Oltre il Greenwashing: Beewashing
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    Oltre il Greenwashing: Beewashing

    La trappola del "Beewashing" e perché le api mellifere possono essere un problema se introdotte in modo incontrollato e inconsapevole? Le api mellifera sono ottimi bioindicatori, ma non hanno rilevanza in termini di biodiversità, anzi...potrebbero addirittura danneggiarla!

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    09/03/2024Di 3Bee, 3Bee
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    09/03/2024Di 3Bee, 3Bee
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    Cos'è il Beewashing

    Se fino a ieri eravamo abituati a difenderci dal Greenwashing, quella patina di sostenibilità di facciata che molte aziende usano per nascondere pratiche poco etiche, oggi una nuova minaccia comunicativa si affaccia sul mercato: il Beewashing. Spesso mosse da buone intenzioni o consigliate da strategie di marketing semplicistiche, molte aziende stanno mettendo alveari per "salvare il pianeta". Tuttavia, la scienza ci dice che questa pratica non solo è inutile per la biodiversità, ma può essere addirittura dannosa, trasformando l'ape mellifera da simbolo di natura a involontario agente di squilibrio ecologico. Quindi come fare? abbandoniamo le api?

    Api da miele = Miele

    Spesso assistiamo a una semplificazione eccessiva dell'impegno ambientale, focalizzata esclusivamente sull'Apis mellifera ed erroneamente presentata come l'unica chiave per la biodiversità. In 3Bee, da dieci anni, ribadiamo che in natura esistono decine di migliaia di impollinatori selvatici, non solo quelli da miele. Molte aziende installano arnie in sede per produrre vasetti brandizzati, convinte di proteggere gli impollinatori. Sebbene produrre il proprio miele sia legittimo e l'installazione di apiari abbia un innegabile valore educativo, questa azione non equivale a salvare l'ecosistema. Quindi? Cosa fare?

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    Dati, non promesse: come rigenerare davvero

    Il greenwashing, il beewashing, i crediti di carbonio fasulli e le forestazioni di facciata hanno tutti una cosa in comune: funzionano perché mancano i dati. Se nessuno misura, nessuno può smentire. 3Bee nasce nel 2017 dalla consapevolezza che per proteggere la biodiversità serve prima di tutto conoscerla. Due dottorandi, uno in elettronica, uno in biologia, hanno sviluppato una tecnologia per monitorare lo stato di salute delle api e degli impollinatori tutti!. Da lì, l'evoluzione è stata naturale: se puoi misurare le api, puoi misurare l'intero ecosistema. 1. Misurazione. Sensori Spectrum sul campo. Dati satellitari in collaborazione con l'ESA. 17.000 siti monitorati in 21 paesi. L'Environmental Platform fornisce una fotografia accurata di un ecosistema in 15 minuti. 2. Trasparenza. Ogni intervento è tracciabile e verificabile. Non "abbiamo piantato alberi da qualche parte" ma creato Oasi!

    Salvare l'habitat, non solo l'animale

    Le api mellifere sono fondamentali per l'agricoltura produttiva e per il miele. Le aziende che vogliono fare sostenibilità non dovrebbero limitarsi a mettere un box di legno, e arnie in ufficio, ma un salto alla biodiversità a 360 gradi. Così come non dovrebbero limitarsi a piantare alberi in monocultura, o comprare crediti di CO2 perchè va di moda. Significa proteggere i prati naturali, ridurre i pesticidi, favorire la flora autoctona e ripristinare gli habitat. Solo così si salvano le api selvatiche e, di conseguenza, l'intero ecosistema. Questa è la biodiversità autentica che in 3Bee raccontiamo e tuteliamo da dieci anni.

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    I Crediti di CO2 per Moda

    Se il beewashing riguarda le api, il suo equivalente nel mondo del clima si chiama "compensazione delle emissioni". L'idea è semplice: emetti CO2, compri crediti di carbonio, e magicamente diventi "carbon neutral". È una formula che piace alle aziende. Peccato che spesso sia una bugia. Lo scandalo Verra è il caso più clamoroso. Un'inchiesta del Guardian ha rivelato che il 94% delle compensazioni legate alla foresta pluviale vendute da uno dei maggiori enti certificatori al mondo erano prive di valore. I calcoli erano gonfiati di 4 volte. Milioni di crediti venduti, milioni di tonnellate di CO2 che avrebbero dovuto essere assorbite... e che non lo sono mai state. Ma il problema è strutturale, non solo un caso di frode. Il tallone d'Achille del mercato dei crediti di carbonio sta nel fatto che il focus è su quanto un'impresa deve compensare, non sulla quantificazione effettiva della riduzione delle sue emissioni.

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    09/03/2024Di 3Bee, 3Bee
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