COP 28 e rendicontazione di sostenibilità

    Terminata COP 28 (Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici) e Pubblicata in G.U. la direttiva CSRD. Prendono forma i cambiamenti verso la tutela della biodiversità nella rendicontazione di sostenibilità aziendale e nel Global Stocktake.
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    L’importanza di COP28

    L’importanza di COP28

    Dal 30 novembre al 12 dicembre, Dubai è stata al centro dell'attenzione mondiale per aver ospitato la 28ª Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, conosciuta come COP28. Durante questo evento, che si è svolto nell'area che ha ospitato l'Expo, i rappresentanti dei 198 Paesi partecipanti, tra cui l'Italia, hanno discusso delle soluzioni per proteggere il pianeta dall'inquinamento e dai cambiamenti climatici. A guidare le consultazioni è stato il sultano Ahmed Al Jaber, CEO della compagnia petrolifera nazionale di Abu Dhabi, ADNOC. Dopo due settimane di negoziati intensi sulla crisi climatica, è stato raggiunto un accordo finale e approvato il "Global Stocktake", che stabilisce una serie di impegni per ridurre le emissioni di gas serra.

    Approvato il Global Stocktake

    Approvato il Global Stocktake

    La notizia più significativa al termine di queste due settimane di incontri e negoziati è rappresentata dall'accordo storico sul Global Stocktake, come previsto nell'accordo di Parigi. Tre sono gli obiettivi principali: la riduzione delle emissioni di gas serra, l'adattamento ai cambiamenti climatici e l'aumento dei finanziamenti. L'obiettivo principale rimane quello di limitare il riscaldamento globale a meno di 2 gradi Celsius e di puntare a 1,5 gradi. Secondo gli esperti climatici dell’IPCC, per raggiungere tale obiettivo, il calo delle emissioni dovrà diminuire del 43% entro il 2030 (rispetto ai dati registrati nel 2019).

    I 7 punti più importanti del Global Stocktake

    I 7 punti più importanti del Global Stocktake

    I punti più importanti contenuti nel Global Stocktake sono: smettere di dipendere dai combustibili fossili entro il 2050; triplicare la capacità di energia rinnovabile a livello globale; ridurre gradualmente l'uso di carbone non abbattuto per la produzione di energia; accelerare gli sforzi globali verso sistemi energetici a zero emissioni nette; promuovere lo sviluppo accelerato di tecnologie a zero e a basse emissioni, come le energie rinnovabili e l'energia nucleare; ridurre in modo sostanziale le emissioni di biossido di carbonio a livello globale, con un focus particolare sulle emissioni di metano entro il 2030; ridurre le emissioni causate dal trasporto su strada su diversi percorsi; eliminare gradualmente gli inefficienti sussidi ai combustibili fossili.

    Corporate Sustainability Reporting Directive

    Corporate Sustainability Reporting Directive

    Un altro passo avanti verso la sostenibilità riguarda la Direttiva UE 2022/2464, conosciuta come Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) L'articolo 11 stabilisce i principi e i criteri direttivi per il recepimento della "Corporate Sustainability Reporting Directive". La direttiva modifica la normativa europea in materia di rendicontazione societaria, introducendo requisiti più dettagliati per la comunicazione dei report aziendali sugli aspetti ambientali, sociali e di governance dell'impresa (ESG - Environmental, Social, Governance).

    Nuovi obblighi di trasparenza nei criteri ESG

    Nuovi obblighi di trasparenza nei criteri ESG

    La direttiva CSRD introduce nuovi obblighi di trasparenza per le imprese riguardanti l'impatto ambientale, i diritti umani e gli standard sociali, superando la direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario Non-Financial Reporting Directive (Direttiva 2014/95/EU, “NFRD”) vigente. Le nuove disposizioni si basano su criteri comuni in linea con gli obiettivi climatici dell'Unione. Le principali disposizioni della CSRD sono: ampliamento dell'obbligo di rendicontazione a tutte le società quotate e alle grandi imprese che superano determinati criteri finanziari; assicurazione indipendente dei report di sostenibilità; adozione di un unico standard europeo di rendicontazione, l'European Sustainability Reporting Standard (ESRS), sviluppato dall'EFRAG; accesso digitale alle informazioni mediante un database europeo; inclusione dell'informativa di sostenibilità nella Relazione sulla Gestione.

