Eterostilia: coevoluzione tra piante e impollinatori
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    Eterostilia: coevoluzione tra piante e impollinatori

    Darwin aveva ipotizzato che l’eterostilia si fosse evoluta per garantire l'impollinazione incrociata coinvolgendo determinate parti del corpo degli impollinatori. Oggi un team di ricercatori ha condotto uno studio su questo tema dimostrando che effettivamente l’intuizione di Darwin era corretta.

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    23/04/2024Di Alessia Mircoli
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    23/04/2024Di Alessia Mircoli
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    Piante e impollinatori: un intreccio di adattamenti

    La relazione tra piante e impollinatori è una storia di coevoluzione, in cui entrambi si sono adattati nel corso del tempo per massimizzare la sopravvivenza e il successo riproduttivo reciproco. Le piante sviluppano una varietà di strategie per attirare gli impollinatori, come la produzione di nettare, colori brillanti e profumi invitanti. D'altra parte, gli impollinatori, come api, farfalle e uccelli e tanti altri, hanno evoluto adattamenti specifici per raccogliere il polline e trasferirlo da un fiore all'altro. Questa continua interazione seleziona caratteristiche che ottimizzano l'efficacia dell'impollinazione, conducendo a una stretta interdipendenza tra piante e impollinatori. Tra i vari adattamenti rientra l’eterostilia. Vediamo meglio di cosa si tratta.

    colibrì vicino fiore

    Che cos’è l’eterostilia?

    Le piante, come gli animali, hanno subito un processo evolutivo nel corso del tempo per adattarsi all'ambiente e garantire la loro sopravvivenza. Ciò ha portato allo sviluppo di meccanismi specifici per favorire un'efficace impollinazione. Una strategia interessante è l'eterostilia, che prevede la presenza di 2 o 3 tipi di fiori, detti morfotipi, all'interno di una popolazione, che si differenziano per la lunghezza delle loro strutture riproduttive. Secondo Darwin, la sua utilità risiede nel promuovere l'impollinazione incrociata, dove il polline viene trasportato da un fiore a un altro di due piante diverse, ma della stessa specie. Questa tecnica favorisce il mantenimento della variabilità genetica, essenziale perché offre maggiore capacità di adattamento e di sopravvivenza.

    farfalla gialla
    3Bee

    Perché è così particolare?

    I taxa eterostili sono tipicamente caratterizzati dalla presenza di fiori attinomorfi con pochi stami e un tubo floreale avente il nettare nascosto alla base. Questo suggerisce un certo livello di specializzazione per l'impollinazione mediata da certi animali. Sulla base di questo archetipo floreale, Darwin ha ipotizzato che l'eterostilia preveda il coinvolgimento di determinate aree del corpo dell’insetto impollinatore per il trasferimento del polline. Possiamo immaginarci il tutto come una sorta di puzzle dove il corpo dell’impollinatore e i diversi tratti floreali si incastrano alla perfezione, garantendo il deposito e il trasferimento accurato del polline.

    puzzle

    Lo studio

    Per testare l'ipotesi della precisione dell'impollinazione e comprendere meglio i modelli macroevolutivi dell'eterostilia, un team di ricercatori del Dipartimento di Botanica presso la Facoltà di Biologia dell'Università di Siviglia, in collaborazione con altri ricercatori provenienti da quattro paesi diversi, ha condotto uno studio a riguardo, i cui risultati sono stati pubblicati su Nature Communications. Utilizzando un vasto set di dati che includono informazioni sulla morfologia fiorale, il sistema di impollinazione e dati filogenetici a livello di angiosperme, hanno esaminato la presenza di eterostilia in tutti i generi di angiosperme. La ricerca ha coinvolto la raccolta di oltre 10.000 dati sulla morfologia fiorale e sugli impollinatori in molte specie, sia eterostili che non. L'obiettivo era determinare se l'evoluzione dell'eterostilia mostrasse correlazioni con specifiche caratteristiche fiorali e adattamenti degli impollinatori che favoriscono una precisa impollinazione.

    dati
    3Bee

    I risultati dello studio

    Negli ultimi decenni, si è osservato un significativo aumento nel numero di generi e famiglie di angiosperme che presentano caratteristiche di eterostilia. Questo studio ha documentato un incremento notevole, passando da 164 generi in 24 famiglie nella precedente analisi a 247 generi in 34 famiglie. Analizzando le correlazioni tra l'eterostilia, i tratti fiorali e gli impollinatori, i ricercatori hanno constatato che questa caratteristica si evolve principalmente in linee fiorali caratterizzate da un tubo fiorale stretto associati a impollinatori con proboscidi lunghe, come farfalle e falene. Questi risultati confermano l'ipotesi di Darwin secondo cui l'eterostilia si è evoluta per facilitare l’accurato trasporto del polline da un fiore all'altro. Tuttavia, sebbene gli insetti con proboscidi lunghe siano considerati i principali agenti di questa impollinazione, sembra che anche quelli con proboscidi corte possano svolgere un ruolo significativo in alcune piante.

