Copernicus: il report sullo stato europeo del clima 2023
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    Copernicus: il report sullo stato europeo del clima 2023

    In occasione della Giornata Mondiale della Terra, il Servizio per i Cambiamenti Climatici Copernicus (C3S), in collaborazione con l'Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM), ha rilasciato il report sullo Stato del Clima Europeo del 2023 (ESOTC 2023). Scopri i dettagli in questo articolo.

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    17/05/2024Di Chiara Pertile
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    17/05/2024Di Chiara Pertile
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    Il report sullo stato del clima europeo 2023

    “La crisi climatica è la più grande sfida della nostra generazione. Il costo della climate action può sembrare alto, ma il costo dell'inazione è molto più alto. Come dimostra questo report, dobbiamo sfruttare la scienza per fornire soluzioni per il bene della società". Così Celeste Saulo, segretaria generale dell'Organizzazione meteorologica mondiale (OMM), introduce e riassume l’intento dell’ESOTC 2023, il report sullo Stato del Clima Europeo frutto della collaborazione tra il servizio per i cambiamenti climatici Copernicus e l’OMM. ll rapporto, rilasciato in occasione della Giornata della Terra 2024, rappresenta uno strumento essenziale non solo per raccogliere e analizzare i dati provenienti dai fenomeni climatici e le variazioni del sistema terrestre manifestate durante l’anno ma anche per fornire la base scientifica necessaria a compiere scelte e azioni politiche consapevoli per l’ambiente, l’agricoltura, l’energia, la sicurezza e la salute pubblica.

    clima europeo

    2023: l'anno record

    Al contrario di quello che si potrebbe pensare, l’Europa – più di altre regioni – è fortemente soggetta all’impatto del cambiamento climatico. Secondo il report, il 2023 è stato infatti un anno di record catastrofici. L'Europa ha assistito al più grande incendio mai registrato, a uno degli anni più piovosi, con una presenza significativa di inondazioni distruttive e a gravi ondate di calore marino. Inoltre, si è verificato un record nel numero di giorni con “stress da caldo estremo”, cioè con temperature percepite superiori ai 46°C, e per 11 mesi consecutivi le temperature hanno superato la media storica. Secondo gli studiosi, questo è solo un piccolo assaggio di ciò che molto probabilmente accadrà nei prossimi decenni, evidenziando come mai prima d’ora la necessità di agire attraverso strategie di mitigazione e adattamento a livello governativo per fronteggiare la crisi ambientale in corso.

    incendio
    3Bee

    Alte temperature

    Il primo dato evidenziato dall’ESOTC 2023 riguarda le temperature medie. Il 2023 infatti è stato in Europa il secondo anno più caldo, 0,13-0,17°C più freddo rispetto al 2020. Quasi tutta la regione ha infatti registrato temperature superiori alla media per l’intero anno, con un picco nell’Artico europeo e ad eccezione della Scandinavia, dell'Islanda e del sud-est della Groenlandia. L'autunno è stato il secondo più caldo mai registrato per la regione, con un settembre incredibilmente caldo in gran parte dell'Europa continentale e un novembre che ha visto temperature fino a 6°C superiori alla media nelle parti orientali della regione e nell'Artico europeo. Anche se spesso dimenticato, l’Europa a partire dal 1980 è stato infatti il continente che si è riscaldato più velocemente sul pianeta, superando di due volte la media globale. Ciò è dovuto a diversi fattori, tra cui l'ampio territorio europeo nell'Artico e l'influenza della circolazione atmosferica sulle ondate estive di calore.

    alte temperature

    L’estate estrema tra ondate di calore e precipitazioni

    Una delle notizie più allarmanti rilasciate dal report riguarda però l’incredibile numero di giorni da “stress da caldo estremo” e l’estate anomala registrata nel 2023. Il dato sullo stress termico è fondamentale in quanto incide fortemente sulla nostra salute: secondo il report infatti la mortalità legata al caldo è aumentata di circa il 30% negli ultimi anni e si stima che le morti legate al caldo siano aumentate nel 94% delle regioni europee monitorate. Lo scorso luglio, l’Italia infatti ha registrato un tasso di morti in eccesso del 7% legate allo stress termico. Inoltre, l’ossimorica e prolungata estate 2023, caratterizzata da una parte da molteplici ondate di calore e dall’altra da forti precipitazioni, ha portato a una maggior presenza di eventi estremi come incendi boschivi, inondazioni e siccità.

    siccità e alte temperature
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    Gli incendi

    Negli ultimi anni, l'Europa ha sperimentato un aumento del numero di incendi, sempre più vasti e frequenti. Il 2023 non è stato un'eccezione: gli incendi boschivi, causati dall'incremento delle temperature, dai lunghi periodi di siccità, dalla tipologia di vegetazione e dalla presenza di eventi climatici estremi, sono stati un evento ricorrente durante tutta la scorsa estate. Il prolungato e estremo periodo estivo del 2023 ha posto le basi per un altro tragico record: il più vasto incendio mai registrato dall'Unione Europea. Dopo Italia, Portogallo e Spagna, la Grecia è stata infatti colpita da un devastante incendio che ha distrutto una superficie di 96.000 ettari. Questi eventi distruttivi, colpevoli di un incremento del deterioramento dell’aria e dannosi per la biodiversità, hanno portato alla distruzione complessiva di 500.000 ettari di territorio europeo nel 2023.