    Importanza del report di sostenibilità e stakeholder

    Importanza del report di sostenibilità e stakeholder

    L'Unione Europea, i governi, le comunità internazionali e i cittadini stanno diventando sempre più esigenti nei confronti delle imprese, chiedendo loro di condurre attività commerciali in modo etico e responsabile nei confronti della società, delle persone e dell'ambiente. In particolare, si richiede loro di fornire informazioni sulle prestazioni correlate. La comunicazione tempestiva, periodica e trasparente delle iniziative e degli impegni da parte delle imprese è diventata una delle principali richieste degli stakeholder, a cui le aziende devono rispondere sempre più spesso attraverso la produzione dei cosiddetti Report di Sostenibilità.

    Report di sostenibilità

    Report di sostenibilità

    Il Report di Sostenibilità è il documento attraverso il quale un'azienda rende conto delle sue iniziative e prestazioni in termini di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. In altre parole, è il mezzo attraverso il quale comunica le azioni che intraprende per tutelare l'ambiente, il suo approccio nei confronti dei lavoratori, la relazione con il territorio e la comunità, nonché il modo in cui crea e distribuisce valore ai suoi stakeholder. Oggi, il reporting di sostenibilità è diventato un elemento centrale di ogni strategia aziendale di sostenibilità. Attraverso il processo di reporting, un'organizzazione identifica gli impatti significativi che ha sull'economia, sull'ambiente e/o sulla società e li comunica seguendo standard globalmente riconosciuti. Il reporting di sostenibilità basato su questi standard dovrebbe fornire una rappresentazione equilibrata e ragionevole dei contributi positivi e negativi di un'organizzazione verso l'obiettivo dello sviluppo sostenibile.

    Criticità nel report di rendicontazione di sostenibilità

    Criticità nel report di rendicontazione di sostenibilità

    Le imprese sono consapevoli della svolta verso la sostenibilità e sono a caccia di consulenti. Ad evidenziare le criticità riportate nelle attività di rendicontazione della sostenibilità è Monica Rossolini, docente di Economia degli intermediari finanziari alla Bicocca. Rossolini, mette in risalto come le criticità riguardano in particolare la rivelazione degli indicatori di riferimento e la difficoltà di individuare specialisti in materia. Ma specifica che in riferimento ai bilanci green ci sono dei benefici nella relazione con gli stakeholder e nel miglioramento del brand reputation nella gestione dei rischi.

    Rendicontazione di sostenibilità e nuovi standard

    Rendicontazione di sostenibilità e nuovi standard

    La Conferenza COP28 è stata un'occasione per presentare risultati concreti raggiunti. In particolare, sono stati introdotti due nuovi standard internazionali di grande importanza. Il primo standard, chiamato ISO 14068-1 (Climate change management – Transition to net zero – Part 1: Carbon neutrality). Questo standard è fondamentale per promuovere la riduzione delle emissioni di gas serra e l'adozione di pratiche sostenibili. Il secondo standard, chiamato ISO/TS 19870 (Hydrogen technologies – Methodology for determining the greenhouse gas emissions associated with the production, conditioning and transport of hydrogen to consumption gate), riguarda invece le tecnologie dell'idrogeno. Questo standard è di fondamentale importanza per promuovere lo sviluppo e l'adozione di tecnologie dell'idrogeno a basse emissioni di carbonio.

    COP 28: guardando al futuro

    COP 28: guardando al futuro

    Guardando al futuro, con la conclusione ufficiale dei lavori della COP28 e i nuovi obiettivi che si pongono, tutti i Paesi sono chiamati a mantenere l'impegno collettivo per promuovere un futuro più sostenibile. Il mondo della normazione si impegna attivamente in questo processo e rilancia gli standard internazionali come strumenti potenti per favorire la crescita e lo sviluppo dell'intera società. In questo contesto, 3Bee realizza al fianco di enti e imprese progetti di rigenerazione sono tangibili e misurabili, in linea con gli obiettivi ESG e con un approccio basato su tecnologie proprietarie innovative, con l’obiettivo di ottimizzare le politiche per la tutela e la conservazione della biodiversità.