    falena

    Obiettivi futuri

    L'eterostilia è stata utilizzata come modello per gli studi sull'evoluzione dei fiori sin dai tempi di Darwin, ma uno studio così ambizioso su scala macroevolutiva non era mai stato intrapreso prima. Il team di ricercatori sostiene che futuri sforzi di ricerca dovrebbero concentrarsi sulla comprensione più approfondita su quest’argomento senza tralasciare le altre strategie riproduttive e caratteristiche delle piante, come l'autoincompatibilità e la riproduzione dioica. Approfondimenti come questi permettono di evidenziare sempre meglio in che modo i vegetali si sono evoluti e quali sono le relazioni che nel corso del tempo si sono instaurate con tutte le diverse tipologie di impollinatori.

    futuro

    Non solo gli insetti sono impollinatori

    Oltre all’eterostilia, esistono molti altri tipi di adattamenti e strategie che piante e impollinatori hanno coevoluto per trarre vantaggio l’uno dall’altro. Tra i fiori più appariscenti, rientrano quelli delle orchidee del genere Ophrys. Questi hanno la particolarità di assomigliare alle femmine degli insetti impollinatori ed emettono addirittura dei feromoni per invogliare i maschi di quella specie ad avvicinarsi. Si tratta di un vero e proprio inganno sessuale. Bisogna tenere a mente, inoltre, che gli insetti non sono gli unici impollinatori esistenti. In questa categoria rientrano, ad esempio, anche i pipistrelli e i colibrì. I primi si nutrono di nettare e per questo visitano i fiori di alcune piante che si aprono durante la notte. I colibrì, invece, hanno l'abilità di rimanere di poter fare volo stazionario librandosi quasi immobile nell’aria. In questo modo riescono a nutrirsi del nettare.

    pipistrello impollinatore

    Cambiamenti climatici e impollinatori

    I cambiamenti climatici rappresentano una minaccia significativa per gli impollinatori e le piante, poiché possono alterare la disponibilità di risorse alimentari e, in alcuni casi, addirittura modificare la fisiologia e la morfologia degli insetti. Ad esempio, per alcuni impollinatori, temperature alte oltre la media velocizzano lo sviluppo delle larve. Questo potrebbe portare all’uscita prematura degli adulti dal nido in un periodo dove non trovano di che nutrirsi portandoli, inevitabilmente, alla morte. Per non parlare degli inquinanti chimici che annullano la capacità degli insetti di percepire gli odori dei fiori, cosa che impedisce loro di individuarli e procedere con l’impollinazione. E’ evidente che la situazione è tragica e che bisogna trovare quanto prima delle soluzioni. Per questo bisogna promuovere progetti a sostegno di queste specie, come le Oasi della Biodiversità di 3Bee che aiutano a mantenere le popolazioni di impollinatori, fornendo loro risorse nutritive.

    prato fiorito

    Coevoluzione tra piante e impollinatori

    In risposta alle sfide poste dai cambiamenti climatici, piante e impollinatori potrebbero essere costretti a evolvere più rapidamente per sopravvivere e prosperare. Questa evoluzione potrebbe manifestarsi attraverso modifiche nei tratti fenotipici, come la fioritura anticipata o la modifica delle strategie di impollinazione. A dimostrazione di ciò, uno studio evidenzia come l’avanzamento della primavera osservato nelle piante si sta verificando anche con gli insetti, i quali hanno anticipato il proprio periodo di attività. Inoltre, potrebbero emergere nuove associazioni tra piante e impollinatori in risposta alla perdita di specie o all'espansione delle aree geografiche. La comprensione di queste dinamiche evolutive è cruciale per prevedere e mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici sull'ecosistema.

    ape su fiore

    Conservazione degli impollinatori e delle piante

    La conservazione degli impollinatori e delle piante è diventata una priorità globale, data l'importanza di questi organismi per la biodiversità e il benessere umano. Iniziative come la creazione di corridoi ecologici, la protezione degli habitat naturali e la riduzione dell'uso di pesticidi nocivi sono cruciali per preservare le popolazioni di impollinatori e garantire la loro sopravvivenza. Allo stesso tempo, è essenziale promuovere la diversità vegetale e garantire un’efficace tutela delle piante necessarie per fornire risorse alimentari continue agli impollinatori. Solo attraverso sforzi concertati e cooperazione internazionale possiamo preservare la ricca interconnessione tra piante e impollinatori e garantire la loro sopravvivenza.

    impollinazione

    3Bee: tecnologia per la biodiversità

    3Bee è la naturetech company che sviluppa tecnologie per il monitoraggio, la tutela e la rigenerazione della biodiversità. A partire dall’ape, fondamentale bioindicatore, 3Bee raccoglie e interpreta i dati ambientali attraverso sistemi proprietari innovativi per monitorare la salute degli impollinatori e la loro connessione con gli ecosistemi.
    - Vuoi scoprire come monitorare la biodiversità del tuo sito produttivo tramite la tecnologia? Vai all'innovativo protocollo di monitoraggio della biodiversità Element-E.
    - Vuoi conoscere le principali soluzioni e i programmi innovativi di formazione ESG per la tua azienda? Scopri il programma 3Bee Edu.
    - Vuoi saperne di più sulla creazione del più grande corridoio ecologico d'Europa per gli impollinatori? Vai alle Oasi della Biodiversità.

    Spectrum tecnologia 3Bee
    23/04/2024Di Alessia Mircoli
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