Bilancio di sostenibilità: gli standard ESRS

    Gli standard ESRS permettono la redazione di un bilancio di sostenibilità trasparente e completo. Nell’articolo approfondiremo il ruolo di EFRAG, capiremo come sono strutturati gli standard e come si integrano con le altre normative per la rendicontazione.
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    Impresa

    Storia del progetto ESRS

    Nel 2021 la Commissione Europea ha adottato una proposta legislativa di CSRD, Corporate Sustainability Reporting Directive, per migliorare l’informativa di sostenibilità e pretendere la comunicazione da parte delle imprese non solo di informazioni di carattere finanziario ma anche di dati non finanziari. Di conseguenza, l’adozione di standard europei per la rendicontazione è diventata obbligatoria per le grandi organizzazioni. EFRAG ha avuto, così, il compito di creare uno standard per il Bilancio di sostenibilità nell’Unione Europea. Il risultato dell’European Financial Reporting Advisory Group si è tradotto negli ESRS. Ricordiamo che EFRAG è l’organizzazione con sede a Bruxelles nata nel 2001 e ha l’obiettivo di dare consigli tecnici sull’adozione e l’applicazione di principi contabili internazionali in UE.

    Progetti sostenibili

    Cosa sono gli standard ESRS

    Il 22 novembre 2022 EFRAG ha proposto alla Commissione Europea un pacchetto di dodici punti ESRS emanati, poi, nel mese di luglio 2023. Esattamente il 31 luglio dell’anno in corso la CE ha adottato ufficialmente gli European Sustainability Reporting Standards determinando un importante cambiamento per le aziende in relazione al Bilancio di sostenibilità. Il report è un documento che si rivolge agli stakeholder e ha il compito di rappresentare le imprese in modo completo e di verificare come le stesse perseguono l’obiettivo di sviluppo sostenibile. Le organizzazioni devono puntare alla crescita economica e contemporaneamente dimostrare di saper gestire i rischi e le minacce alla sostenibilità, tema di interesse per i clienti, fornitori, dipendenti, investitori. Significa che le imprese devono comunicare le azioni intraprese per tutelare l’ambiente, la società e gli impatti del loro operato sul territorio.

    Energia green

    Imprese e standard di rendicontazione

    La necessità di redazione di un Bilancio di sostenibilità impone alle imprese di contribuire in modo efficace alla causa dello sviluppo sostenibile. L’intento si raggiunge cambiando il modo di operare, prendendo decisioni differenti in relazione ai prodotti, ai servizi, alle attività svolte e verificando come queste influenzano le persone, le economie e il nostro pianeta. Le intenzioni devono, poi, essere condivise in modo chiaro e trasparente. L’unico modo per fornire una fotografia reale e completa dell’impegno aziendale è il report di sostenibilità ma occorre sapere cosa inserire nel documento affinché sia soddisfacente per gli interlocutori. Qui intervengono gli standard ESRS ad integrare la direttiva sulla reportistica ESG.

    Sostenibilità ambientale

    Gli standard di rendicontazione

    Prima di addentrarci nel mondo degli standard ESRS di EFRAG accenniamo alla possibilità delle imprese di scegliere tra diversi standard di rendicontazione per il Bilancio di sostenibilità. Il Global Reporting Initiative ha pubblicato nel 2016 linee guida e indicatori per sostenere le organizzazioni nella comunicazione delle performance ambientali, sociali e di governance. Divide gli standard in tre categorie, universali, settoriali e tematici. Il Sustainability Accounting ha ideato standard di reportistica specifici di settore utilizzabili dalle imprese per comunicare le informazioni agli investitori. Agli standard GRI e SASB si aggiungono gli ESRS di EFRAG, dal carattere meno globale e rivolti in modo particolare alle imprese europee essendo allineati ai principi UE in materia di sostenibilità.

    Economia green

    L’esigenza UE di imporre standard comuni

    L’Unione Europea introducendo gli ESRS tra gli standard a supporto del Bilancio di sostenibilità chiede alle imprese di proferire maggiore impegno nella valutazione dei rischi e degli impatti che la propria azienda ha in termini di sostenibilità. Gli standard comuni sono, dunque, lo strumento usato dall’Unione Europea per avere la certezza che tutte le organizzazioni presenti sul territorio riportino informazioni affidabili e confrontabili sulla sostenibilità. Inoltre, gli ESRS consentiranno di ridurre i costi di rendicontazione aziendale nel medio e lungo termine e di uniformare le imprese europee evitando che si faccia ricorso a diversi standard volontari. Tra i vantaggi degli standard comuni definiti da EFRAG riportiamo anche la creazione di una cultura di maggiore responsabilità pubblica nonché l’accesso facilitato a finanziamenti sostenibili.

