con progetti a livello regionale come nel caso di Piemonte, Liguria e Toscana, aree di distribuzione attuale della specie. Il monitoraggio è fondamentale per il contenimento della specie che si effettua tramite l’individuazione e la neutralizzazione dei nidi. Sfortunatamente l’eradicazione dei vespidi sociali è molto difficile e, per quanto riguarda il calabrone asiatico dalle zampe gialle, è avvenuta con successo solo a Maiorca, dove la specie si trovava confinata.

    monitoraggio

    Grazie a vespe e calabroni abbiamo il vino

    Tra i vantaggi associati alla presenza dei calabroni ce n’è uno particolarmente inaspettato: la produzione del vino. Calabroni e vespe, infatti, nutrendosi degli acini maturi dell’uva contribuiscono al trasferimento sulle bucce di Saccharomyces cerevisiae, il lievito responsabile della fermentazione del mosto. L’intestino dei calabroni agisce come serbatoio naturale per le cellule del lievito che vengono ingerite dalle regine svernanti, custodite dall'autunno alla primavera e trasmesse alla progenie. Uno studio del 2016 ha persino dimostrato come S. cerveisiae sia in grado di riprodursi sessualmente all’interno del ventre dei vespidi sociali aumentando così la sua variabilità genetica e, con essa, l’adattamento ad ambienti fermentativi in continua evoluzione agendo da prezioso alleato per le aziende vinicole.

    vigna

    Conclusione

    I calabroni e le vespe, spesso percepiti come minacce, hanno un ruolo cruciale negli ecosistemi italiani. Nella complessità degli ecosistemi tutti i componenti hanno un ruolo e, sebbene possa essere poco evidente all'occhio umano o persino fastidioso, ognuno di essi contribuisce a mantenere il delicato equilibrio naturale. Conoscere meglio queste specie, dalla loro ecologia al loro comportamento, ci permette di gestirne la presenza in modo più consapevole e di apprezzare il loro valore ecologico andando oltre il timore che ci suscitano.

    equilibrio ecosistemico
    04/10/2024Di 3Bee, Anna Beretta
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