CSRD: Direttiva UE e rendicontazione sostenibilità in Italia

    Cambia lo scenario ESG in merito agli adempimenti e alle prospettive con l’inserimento della diretta CSRD. Analizziamo le varie riforme avviate in Italia con l’obiettivo di raggiungere una posizione di vantaggio rispetto agli altri paesi UE sulla transizione sostenibile.
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    Nuova direttiva CSRD e criteri ESG

    Nuova direttiva CSRD e criteri ESG

    L'UE si è impegnata a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e ha adottato misure strutturali all'interno dell'Industrial Green Deal, un'iniziativa che mira a promuovere uno sviluppo economico sostenibile. Inoltre, l'Autorità Bancaria Europea (EBA) ha presentato una roadmap per la finanza sostenibile, che indica una direzione chiara per il settore bancario nell'integrare criteri ESG nelle loro politiche e pratiche. L'Europa sta lavorando per creare un sistema economico-finanziario sempre più sostenibile, con l'obiettivo di rendere le imprese consapevoli e responsabili dell'impatto che generano sul pianeta. Per recepire la nuova diretta CSRD è stata avviata una consultazione pubblica.

    CSRD: consultazione pubblica per recepire la direttiva

    CSRD: consultazione pubblica per recepire la direttiva

    Il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) ha avviato una consultazione pubblica per recepire la direttiva sulla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) in Italia. La consultazione, avviata il 19 febbraio è terminata il 18 marzo 2024. La consultazione, riguarda il decreto di recepimento della Direttiva (UE) 2022/2464, nota come CSRD, con lo scopo di raccogliere pareri e feedback dai principali stakeholders nell’attesa che si completi l’iter d'approvazione della Legge di Delegazione Europea 2022-2023, attualmente in fase di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e contenente la delega specifica per il recepimento della CSRD entro il 6 luglio 2024.

    Obbligo di rendicontazione della sostenibilità in Italia

    Obbligo di rendicontazione della sostenibilità in Italia

    La consultazione affronta diversi argomenti importanti, al fine di chiarire alcuni punti ancora aperti che si spera saranno risolti tenendo conto dei risultati stessi. Uno degli aspetti chiave riguarda l'ambito di applicazione del recepimento della CSRD in Italia e la valutazione delle soglie dimensionali delle imprese soggette all'obbligo di rendicontazione della sostenibilità. La CSRD mira a estendere l'obbligo di redazione della "dichiarazione non finanziaria" ai sensi della Direttiva 2014/95/UE a un numero maggiore di imprese. 3Bee, si dedica a fornire regolarmente alle aziende partner dati trasparenti utili per mantenere aggiornato il loro report di sostenibilità, comunicando i progressi compiuti nella tutela della biodiversità.

    CSRD e tempi di applicazione a partire dal 2024

    CSRD e tempi di applicazione a partire dal 2024

    La CSRD prevede che gli obblighi di rendicontazione della sostenibilità si applichino gradualmente a partire dall'esercizio finanziario che inizia il: 1° gennaio 2024 per le grandi imprese e le imprese madri di grandi gruppi con oltre 500 dipendenti che sono enti di interesse pubblico, già soggette all'obbligo di redazione della "dichiarazione non finanziaria; il 1° gennaio 2025 per tutte le grandi imprese e le imprese madri di grandi gruppi diverse da quelle menzionate al punto precedente; il 1° gennaio 2026 per le piccole e medie imprese con strumenti finanziari quotati su mercati regolamentati, enti creditizi di piccole dimensioni e non complessi e le imprese di assicurazione e di riassicurazione captive; il 1° gennaio 2028 per le imprese di Paesi terzi.

    CSRD e governance: adeguamento della normativa

    CSRD e governance: adeguamento della normativa

    La rendicontazione di sostenibilità diventerà parte integrante della relazione sulla gestione degli amministratori, come stabilito dalla Direttiva sulla Corporate Social Responsibility (CSRD). Questo comporterà l'adeguamento dei tempi previsti dalla normativa nazionale per l'approvazione e la pubblicazione dei documenti finanziari delle società interessate, nonché la definizione delle competenze tra l'organo amministrativo e l'organo di controllo. La Consultazione pubblica propone una modifica all'articolo 154-bis, comma 5, d.lgss. 58/1998 del Testo Unico della Finanza (TUF), che renderà la rendicontazione di sostenibilità parte integrante dei compiti del dirigente preposto alla tenuta dei documenti contabili per le società con azioni quotate su mercati regolamentati. Tale rendicontazione dovrà essere preparata secondo gli standard comuni europei ESRS definiti dall'EFRAG e adottati dalla Commissione tramite atto delegato.