    Energia sostenibile

    Le dodici sezioni degli ESRS

    Le aziende possono utilizzare gli standard ESRS per rendicontare l’impatto sulle persone e sull’ambiente e definire come le questioni sociali e ambientali possano rappresentare un’opportunità o un rischio per l’organizzazione. Per semplificare l’uso degli European Sustainability Reporting Standards è stato definito un pacchetto di dodici sezioni suddivise in due macro aree. La prima macro area include standard che non si riferiscono ad uno specifico tema di sostenibilità – 2 cross-cutting standards – e si possono dunque applicare ad ogni campo di rendicontazione. La seconda macro area raccoglie, invece, 10 topic-specific cross-sector standards. Si tratta di requisiti da soddisfare con riferimento alle tre aree ESG, Environmental, Social e Governance.

    Energia eolica

    I punti delle aree ESG

    L’adozione dei criteri ESG è, oggi, fondamentale all’interno di una strategia di sostenibilità delle imprese. Forniscono benefici ai collaboratori e alla comunità di riferimento. Di conseguenza, gli standard ESRS non avrebbero mai potuto ignorare tale rimando. EFRAG vi ha dedicato un’intera macro area all’interno della quale ha incluso cinque standard ambientali (Climate change, Pollution, Water and Marine Resource, Biodiversity and ecosystems, Resources use and circular economy), quattro standard sociali (Own Workforce, Workers in the value chain, Affected communities, Consumers and end-users) e uno standard di Governance (Business Conduct). EFRAG è al lavoro per aggiungere un’ulteriore sezione che includa i requisiti da applicare in base al settore e agli standard specifici per le Piccole e Medie Imprese.

    Ambiente

    ESRS E4: Biodiversity and Ecosystems

    Tra gli standard ESRS merita un accenno particolare ESRS E4 – Biodiversity and Ecosystems volto a specificare i requisiti di informativa delle aziende sul tema Biodiversità ed ecosistemi all’interno del Bilancio di sostenibilità. Gli obiettivi che strutturano lo Standard sono i Nove confini planetari riguardanti l’integrità della biosfera e il cambiamento del sistema Terra, la Strategia UE per la Biodiversità per il 2030 e i traguardi fissati nel Post 2020 Global Biodiversity Framework della UN Convention Biological Diversity. ESRS E4 stabilisce, poi, i requisiti informativi su cui l’impresa deve rendicontare come il piano di transizione adottato per permettere al modello di business e alla strategia di essere compatibili con il rispetto dell’integrità della biosfera o gli impatti, i rischi e le opportunità, le azioni adottate e le metriche di impatto nonché i potenziali effetti finanziari sul tema della biodiversità e degli ecosistemi.

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    Le direttive ESRS per il Bilancio di Sostenibilità

    Gli standard ESRS obbligano le imprese a rendicontare gli impatti, i rischi e le opportunità di sostenibilità tramite l’Impact materiality assessment mentre i rischi e le opportunità finanziarie devono essere comunicati agli stakeholder attraverso il financial materiality assessment. Una doppia materialità, dunque, che porterà le imprese a dover dare informazioni in merito all’impatto delle sue attività sulle persone e l’ambiente e al modo in cui i fattori di sostenibilità influiscono sia sulle attività stesse sia sui risultati raggiunti. Gli ESRS, poi, esigono una comunicazione più ampia che coinvolga una vasta gamma di argomenti riferiti ai criteri ESG con un’attenzione particolare alla descrizione di come vengono affrontati i temi di sostenibilità, inclusa la relazione tra gli indicatori chiave di performance – KPI – e la retribuzione.

    Ambiente e sostenibilità

    Altri obiettivi degli ESRS

    Utilizzando gli standard ESRS le aziende forniranno una rendicontazione completa con riferimento a tutta la catena di valore. Il loro report di sostenibilità sarà influenzato dai dati elaborati in modo significativo. Da qui l’importanza di definire piani e strategie efficaci lasciandosi aiutare da esperti del settore. Sempre più imprese si stanno affidando, ad esempio, alla figura del sustainability manager impegnato a garantire la conformità dell’azienda alle normative ambientali, energetiche e di sicurezza. Per fornire una comunicazione completa occorrerà rendicontare anche le politiche, i piani di azione e gli obiettivi su tutti gli argomenti più rilevanti per gli interlocutori. Per raggiungere questo obiettivo l’impresa deve maturare, evolversi e riconoscere le migliorie da mettere in atto in un’ottica di sostenibilità.

