Come diventare un Climate Unicorn, modello per le aziende
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    Come diventare un Climate Unicorn, modello per le aziende

    Una prerogativa essenziale per posizionarsi in qualsiasi nuovo mercato è far parte di un business green o costruirne uno da zero. Chi non ha ancora compiuto questa transizione fondamentale deve ormai adeguarsi a questo nuovo e preponderante trend in quanto clienti e stakeholder vogliono realizzare.

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    05/05/2022Di Elena Fraccaro
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    05/05/2022Di Elena Fraccaro
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    La Corporate Social Responsibility prima del 2011

    Il 2011 può essere considerato un anno importante per la responsabilità sociale d’impresa. Proprio in quel periodo, infatti, si è iniziato a riportare le preoccupazioni di tutti legate alla sostenibilità all’interno del report non finanziario, o di sostenibilità. Questo documento riportava le azioni CSR intraprese fino a quel momento dal business, oltre a quelle che avrebbe implementato nei successivi 3, 5 e 20 anni dalla pubblicazione. All’epoca la sostenibilità era una nicchia per poche companies che avevano già colto il vantaggio competitivo di comunicare le proprie azioni di CSR e di attivarle, anche parzialmente. Non erano infatti ancora tangibili vere e proprie azioni indirizzate verso quella meta. Con la redazione dei report non finanziari, per la prima volta la sostenibilità uscì dalla sfera della beneficenza, riconoscendo così l’importanza di un’azione concreta e della necessità di comunicarla e raccontarla all’esterno della propria realtà.

    Il 2015 e l’Accordo di Parigi

    L’importanza che la sostenibilità ha iniziato a rivestire nel corso degli anni si è potuto notare concretamente con l’Accordo di Parigi sul clima, siglato nel 2015 e che per primo ha stabilito che il riscaldamento globale non avrebbe potuto aumentare, entro la fine del secolo, di oltre i 2°C oltre i livelli pre-industriali. Questa maggiore attenzione si è vista anche riflessa nell’operato delle aziende. Quelle che hanno redatto e pubblicato il proprio report di sostenibilità, dando una forma concreta al proprio impegno per l’obiettivo comune, sono triplicate, hanno raggiunto il 72% delle aziende in tutto il mondo.

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    La vera svolta degli ultimi 5 anni

    Solo negli ultimi 5 anni, però, si è potuto avvertire un cambiamento effettivo nel modo in cui venivano considerate le azioni intraprese a favore della sostenibilità ambientale. Questa, infatti, si è configurata sempre di più come un valore critico universalmente riconosciuto. In questi anni organizzazioni e aziende hanno accolto e adottato le guide e i criteri ESG. ESG sta per Environment, Social e Governance e non sono altro che i criteri ambientali, sociali e di governance che fungono da metro di giudizio della sostenibilità delle imprese e, di conseguenza, degli investimenti. Il rispetto degli ESG comporta la generazione di un ecosistema virtuoso dove il profitto non è più in opposizione alla sostenibilità, ma riescono a essere coniugati e a supportarsi vicendevolmente. Dal 2020, inoltre, sono state sempre di più le realtà che hanno deciso di adottare un approccio scientifico alla progettazione e realizzazione di azioni e progetti di impatto sostenibile.

    Il modello startup per affrontare il climate change

    Qual è il modo migliore in cui un’azienda dovrebbe affrontare questa sfida per il cambiamento? Come può affrontare un problema urgente, in costante cambiamento e in rapida accelerazione? A nostro avviso, la chiave è nell’adottare un approccio diverso, il modello startup di problem solving. Se le compagnie riuscissero a farlo proprio, risulterebbero non solo più efficaci nelle loro azioni, ma anche più competitive. Tutte le startup di successo, infatti, hanno un pattern comune e ricorrente e un massimo comun denominatore: un focus costante sul perché esistono, sulla loro fondazione e sul loro scopo ultimo.

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    Lo startup problem solving model

    Quello che le grandi aziende possono mettere in pratica per prioritizzare i propri obiettivi sostenibili non è altro che poche semplici, ma incisive, azioni: identificare la propria “stella polare”, ovvero la propria personale e coraggiosa visione di sostenibilità che le distingua da tutte le altre investire tempo e risorse nel coltivare i talenti aziendali e la cultura d’impresa snellire e semplificare il proprio modello operativo, con leader che siano in grado di modellare ed esemplificare una mentalità di ricerca e continua sperimentazione adottare un approccio agile al capitale di rischio, consapevoli che la commercializzazione di prodotti e servizi non avverrà dall’oggi al domani

    3Bee il partner startup abilitatore della sostenibilità

    3Bee è un partner che racchiude in sé scientificità, misurabilità e flessibilità. Nascendo come startup, ha perfetta padronanza dello startup problem solving model. Il nostro campo di azione nell’ambito della sostenibilità ambientale si focalizza sulle api, le regine della biodiversità. L’importanza delle api è sempre più oggetto di attenzioni, così come i pericoli che corrono quotidianamente. Analizzando approfonditamente le cause delle problematiche che affliggono le api, si è potuto realizzare una strategia per affrontarli, arrivando a diminuire la mortalità annuale anche del 30%. Questo si traduce in un effetto positivo su biodiversità e sostenibilità. Key results puntuali, approccio orientato al conseguimento dei propri obiettivi, flessibilità a ogni esigenza e contingenza e versatilità comunicativa fanno di 3Bee il partner ideale per il proprio progetto di sostenibilità.

    05/05/2022Di Elena Fraccaro
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