    CSRD e assurance: maggiore sicurezza sui principi adottati

    CSRD e assurance: maggiore sicurezza sui principi adottati

    La CSRD prevede che la rendicontazione di sostenibilità debba essere oggetto di assurance, ovvero di un'attestazione da parte di un revisore legale o di un'impresa di revisione contabile, basata su un processo finalizzato a ottenere un livello di sicurezza limitato e, successivamente, un livello di sicurezza ragionevole una volta adottati i principi di attestazione da parte della Commissione Europea. Entro il 1° ottobre 2026 la Commissione Europea adotterà i principi di attestazione per il livello di sicurezza limitato, mentre entro il 1° ottobre 2028 verranno adottati quelli per il livello di “reasonable assurance”. Nel frattempo, i revisori utilizzeranno i criteri elaborati a livello nazionale, in collaborazione con le autorità, le associazioni di settore e gli ordini professionali, e adottati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) previa consultazione della Consob.

    Revisioni rendicontazione sostenibilità: nuove disposizioni

    Revisioni rendicontazione sostenibilità: nuove disposizioni

    I revisori incaricati alla revisione della rendicontazione di sostenibilità, la direttiva prevede che la revisione venga effettuata da un accreditato “statutory auditor”. I revisori dovranno essere iscritti al registro dei revisori legali (d.lgs. 27 gennaio 2010, n. 39/2010) e abilitati anche all'attestazione della rendicontazione di sostenibilità in conformità alle disposizioni vigenti. La proposta del decreto, inserita nella consultazione pubblica, estende la disciplina prevista dall’art. 20 del d.lgs.39/2010 anche ai revisori incaricati alla rendicontazione di sostenibilità. In linea con la Direttiva CSRD, 3Bee ha sviluppato Element-E, il protocollo di monitoraggio della biodiversità terrestre basato su bioacustica e remote sensing. Questa metodologia consente alle aziende di monitorare il proprio impatto sulla biodiversità, ottenendo un report dettagliato, in linea con la tassonomia in materia ESG e conforme alle normative Ue, inclusa la Direttiva CSRD.

    Valutazione da parte di Consob e MEF

    Valutazione da parte di Consob e MEF

    La Consob e il MEF, entro tre anni dall'entrata in vigore del decreto di recepimento della CSRD, valuteranno l'esperienza di altri paesi che hanno adottato la normativa, per esaminare la capacità del mercato di gestire l'aumento dei soggetti obbligati all'attestazione della rendicontazione di sostenibilità e gli oneri e i benefici ad esso correlati. Infine, al fine di evitare interruzioni nella prestazione dei servizi di attestazione di conformità per le società soggette al primo periodo di applicazione (bilancio dell'esercizio finanziario che inizia il 1° gennaio 2024), la consultazione pubblica prevede che gli incarichi conferiti in conformità al decreto legislativo n. 254/2016 mantengano la loro validità fino alla scadenza concordata precedentemente, con la possibilità per la società di risolvere anticipatamente l'incarico.

    CSRD: esenzione rendicontazione individuate e consolidata

    CSRD: esenzione rendicontazione individuate e consolidata

    Nella Consultazione pubblica sono state proposte due interessanti esenzioni relative alla divulgazione di informazioni specifiche nella rendicontazione di sostenibilità. Le esenzioni riguardano sia la rendicontazione individuale di sostenibilità che quella consolidata. La prima esenzione riguarda le informazioni richieste sulle attività dell'impresa e sulla catena del valore. L'impresa madre può omettere tali informazioni per i primi tre esercizi finanziari soggetti a rendicontazione. Tuttavia, è necessario includere nella relazione di sostenibilità una spiegazione dettagliata delle ragioni delle omissioni. La seconda esenzione riguarda le informazioni relative a sviluppi imminenti ed operazioni in corso di negoziazione. In casi eccezionali, l'impresa può omettere tali informazioni nella rendicontazione di sostenibilità se la loro divulgazione potrebbe compromettere gravemente la posizione commerciale dell'impresa. Prima di effettuare questa omissione, è necessaria una deliberazione.

    Sanzioni e vigilanza

    Sanzioni e vigilanza

    In tema di vigilanza e sanzioni, la Consob si occuperà esclusivamente della supervisione delle società quotate, su cui ha già competenza in materia di informativa finanziaria e societaria. Non è prevista alcuna vigilanza aggiuntiva da parte della Consob per le società non quotate soggette alla CSRD. La rendicontazione di sostenibilità sarà inclusa nella relazione sulla gestione come parte della relazione finanziaria annuale, soggetta alla vigilanza e alle sanzioni della Consob solo per le società quotate. Per quanto riguarda le sanzioni, la Consultazione propone di mantenere la stessa cornice sanzionatoria prevista per le dichiarazioni periodiche finanziarie. Questo approccio è considerato conforme ai principi di legalità e parità di trattamento stabiliti dall'articolo 194 del TUF. Tuttavia, il MEF considera anche la possibilità di introdurre specifiche sanzioni limitate alle violazioni relative alle informazioni di sostenibilità.

