7 Consigli per chi si vuole avvicinare all’apicoltura
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    7 Consigli per chi si vuole avvicinare all’apicoltura

    Il mondo delle api è affascinante e complesso e sono in molti ad esserne stati a tal punto “stregati” da volerne far parte. Sono tante, infatti, le persone che hanno deciso di intraprendere questa attività, chi per passione, chi per curiosità e chi per farne un vero e proprio lavoro.

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    05/04/2018Di Elena Fraccaro
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    1. Quanti alveari servono per un apicoltura da reddito?

    Molti sono gli apicoltori che hanno intrapreso questa attività come hobbisti per poi decidere di farla diventare un vero e proprio lavoro. Il numero di arnie che si decide di avere dipende molto dalla disponibilità di tempo e mezzi dell’apicoltore, nonché dalla sua esperienza sul campo. Indicativamente, però, la soglia oltre la quale un apicoltore non è più considerato hobbista è quella dei 100 alveari. Questo è il numero, infatti, con il quale l’apicoltore può coprire le proprie spese e avere un guadagno personale.

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    2. Meglio il cubo o il portichetto?

    In questo caso, la domanda non è tanto quale delle due sia la migliore, ma quale risponde maggiormente ai nostri bisogni. Generalmente, l’arnia a cubo viene scelta da chi pratica apicoltura stanziale, mentre quella con il portichetto è più utile per il nomadismo. La scelta dipende anche dalla distanza tra gli apiari: se è ridotta si può optare per un arnia a cubo anche in caso di nomadismo. Se, invece, fosse maggiore ai 30km, è preferibile quella con portichetto per favorire la ventilazione dell’alveare durante gli spostamenti.

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    3. Come posizionare l’apiario

    Ci sono alcuni accorgimenti che è utile presente nel momento in cui si deve decidere il posizionamento del proprio apiario: preferire un luogo ventilato in modo che non ristagni l’umidità, scegliere possibilmente un luogo ombreggiato durante le ore più calde della giornata in modo da evitare un eccessivo lavoro delle api che devono ventilare e raccogliere acqua per la colonia, optare per un luogo tranquillo e possibilmente con buone fonti nettarifere per ottenere buoni raccolti, non posizionarlo in prossimità di strade. Se le arnie vengono posizionate in fila, è importante ricordarsi dell‘effetto della deriva delle api bottinatrici. Sostanzialmente, le api saranno più portate a dirigersi verso le arnie poste all’estremità della fila, che saranno quindi più forti delle altri.

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    4. L’attrezzatura

    Avere l’attrezzatura giusta può fare le differenza. Sopratutto quando si è alle prime armi, è importantissimo scegliere ciò che meglio si adatta alle nostre esigenze e che meglio ci aiuta nella nostra attività. Ciò che non può mancare nell’arsenale dell’apicoltore è: l’abbigliamento adeguato, l’affumicatore, la leva-pinza solleva telai. L’abbigliamento tipico dell’apicoltore consiste in un’ampia tuta (integrale o meno in base ai gusti e alle necessità) con un velo sotto il cappello a protezione del viso. L’affumicatore è uno strumento utilissimo per liberare i telai durante la loro movimentazione. Con esso viene generato fumo che allontana le api senza disturbarle o ferirle, permettendo all’apicoltore un lavoro più agevole. La leva è uno strumento necessario per liberare i telai della propoli e permettere così l’ispezione.

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    5. Formiche: ospiti da rimuovere o da accogliere?

    Trovare i coprifavi infestati da formiche e dalle loro uova non è di certo piacevole. Le formiche, tra le altre cose, interferiscono nel processo di valutazione del livello di infestazione da Varroa dell’alveare. Il consiglio è di cercare di rimuoverle, scuotendo prima il coprifavo facendo attenzione a togliere anche le uova. Successivamente, è bene inserire repellenti naturali come la menta, la cannella, il succo di limone e i fondi di caffè. L’importante è non usare mai prodotti chimici, che potrebbero causare problemi alle api.

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    6. Come evitare le principali malattie delle api

    Avere delle api sane e forti è l’obiettivo principale di ogni apicoltore. Sfortunatamente, le patologie che possono colpirle sono molte, ma esistono metodi che possono aiutare a prevenirle. Facciamo alcuni esempi. La Varroasi è una patologia di tipo parassitario, causata dell’acaro Varroa destructor. Convenzionalmente, viene trattata con prodotti chimici antiparassitari. Questi, però, rischiano di persistere all’interno dell’alveare ed essere incorporati nella cera. Per questo motivo, è consigliabile l‘utilizzo di composti naturali, come l’acido formico e ossalico. Un’altra importante patologia è la Peste americana, di natura batterica. Inizialmente, essa veniva trattata tramite antibiotici. Essi, il cui uso oggi è vietato in Europa, servivano solo a rallentare la malattia, risultando sostanzialmente inefficaci. L’unico modo per debellare la malattia ed evitare la sua diffusione è la distruzione della famiglia infetta.

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    7. Come si monitora lo stato di salute delle api?

    Il monitoraggio della salute delle proprie api è di fondamentale importanza. Sapere come stanno le api permette di capire quali interventi compiere, ma soprattutto quando e come. Ad oggi, sono stati introdotti sistemi di monitoraggio da remoto per permettere all’apicoltore, anche a quello meno esperto, di avere sempre sotto controllo le proprie api e di gestire meglio il proprio apiario. 3Bee ha ideato un innovativo sistema di monitoraggio da remoto, che permette di registrare e controllare importanti parametri vitali come il peso, la temperatura, l’umidità e il suono. Hive-Tech è una tecnologia leggera, non invasiva e adattabile a qualsiasi tipo di arnia. I dati registrati dai sensori del dispositivo vengono poi inviati su cloud e resi disponibili su una dashboard personalizzata. Da lì, l’apicoltore potrà valutare i parametri vitali delle api e gestire il proprio lavoro, organizzando ispezioni e interventi.

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    05/04/2018Di Elena Fraccaro
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