Imprese italiane e sostenibilità: a che punto siamo?
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    Imprese italiane e sostenibilità: a che punto siamo?

    Qual è l'approccio delle imprese italiane alla sostenibilità? In questo articolo analizzeremo, a partire da alcuni studi e ricerche, come la sostenibilità stia diventando una leva strategica per il business, contribuendo a gestire i rischi e ridurre i costi.

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    27/10/2023Di Elena Fraccaro
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    27/10/2023Di Elena Fraccaro
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    L’importanza della sostenibilità

    Comprendere l’importanza della costruzione di sostenibilità d’impresa significa costruire un business che punta al successo. Sviluppare strategie e pratiche sostenibili aumenta l’efficienza delle attività e dei processi aziendali, permette un uso più razionale delle risorse e una maggiore comprensione del mercato. Scegliere di integrare politiche di sostenibilità, inoltre, ha come conseguenza un incremento della reputazione dell’azienda e una maggiore soddisfazione dei dipendenti, dei clienti e degli stakeholder. Il risultato a lungo termine sarà un’azienda con un ruolo rilevante sul mercato. Le imprese italiane stanno accettando le sfide manageriali che la sostenibilità impone di affrontare?

    Impresa sostenibile

    Uno sguardo alle imprese italiane

    Per capire a che punto è la sostenibilità delle imprese italiane presentiamo i risultati della ricerca Business for the Common Good con riferimento al 2022 condotta su un campione di 213 aziende. Dynamo Academy e il Sustainability Lab SDA Bocconi hanno supportato l’indagine che ha avuto l’obiettivo di delineare il quadro generale nel nostro Paese. La ricerca ha mostrato strategie e strumenti di intervento utilizzati per portare a termine progetti sociali in comunità e territori italiani aventi come fine l’inclusione, l’equità e il sostegno della diversità. Il 59% delle imprese italiane ha istituito un Comitato ESG/Sostenibilità dimostrando interesse verso le strategie di sostenibilità. Diversificando i settori indichiamo il 71% per l’healthcare, il 69% per i trasporti, il 68% per i beni di consumo e il 65% per l’industria manifatturiera.

    Ambiente
    3Bee

    I risultati più significativi

    Il 98% delle imprese ha un consiglio di amministrazione con visibilità sui temi ESG – Environmental, Social, Governance – ossia dimensioni volte a verificare, misurare, controllare e sostenere l’impegno sostenibile dell’impresa o dell’organizzazione. L’83% delle imprese internazionali lavora per perseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile definiti nell’Agenda 2030 e il 72% delle strategie aziendali sono allineate agli SDGs. La ricerca ha sottolineato come il 37% delle imprese italiane abbia aderito al programma delle Nazioni Unite per l’adozione di politiche sostenibili e per rendere pubblici i risultati delle azioni intraprese. Il 44% delle aziende campione ha affermato di redigere un piano strategico e d’azione personale in tema di sostenibilità (69% nel settore trasporti, 59% nel settore dei beni di consumo e 55% nel settore dell’energia.

    Le conclusioni della ricerca

    Tutte le aziende analizzate utilizzano lo standard di rendicontazione GRI per riportare gli impatti economici, sociali e ambientali e misurare la compliance ESG delle aziende. Definire criteri ESG consente di ottenere dei rating di performance che sono elaborati tramite processi di analisi che rispettano i parametri di valutazione internazionali. Nel campione l’8% ha un rating di sostenibilità. I dati riportati hanno l’obiettivo di invitare ad una riflessione sulle tendenze, le partnership, i casi di business per sviluppare e potenziare il ruolo delle imprese come forza motrice del bene della società e come spinta per generare impatto sul territorio. I leader aziendali devono approfittare di questa opportunità di networking che ha coinvolto le imprese più grandi (il 96% delle imprese campione hanno un fatturato superiore a 50 milioni di euro) e di maggiore impatto in Italia che abbiamo visto essere guidate da strategie di investimento sociale.

    3Bee

    I dati ISTAT sulle pratiche sostenibili

    Per approfondire l’approccio alla sostenibilità delle imprese italiane prendiamo in esame i risultati di un’indagine ISTAT sulle pratiche sostenibili delle aziende nel 2022 e nel biennio 2023/2025 con particolare rilievo dato alle imprese manifatturiere. Il 59,5% delle aziende ha intrapreso azioni di sostenibilità. Di queste, il 50,3% ha adottato azioni di tutela ambientale, il 44,6% di sostenibilità sociale e il 36,8% di sostenibilità economica. L’indagine sottolinea che ad essere maggiormente attive in termini di pratiche sostenibili siano le grandi imprese con un 81,5% contro il 36,1% delle piccole imprese. Quest’ultime devono ancora comprendere le potenzialità della finanza sostenibile, ma si tratta di una consapevolezza da acquisire il prima possibile dato che la mancanza di informazioni sull’attenzione delle Pmi italiane alle tematiche di sostenibilità sta diventando un problema sempre più rilevante per gli investitori italiani e stranieri.