    Incendio

    Le grandi inondazioni

    Le alte temperature hanno inciso anche su altri fenomeni: nel 2023 infatti gran parte dell’Europa è stata più piovosa della media, con un terzo della rete fluviale che ha registrato inondazioni superiori alla soglia di piena “elevata” e il 16% raggiungendo livelli gravi. Infatti, le inondazioni sono state un altro evento drammatico del 2023. L'Italia è stata tra i paesi più colpiti, con l'alluvione in Emilia-Romagna e nelle Marche portata dal ciclone Minerva e che ha causato almeno 36.000 sfollati, 15 vittime e ha allagato un'area di 540 km2. Ancora, in agosto due terzi della Slovenia sono stati colpiti da piogge torrenziali, così come Norvegia e Svezia. Successivamente, è stata la volta di Grecia, Bulgaria e Turchia. In particolare, in Grecia l'area allagata è arrivata a 700 km2 e in alcune località è caduta in un giorno la quantità di acqua normalmente registrata in un anno.

    inondazioni

    I ghiacci

    Spostandoci più a nord, un dato riguarda anche tutta la regione dell’artico. L’anno 2023 è stato infatti il sesto più caldo mai registrato in queste zone e l’estensione del ghiaccio è rimasta sotto la media. Lo stesso vale per i ghiacciai delle Alpi europee, che tra 2022 e 2023 hanno perso all’incirca il 10% del loro volume residuo. Gran parte dell'Europa ha registrato infatti un numero di giorni di neve inferiore alla media, in particolare nell'Europa centrale e nelle Alpi durante l'inverno e la primavera. Nel 2023, in particolare le Alpi hanno registrato un'eccezionale perdita di ghiaccio nei ghiacciai, legata all'accumulo di neve invernale inferiore alla media e al forte scioglimento estivo dovuto alle ondate di calore.

    artico

    Trend positivo per le rinnovabili

    ll report ci indica anche i dati in merito all’utilizzo e alla produzione delle energie rinnovabili. In particolare, il 2023 è un anno caratterizzato da un trend positivo che ha visto una percentuale record di produzione di energia da fonti sostenibili, con un incremento fino al 43% rispetto al 36% del 2022. Paradossalmente, l’incredibile attività temporalesca ha infatti portato a una maggior produzione di energia eolica nel periodo autunnale, mentre la potenza delle precipitazioni ha portato ad un incremento dell’energia idroelettrica.

    energia rinnovabile

    Effetti del cambiamento climatico sulla salute umana

    Per la prima volta nel Luglio 2023 la crisi climatica e gli eventi meteorologici estremi ad essi correlati sono stati dichiarati emergenza sanitaria pubblica dall'ufficio regionale europeo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. L’ESOTC 2023 sottolinea infatti il profondo impatto del cambiamento climatico sulla salute pubblica, non solo per quanto concerne lo stress termico. Ad esempio, eventi estremi come incendi, inondazioni e tempeste possono portare a morti improvvise, ma non solo: le ondate di calore possono incidere su malattie preesistenti, l’aumento delle temperature e le condizioni atmosferiche possono portare alla diffusione di altre e influire su qualità dell’aria, della sicurezza alimentare e idrica. Per questa ragione, è importante finanziare la ricerca, creare campagne di sensibilizzazione e incrementare i sistemi di sorveglianza sanitaria, riconoscendo a livello governativo il legame ancora troppo sconosciuto tra salute e cambiamento climatico.

    Salute umana

    L’impatto del cambiamento climatico sugli impollinatori

    La crisi climatica non incide solo sulla salute umana. Anche gli insetti, in particolare gli impollinatori, risentono molto del cambiamento climatico e sono in costante declino. Per garantire un futuro migliore al nostro pianeta – e agire di conseguenza per la difesa della nostra stessa salute – è infatti importante agire con soluzioni concrete per salvaguardare questi animali, così importanti per l’equilibrio ecologico e per la biodiversità. 3Bee, nature tech company leader nella tutela della biodiversità, lavora già da anni al costante biomonitoraggio e alla conservazione degli impollinatori, attraverso strategie e innovazioni concrete come le Oasi di Biodiversità, ecosistemi impiantati in zone danneggiate dall’attività umana e che possono diventare un nuovo punto di partenza per la salvaguardia della natura.

    fiori
    17/05/2024Di Chiara Pertile
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