    Proposta dell’ANC sulla direttiva CSRD

    Proposta dell’ANC sulla direttiva CSRD

    In riferimento alla consultazione pubblica sul recepimento della CSRD in Italia, l’Associazione Nazionale Commercialisti ha presentato modifiche in riferimento al ruolo dei revisori per la rendicontazione di sostenibilità. In riferimento al miglioramento dei criteri ESG e al bilancio di sostenibilità, il network della CSR di 3Bee veste un ruolo importante per le imprese, con un supporto continuo che va oltre un semplice corso di formazione. Si tratta di una community esclusiva di professionisti della sostenibilità che condividono un obiettivo comune: la formazione continua nel campo ESG e la condivisione delle migliori pratiche ed esperienze legate alla sostenibilità. Questo network, ideato con l'obiettivo di offrire un supporto concreto e costante, si avvale del team tecnico e scientifico di 3Bee per riunire i professionisti e accompagnarli nella loro crescita professionale nell'ambito della sostenibilità ambientale.

    Di Angelina Tortora27 marzo 2024
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    Domande Frequenti

    Hai dei dubbi o altre curiosità su questo articolo? Qui troverai spunti

    Che cos'è la nuova direttiva CSRD?

    L'UE si è impegnata a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e ha adottato misure strutturali all'interno dell'Industrial Green Deal, un'iniziativa che mira a promuovere uno sviluppo economico sostenibile. Inoltre, l'Autorità Bancaria Europea (EBA) ha presentato una roadmap per la finanza sostenibile, che indica una direzione chiara per il settore bancario nell'integrare criteri ESG nelle loro politiche e pratiche. L'Europa sta lavorando per creare un sistema economico-finanziario sempre più sostenibile, con l'obiettivo di rendere le imprese consapevoli e responsabili dell'impatto che generano sul pianeta. Per recepire la nuova diretta CSRD è stata avviata una consultazione pubblica.

    Quali sono i tempi di applicazione della CSRD?

    La CSRD prevede che gli obblighi di rendicontazione della sostenibilità si applichino gradualmente a partire dall'esercizio finanziario che inizia il: 1° gennaio 2024 per le grandi imprese e le imprese madri di grandi gruppi con oltre 500 dipendenti che sono enti di interesse pubblico, già soggette all'obbligo di redazione della "dichiarazione non finanziaria; il 1° gennaio 2025 per tutte le grandi imprese e le imprese madri di grandi gruppi diverse da quelle menzionate al punto precedente; il 1° gennaio 2026 per le piccole e medie imprese con strumenti finanziari quotati su mercati regolamentati, enti creditizi di piccole dimensioni e non complessi e le imprese di assicurazione e di riassicurazione captive; il 1° gennaio 2028 per le imprese di Paesi terzi.

    Come la governance si adeguerà alla CSRD?

    La rendicontazione di sostenibilità diventerà parte integrante della relazione sulla gestione degli amministratori, come stabilito dalla Direttiva sulla Corporate Social Responsibility (CSRD). Questo comporterà l'adeguamento dei tempi previsti dalla normativa nazionale per l'approvazione e la pubblicazione dei documenti finanziari delle società interessate, nonché la definizione delle competenze tra l'organo amministrativo e l'organo di controllo. La Consultazione pubblica propone una modifica all'articolo 154-bis, comma 5, d.lgss. 58/1998 del Testo Unico della Finanza (TUF), che renderà la rendicontazione di sostenibilità parte integrante dei compiti del dirigente preposto alla tenuta dei documenti contabili per le società con azioni quotate su mercati regolamentati. Tale rendicontazione dovrà essere preparata secondo gli standard comuni europei ESRS definiti dall'EFRAG e adottati dalla Commissione tramite atto delegato.

    Quale livello di sicurezza sarà adottato?

    La CSRD prevede che la rendicontazione di sostenibilità debba essere oggetto di assurance, ovvero di un'attestazione da parte di un revisore legale o di un'impresa di revisione contabile, basata su un processo finalizzato a ottenere un livello di sicurezza limitato e, successivamente, un livello di sicurezza ragionevole una volta adottati i principi di attestazione da parte della Commissione Europea. Entro il 1° ottobre 2026 la Commissione Europea adotterà i principi di attestazione per il livello di sicurezza limitato, mentre entro il 1° ottobre 2028 verranno adottati quelli per il livello di “reasonable assurance”. Nel frattempo, i revisori utilizzeranno i criteri elaborati a livello nazionale, in collaborazione con le autorità, le associazioni di settore e gli ordini professionali, e adottati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) previa consultazione della Consob.

    CONSOB e MEF quale ruolo avranno nella CSRD?

    La Consob e il MEF, entro tre anni dall'entrata in vigore del decreto di recepimento della CSRD, valuteranno l'esperienza di altri paesi che hanno adottato la normativa, per esaminare la capacità del mercato di gestire l'aumento dei soggetti obbligati all'attestazione della rendicontazione di sostenibilità e gli oneri e i benefici ad esso correlati. Infine, al fine di evitare interruzioni nella prestazione dei servizi di attestazione di conformità per le società soggette al primo periodo di applicazione (bilancio dell'esercizio finanziario che inizia il 1° gennaio 2024), la Consultazione pubblica prevede che gli incarichi conferiti in conformità al decreto legislativo n. 254/2016 mantengano la loro validità fino alla scadenza concordata precedentemente, con la possibilità per la società di risolvere anticipatamente l'incarico.

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