    Sostenibilità ambientale

    Pmi italiane, un problema da risolvere

    L’assenza di una normativa specifica non aiuta le piccole e medie imprese ad abbracciare la sostenibilità come obiettivo da perseguire. Solo per le imprese con più di 500 dipendenti c’è l’obbligo di rendicontare le informazioni di natura non finanziaria (Decreto Legge 30 dicembre 2016, numero 254). Nessun Bilancio Sociale, di sostenibilità né rendicontazione aziendale in termini di impatto sulla comunità e sull’ambiente per le Pmi che si ritrovano oggetto di una grave mancanza. Il bilancio non finanziario serve per permette all’azienda di orientale le scelte di business seguendo criteri di sostenibilità al fine di migliorare la propria posizione sul mercato. L’obbligo di redigere i report di sostenibilità invoglia le imprese ad agire con uno sguardo al futuro, per creare valore nel lungo periodo. Senza obbligo le Pmi non si pongono target che spingono l’azienda verso una maggiore efficienza e competitività. Rimangono fuori dall’innovazione e non richiamano investimenti.

    Le pratiche di sostenibilità

    L’indagine ISTAT ha analizzato le pratiche di sostenibilità messe in atto dalle imprese italiane. Il 22,3% delle aziende manifatturiere ha investito sulla produzione di energia da fonti rinnovabili e il 20,4% ha adottato sistemi di efficienza energetica. Il 14,9% utilizza il riciclo dell’acqua, l’11,8% materie prime seconde (materiali derivati dal riciclaggio, dalla rigenerazione o trasformazione di prodotti già esistenti che vengono riprocessati e trasformati in nuove materie prime) e il 5,5% ha aderito alla simbiosi industriale (i rifiuti di un’azienda sono valorizzati come materie prime per un’altra). Solo il 5,2% riutilizza i rifiuti residue di produzione mentre il 4,7% delle aziende ricicla i materiali tramite la riprogettazione di processi produttivi.

    Pratiche di sostenibilità

    Uno sguardo al futuro

    I dati dell’ISTAT fanno riferimento al 2022, ma si stima che le percentuali aumenteranno nel triennio 2023-2025. Si prevede che il 64,5% delle aziende manifatturiere intraprenderanno pratiche di sostenibilità che permetteranno di migliorare la performance e la reputazione aziendale. La sostenibilità è un obiettivo anche delle imprese dei servizi. Il 52,5% degli intervistati ha dichiarato di voler inserire in un prossimo futuro iniziative di tutela ambientale nei piani aziendali. In questo contesto si inserisce 3Bee con le Oasi della Biodiversità: habitat urbani e agroforestali con rifugi per impollinatori e flora autoctona. Qui, la biodiversità è costantemente monitorata con il protocollo di monitoraggio Element-E, sviluppato da 3Bee e validato da un ente certificatore terzo.

    Ambiente

    Tra ieri, oggi e domani

    Sembra sia arrivato il momento di affrontare la sfida della sostenibilità con maggiore decisione dopo un biennio di peggioramento delle performance. Se fino al 2019 l’andamento dello sviluppo sostenibile si mostrava in continua crescita, nel 2020 e nel 2021 ha subito un arresto. I dati riportano una riduzione al 42,5% della quota di misura in miglioramento e un rialzo al 37% delle misure in peggioramento durante gli anni della pandemia da Covid 19. Nello stesso biennio è stato registrato un rallentamento della corsa al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030. Ma il Covid ha contemporaneamente reso necessario un ammodernamento delle aziende, la digitalizzazione del mondo imprenditoriale nonché una spinta all’innovazione per puntare ad una produzione sostenibile ed efficiente. Da qui la ripresa delle tematiche di sostenibilità e l’impegno maggiore nel rendicontare le pratiche sostenibili adottate.

    Flora

    L’impegno delle imprese

    Parlare di sostenibilità non basta, occorre affrontare un percorso che incrementi in modo più efficace l’agire sostenibile in ambito business. Abbracciare la sostenibilità significa utilizzare un elemento strategico volto ad innescare nuove dinamiche sempre più competitive. Essere protagonisti attivi nel contrastare le emergenze ambientali è, dunque, una mossa intelligente da compiere soprattutto se si riescono ad individuare obiettivi specifici. Per esempio la tutela degli insetti impollinatori, il cui 9% è a rischio estinzione secondo l'ISPRA. Porsi un obiettivo come questo significa dimostrare il proprio impegno verso la sostenibilità e la ricerca di sempre migliori performance ESG rispettando nel contempo la Direttiva CSRD. Da qui la necessità di una certificazione di biodiversità da presentare in futuro sul mercato: è questo l'obiettivo di Element-E, il protocollo di monitoraggio della biodiversità sviluppato da 3Bee.



    Articolo curato da Valentina Trogu

    piantumazione 3Bee
    27/10/2023Di Elena Fraccaro
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