    Impresa sostenibile

    Chi deve adottare gli standard di EFRAG

    La Commissione Europea ha adottato gli ESRS di EFRAG modificando la visione delle aziende nei confronti del Bilancio di Sostenibilità. L’obbligo di utilizzo degli European Sustainability Reporting Standards riguarda le aziende soggette alla Corporate Sustainability Reporting Directive. Gradualmente dovranno adattarsi alle nuove direttive rispettando determinati limiti temporali. A breve gli standard diventeranno Legge e dovranno essere applicati in tutti gli Stati membri UE. I requisiti di conformità entreranno in vigore nel 2025 con periodo di riferimento 2024 per le organizzazioni europee già obbligate alla rendicontazione Non Financial Reporting Directive. Le altre aziende, invece, dovranno rispettare gli obblighi dal 2025 o dal 2026. In questo contesto, le tecnologie innovative di 3Bee permettono di ottenere dati precisi e misurabili, preziosi per le imprese in fase di rendicontazione di sostenibilità.

    Articolo a cura di Valentina Trogu

    Di Elena Fraccaro5 dicembre 2023
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    Domande Frequenti

    Hai dei dubbi o altre curiosità su questo articolo? Qui troverai spunti

    Cosa sono gli standard ESRS?

    Il 22 novembre 2022 EFRAG ha proposto alla Commissione Europea un pacchetto di dodici punti ESRS emanati, poi, nel mese di luglio 2023. Esattamente il 31 luglio dell’anno in corso la CE ha adottato ufficialmente gli European Sustainability Reporting Standards determinando un importante cambiamento per le aziende in relazione al Bilancio di sostenibilità. Il report è un documento che si rivolge agli stakeholder e ha il compito di rappresentare le imprese in modo completo e di verificare come le stesse perseguono l’obiettivo di sviluppo sostenibile. Le organizzazioni devono puntare alla crescita economica e contemporaneamente dimostrare di saper gestire i rischi e le minacce alla sostenibilità, tema di interesse per i clienti, fornitori, dipendenti, investitori.

    Quali sono le sezioni degli ESRS?

    Le aziende possono utilizzare gli standard ESRS per rendicontare l’impatto sulle persone e sull’ambiente e definire come le questioni sociali e ambientali possano rappresentare un’opportunità o un rischio per l’organizzazione. Per semplificare l’uso degli European Sustainability Reporting Standards è stato definito un pacchetto di dodici sezioni suddivise in due macro aree. La prima macro area include standard che non si riferiscono ad uno specifico tema di sostenibilità – 2 cross-cutting standards – e si possono dunque applicare ad ogni campo di rendicontazione. La seconda macro area raccoglie, invece, 10 topic-specific cross-sector standards. Si tratta di requisiti da soddisfare con riferimento alle tre aree ESG, Environmental, Social e Governance.

    Quali sono i punti delle aree ESG?

    L’adozione dei criteri ESG è, oggi, fondamentale all’interno di una strategia di sostenibilità delle imprese. Forniscono benefici ai collaboratori e alla comunità di riferimento. Di conseguenza, gli standard ESRS non avrebbero mai potuto ignorare tale rimando. EFRAG vi ha dedicato un’intera macro area all’interno della quale ha incluso cinque standard ambientali (Climate change, Pollution, Water and Marine Resource, Biodiversity and ecosystems, Resources use and circular economy), quattro standard sociali (Own Workforce, Workers in the value chain, Affected communities, Consumers and end-users) e uno standard di Governance (Business Conduct). EFRAG è al lavoro per aggiungere un’ulteriore sezione che includa i requisiti da applicare in base al settore e agli standard specifici per le Piccole e Medie Imprese.

    Chi deve adottare gli standard di EFRAG?

    La Commissione Europea ha adottato gli ESRS di EFRAG modificando la visione delle aziende nei confronti del Bilancio di Sostenibilità. L’obbligo di utilizzo degli European Sustainability Reporting Standards riguarda le aziende soggette alla Corporate Sustainability Reporting Directive. Gradualmente dovranno adattarsi alle nuove direttive rispettando determinati limiti temporali. A breve gli standard diventeranno Legge e dovranno essere applicati in tutti gli Stati membri UE. I requisiti di conformità entreranno in vigore nel 2025 con periodo di riferimento 2024 per le organizzazioni europee già obbligate alla rendicontazione Non Financial Reporting Directive. Le altre aziende, invece, dovranno rispettare gli obblighi dal 2025 o dal 2026. In questo contesto, le tecnologie innovative di 3Bee permettono di ottenere dati precisi e misurabili, preziosi per le imprese in fase di rendicontazione di sostenibilità.

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