Giornata Mondiale Api: quando e perché è stata istituita?
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    Giornata Mondiale Api: quando e perché è stata istituita?

    La Giornata mondiale delle api si celebra il 20 maggio ed è stata istituita solo da pochi anni con un chiaro obiettivo in mente: sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale riguardo all’importanza degli impollinatori, al ruolo che rivestono nell’ambito dello sviluppo sostenibile.

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    16/05/2024Di Lisa Santillo
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    16/05/2024Di Lisa Santillo
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    Giornata Mondiale delle Api: la storia

    Il 20 dicembre 2017, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 20 maggio come Giornata Mondiale delle Api. Questa decisione è stata motivata dall'allarme crescente sul declino delle api e degli altri impollinatori, sollevato dal Rapporto di valutazione tematico su impollinatori, impollinazione e produzione alimentare dell'IPBES, pubblicato nel febbraio 2016. Come affermato da ISPRA, "il rapporto ha stimato che un numero crescente di specie di impollinatori in tutto il mondo è sull'orlo dell'estinzione a causa di diversi tipi pressione, molti dei quali prodotte dall'uomo. Le cause sono molteplici e concatenate e sono le stesse che stanno portando al declino della biodiversità: distruzione, degradazione e frammentazione degli habitat, inquinamento (in particolare da pesticidi), cambiamenti climatici e diffusione di specie aliene invasive, parassiti e patogeni".

    apis mellifera

    Il ruolo cruciale degli impollinatori per la biodiversità

    La risoluzione dell'ONU mira a sensibilizzare cittadini, media e decisori politici sull'importanza delle api e di tutti gli impollinatori, tra cui vespe, farfalle, coccinelle, ragni, rettili, uccelli e persino mammiferi. Questi animali sono fondamentali per la sicurezza alimentare, il sostentamento di milioni di persone e il funzionamento degli ecosistemi e la conservazione degli habitat naturali. Gli impollinatori, visitando i fiori per nutrirsi di nettare e polline, trasportano il polline dagli organi maschili a quelli femminili dei fiori, permettendo la fecondazione e la riproduzione delle piante. Gli insetti impollinatori sono inoltre responsabili della prosperità di circa il 75% delle colture mondiali, grazie al loro prezioso lavoro di impollinazione, come affermato da FAO.

    impollinatori
    3Bee

    Api e impollinatori: alcuni dati

    A livello globale, oltre il 90% delle principali colture sono visitate dagli Apoidei e circa il 30% dai ditteri, mentre altri gruppi visitano meno del 6%. Alcune specie di api, come l'ape occidentale (Apis mellifera) e l'ape orientale (Apis cerana), sono allevate, ma la maggior parte delle 20.077 specie di Apoidei sono selvatiche. Gli impollinatori sono cruciali per l'ecosistema: l'87,5% delle piante selvatiche in fiore dipende dall'impollinazione animale, variando dal 94% nelle comunità tropicali al 78% in quelle temperate (IPBES, 2017). Il 70% delle 115 colture agrarie mondiali beneficia dell’impollinazione animale (Klein et al., 2007), aumentando il valore annuo delle produzioni agricole di circa 260 miliardi di euro (Lautenbach, 2012). In Europa, l'80% delle 264 specie coltivate dipendono dagli impollinatori (EFSA, 2009). Proteggere gli impollinatori, soprattutto apoidei e farfalle, è essenziale per l'impollinazione di molte colture e piante selvatiche.

    pollinators

    Il tema della Giornata Mondiale delle Api 2024

    Il tema della Giornata Mondiale delle Api 2024 è "Bee engaged with youth". L'obiettivo della Giornata Mondiale delle Api 2024 è quindi quello di evidenziare quanto sia importante il coinvolgimento dei giovani negli sforzi di conservazione delle api e di tutti gli insetti impollinatori, preziosi custodi della biodiversità e dell'ambiente. Le api infatti, sono fondamentali bioindicatori dello stato di salute dell'ambiente, sentinelle che, se correttamente monitorate, ci consentono di raccogliere dati cruciali per individuare azioni mirate da attuare per la rigenerazione della biodiversità.

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    3Bee

    3Bee: tecnologia per la biodiversità

    3Bee è un'azienda all'avanguardia nel campo della tecnologia applicata alla natura, la nature tech company che sviluppa tecnologie per il monitoraggio, la tutela e la rigenerazione della biodiversità. Con il suo approccio scientifico, 3Bee è il partner di sviluppo della Biodiversity & Climate Strategy di enti e imprese, in linea con gli obiettivi ESG. Il team di 3Bee è composto da ingegneri, biologi, agronomi, data scientist e professionisti della comunicazione, rafforzato da collaborazioni scientifiche significative con enti come l'ESA (Agenzia Spaziale Europea), il CREA e il CNR. Il monitoraggio è il primo dei tre pilastri di 3Bee: grazie alle tecnologie proprietarie basate su bioacustica e remote sensing, la naturetech è in grado di monitorare la salute degli impollinatori e la loro connessione con gli ecosistemi, fornendo dati quantitativi e qualitativi cruciali per l'individuazione di azioni mirate di conservazione e rigenerazione della biodiversità.

    Spectrum 3Bee

    Monitoraggio, rigenerazione e formazione: i pilastri di 3Bee

    A partire dal monitoraggio tramite la tecnologia, 3Bee sviluppa progetti di rigenerazione di aree urbane o agroforestali a bassa biodiversità che si estendono da pochi metri quadri a centinaia di ettari. Si tratta di spazi dedicati alla protezione della biodiversità e degli insetti impollinatori, detti Oasi 3Bee, che le imprese possono scegliere di creare anche all'interno della propria sede aziendale. Tra i pilastri di 3Bee troviamo dunque anche la rigenerazione e, infine, la formazione. La naturetech infatti, si occupa di formare i leader aziendali e i professionisti della sostenibilità con iniziative orientate alla formazione continua ESG in modalità blended learning, sia digitale che in presenza. Ogni programma è realizzato su misura, per adattarsi alle esigenze e agli obiettivi aziendali, così come per i progetti di monitoraggio e rigenerazione, totalmente tailor-made.

    Academy 3Bee
    16/05/2024Di Lisa Santillo
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