Cosa vuol dire essere un’azienda sostenibile?
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    Cosa vuol dire essere un’azienda sostenibile?

    Sempre più aziende dichiarano di essere sostenibili e di anteporre il rispetto ambientale e sociale ai loro obiettivi economici. Ma attenzione! Non è tutto oro quel che luccica. Serve molto più di qualche saltuaria azione “green” e di una comunicazione efficace per definirsi un’azienda sostenibile.

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    28/12/2022Di Elena Fraccaro
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    28/12/2022Di Elena Fraccaro
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    Da dove nasce il concetto di sostenibilità?

    Oggi ogni pubblicità, progetto o iniziativa aziendale è incentrato sulla sostenibilità. Sebbene “sostenibilità” sia un termine entrato a far parte del nostro vocabolario da relativamente pochi anni – se ne parlava ben poco prima dell’Accordo di Parigi – la sua definizione risale al 1987. In quell’anno, la Commissione Mondiale su Ambiente e Sviluppo adottò il rapporto “Our Common Future” (anche conosciuto come “Rapporto Brundtland”), in cui si definivano i capisaldi dello sviluppo sostenibile, tuttora validi. Si stabilì, quindi, che “Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri”. Dal Rapporto Brundtland emerge con forza che l’unico modo per garantire uno sviluppo sostenibile è bilanciare tre dimensioni contemporaneamente: sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Queste stesse dimensioni hanno portato, nel 2015, alla stesura dell’Agenda 2030.

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    Come diventare (realmente) un’azienda sostenibile?

    Nessuna azienda può definirsi sostenibile a meno che non si impegni a garantire il contemporaneo benessere del pianeta, delle persone (dentro e fuori i confini aziendali) e dell’economia (di nuovo, sia in termini di profitto aziendale che non). Nonostante ciò, la sostenibilità ambientale è la dimensione a cui tutti sembrano dare maggiore peso. Ciò comporta che molte aziende comunichino, anche in modo piuttosto aggressivo, le loro sporadiche iniziative “green” glissando totalmente sugli altri due aspetti. Una sostenibilità così intesa è solo di facciata, da cui il termine “Greenwashing”, ovvero una comunicazione sull’attenzione aziendale alle tematiche ambientali al solo scopo di attirare i consumatori, senza realmente attuare alcuna strategia di sostenibilità. Ma, quindi, come si diventa un’azienda (più) sostenibile? Da dove si comincia? Per rispondere, analizziamo le tre dimensioni della sostenibilità.

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    Sostenibilità ambientale

    La sostenibilità ambientale abbraccia tutte le fasi dell’attività aziendale, dall’ideazione del prodotto/servizio alla sua distribuzione/erogazione. Per esempio, non può essere in alcun modo definito sostenibile un capo d’abbigliamento composto da materiali biologici se i coloranti utilizzati vengono poi versati nei corsi d’acqua o – e qui ci ricolleghiamo alla necessità di bilanciare tutte e tre dimensioni della sostenibilità – se chi produce tale capo lavora in condizioni di schiavitù e non riceve un salario dignitoso. In termini strettamente ambientali, le azioni più immediate da mettere in pratica per essere sostenibili sono: utilizzare energia prodotta da fonti rinnovabili (anche l’energia con cui alimenti i computer nei tuoi uffici ha un impatto significativo sull’ambiente), smaltire i rifiuti correttamente, ridurre il consumo di acqua e creare prodotti che possano essere riparati o riciclati alla fine del loro ciclo di vita.

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    Sostenibilità sociale

    È fondamentale che la tua azienda si impegni anche a livello etico. Ciò significa che le attività d’impresa non dovrebbero in alcun modo ledere il benessere di dipendenti, collaboratori e, in modo più ampio, clienti, fornitori e comunità dove l’azienda opera. In breve, un’azienda sostenibile si impegna ad avere un impatto positivo a livello locale e globale su tutti i suoi stakeholder. In tal senso, è necessario garantire che i luoghi di lavoro siano sicuri, salubri, inclusivi e assolutamente privi di qualsiasi discriminazione di genere o razziale. È anche obbligatorio accertarsi che ogni lavoratore lungo l’intera supply chain riceva un salario dignitoso, non sia sottoposto a vessazioni e che tutti i suoi diritti (malattia, orario di lavoro, ecc.) siano rispettati. È poi necessario offrire prodotti/servizi che siano sicuri e di qualità. Infine, instaurare rapporti con le comunità locali per migliorarne la qualità di vita completa il quadro della responsabilità sociale d’impresa.

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    Sostenibilità economica

    Se è vero che si parla tanto di sostenibilità ambientale, è anche vero che si parla troppo poco di quella economica. Il motivo potrebbe essere legato al fatto che parlare di profitto quando in ballo ci sono temi come il cambiamento climatico e lo sfruttamento dei lavoratori non suscita proprio emozioni positive. Tuttavia, il discorso è molto più ampio e non poi così complesso. Partiamo da un’ovvietà: le aziende devono fare profitto affinché l’attività d’impresa possa esistere. La differenza sta nel cosa c’è dietro al profitto. Va perseguito un profitto etico che permetta di pagare i dipendenti, creare nuovi posti di lavoro, investire nell’innovazione sostenibile di prodotti/servizi e creare valore per la collettività. In questi casi si può parlare di sostenibilità economica. Non sono, invece, da promuovere tutte quelle attività a scopo di lucro che ingrossano le casse dell’azienda inquinando l’ambiente, utilizzando materie prime di dubbia provenienza e sottopagando le persone.

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    Come dimostrare di essere sostenibili?

    Per dimostrare di rispettare l’ambiente e la società e di realizzare profitti in modo etico, le aziende possono ottenere ed avvalersi di una o più certificazioni. Infatti, affermare che il proprio impegno sia concreto non è garanzia di nulla né rende l’azienda sostenibile. Ma possono esserci delle eccezioni. Prima di proseguire, vogliamo fare una precisazione. Ottenere alcune certificazioni di sostenibilità può essere davvero molto dispendioso e molte piccole, magari neonate, aziende non possono permettersi di sostenere costi troppo elevati, se non mettendo a rischio la loro stessa sopravvivenza. Il loro impegno merita comunque di essere apprezzato e supportato, a patto che diano prova – con i mezzi a loro disposizione – che le loro attività non abbiano degli impatti negativi. Noi consigliamo, ad esempio, di affidarsi a fornitori certificati e sostenibili o contribuire a progetti che dimostrato ad esempio tramite dati, testimonianze e documentazioni visive il proprio operato.

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    3Bee può aiutarti a rendere la tua azienda sostenibile

    In quanto Azienda Climate - Tech, tutti i nostri progetti e servizi nascono e si sviluppono con lo scopo di proteggere la biodiversità a 360°. Le aziende possono investire in sostenibilità portando valore in tutti e tre gli ambiti precedentemente analizzati: ambientale, sociale ed economico. Gli impollinatori sono prima di tutto dei bioindicatori che ci indicano lo stato di salute del nostro pianeta. La loro perdita è una conseguenza di numerosi fattori che cerchiamo di invertire con il monitoraggio degli alveari, la piantumazione di boschi nettariferi e lo studio attraverso i satelliti ESA del livello di biodiversità della nostra penisola. Sapendo dove si deve agire ci permette di supportare apicoltori e agricoltori ed indirizzare le aziende che desiderano generare un impatto positivo attraverso le proprie scelte.

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    28/12/2022Di Elena Fraccaro
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