    Articolo a cura di Angelina Tortora

    Di Elena Fraccaro20 dicembre 2023
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    Domande Frequenti

    Hai dei dubbi o altre curiosità su questo articolo? Qui troverai spunti

    Cosa ha deciso la COP28?

    Dal 30 novembre al 12 dicembre, Dubai è stata al centro dell'attenzione mondiale per aver ospitato la 28ª Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, conosciuta come COP28. Durante questo evento, che si è svolto nell'area che ha ospitato l'Expo, i rappresentanti dei 198 Paesi partecipanti, tra cui l'Italia, hanno discusso delle soluzioni per proteggere il pianeta dall'inquinamento e dai cambiamenti climatici. A guidare le consultazioni è stato il sultano Ahmed Al Jaber, CEO della compagnia petrolifera nazionale di Abu Dhabi, ADNOC. Dopo due settimane di negoziati intensi sulla crisi climatica, è stato raggiunto un accordo finale e approvato il "Global Stocktake", che stabilisce una serie di impegni per ridurre le emissioni di gas serra.

    Che cos'è il Global Stocktake?

    La notizia più significativa al termine di queste due settimane di incontri e negoziati è rappresentata dall'accordo storico sul Global Stocktake, come previsto nell'accordo di Parigi. Tre sono gli obiettivi principali: la riduzione delle emissioni di gas serra, l'adattamento ai cambiamenti climatici e l'aumento dei finanziamenti. L'obiettivo principale rimane quello di limitare il riscaldamento globale a meno di 2 gradi Celsius e di puntare a 1,5 gradi. Secondo gli esperti climatici dell’IPCC, per raggiungere tale obiettivo, il calo delle emissioni dovrà diminuire del 43% entro il 2030 (rispetto ai dati registrati nel 2019).

    Quali sono gli obblighi di trasparenza nei criteri ESG?

    La direttiva CSRD introduce nuovi obblighi di trasparenza per le imprese riguardanti l'impatto ambientale, i diritti umani e gli standard sociali, superando la direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario Non-Financial Reporting Directive (Direttiva 2014/95/EU, “NFRD”) vigente. Le nuove disposizioni si basano su criteri comuni in linea con gli obiettivi climatici dell'Unione. Le principali disposizioni della CSRD sono: ampliamento dell'obbligo di rendicontazione a tutte le società quotate e alle grandi imprese che superano determinati criteri finanziari; assicurazione indipendente dei report di sostenibilità; adozione di un unico standard europeo di rendicontazione, l'European Sustainability Reporting Standard (ESRS), sviluppato dall'EFRAG; accesso digitale alle informazioni mediante un database europeo; inclusione dell'informativa di sostenibilità nella Relazione sulla Gestione.

    In cosa consiste il report di sostenibilità?

    Il Report di Sostenibilità è il documento attraverso il quale un'azienda rende conto delle sue iniziative e prestazioni in termini di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. In altre parole, è il mezzo attraverso il quale comunica le azioni che intraprende per tutelare l'ambiente, il suo approccio nei confronti dei lavoratori, la relazione con il territorio e la comunità, nonché il modo in cui crea e distribuisce valore ai suoi stakeholder. Oggi, il reporting di sostenibilità è diventato un elemento centrale di ogni strategia aziendale di sostenibilità. Attraverso il processo di reporting, un'organizzazione identifica gli impatti significativi che ha sull'economia, sull'ambiente e/o sulla società e li comunica seguendo standard globalmente riconosciuti. Il reporting di sostenibilità basato su questi standard dovrebbe fornire una rappresentazione equilibrata e ragionevole dei contributi positivi e negativi di un'organizzazione verso l'obiettivo dello sviluppo sostenibile.

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